Archivi mensili: agosto 2015

HOW TO WEAR # 3 – GINGHAM

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Una volta la chiamavamo “vichy”, oggi ci piace definirla “gingham”: in ogni caso, la stampa a quadretti bicolore è di tendenza da anni. Nata negli anni ’30, fa pensare immediatamente a Brigitte Bardot, alle romantiche passeggiate sul lungo mare, alle giornate in campagna in bicicletta e ai pic nic al lago. In una parola, all’estate nella sua declinazione più chic. Una trama che abbina il bianco a un altro colore in un gioco di quadrati che variano di misura in base all’effetto che si vuole ottenere: più chic, più casual, più innovativo. I vantaggi di questa particolare stampa secondo me sono parecchi:

– la trama romantica regala subito un tocco di raffinatezza a qualunque look

– basta un solo pezzo, anche un semplice accessorio, a dare grinta ad un outfit altrimenti banale

– gli abbinamenti sono facili: alle meno esperte basta giocare con il colore abbinato al bianco + un secondo colore a contrasto, mentre le più temerarie possono lanciarsi in giochi di stampe a contrasto (quadri + righe oppure quadri + fiori… il trucco è abbinare alla perfezione i colori di stampe a contrasto)

– provate abbinamenti a contrasto giocando anche con proporzioni e tessuti. Per esempio una camicia o un top ampio a quadrettini bianchi e rosa abbinati a microshorts bianchi, magari di jeans. Il quadrettato è chic quindi potete esaltarne l’eleganza con abbinamenti ad hoc (per esempio il pizzo bianco) oppure sdrammatizzarlo (per esempio con un paio di All Star in tinta)

– un altro contrasto che funziona? due capi vichy con stampe simili ma diverse: per esempio due trame uguali in colori a contrasto oppure due trame diverse nello stesso bicolore

– invece di limitarvi ad un accessorio, provate a cercare un bel capo spalla: un soprabito, oppure un tubino. Darà personalità al vostro guardaroba

– più i quadrati sono ampi, più sono vistosi, quindi occorre caricare meno il resto del look

– finalmente la moda propone quadretti in colori meno scontati: via libera quindi al rosa fucsia, al verde pastello, al blu cina… l’importante è divertirsi!

E voi cosa pensate di questa stampa? Ce l’avete nell’armadio? 

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BOOKS FOR BREAKFAST # 20 – LA RAGAZZA DEL TRENO

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LA RAGAZZA DEL TRENO

P. Hawkins

Piemme

Il caso editoriale più esplosivo dell’anno: potevo non comprarlo? Prima ancora di leggerlo, ho sentito diversi commenti e spesso molto netti: questo libro o lo ami o lo odi. Ma, come sempre, io devo verificare di persona 😉 

E posso dire che invece io mi colloco nel mezzo: 3 stelle su 5. E ora vi spiego perchè.

La trama è nota: Rachel, personaggio principale e voce narrante della maggior parte dei capitoli,  è un’abitudinaria. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata perchè, seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori. In particolare si concentra su una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

La struttura del libro è molto interessante: alla voce di Rachel si alterna quella di altre due donne, la fantomatica Jess e Anna, la nuova compagna dell’ex marito della protagonista. Le prime righe ti catturano anche se capisci poco o niente e ti spingono a volerne sapere di più: se guardiamo questo aspetto, si può dire che sia un libro perfettamente riuscito. Intrigante anche l’ambientazione, almeno per me che ho viaggiato in treno per anni e sono sempre molto curiosa di quello che succede dietro le porte colorate e le facciate eleganti delle case dei sobborghi (Non per niente sono una grande fan di “Desperate Housewives”!). Buono anche lo stile; asciutto, veloce, a suo modo accattivante. La narrazione in prima persona coinvolge e invita a proseguire. Allora cos’è che non mi fa schierare con chi sostiene che il libro è straordinario? Purtroppo, è proprio l’intrigo giallo. Una cinquantina di pagine prima del finale (se non prima) si capisce praticamente tutto. E questo, ahimè, in un giallo è imperdonabile. 

 

BELGIO (INSTA)TRAVEL DIARY

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Un posto perfetto per una gita fuori porta di qualche giorno a prezzi contenuti? Le Fiandre! Non so voi, ma io ho sempre un po’ snobbato il Belgio, immaginandolo come un paese piovoso e senza grandi bellezze da offrire. Grazie ai post di Manuela di Pensieri in viaggio e ad un volo Ryanair di circa 40 euro A/R scovato in un pomeriggio noioso, ho potuto ricredermi: le Fiandre sono bellissime! Davvero, visitare Bruges e Gent equivale ad entare in una fiaba: posti romantici, angolini deliziosi e scatti perfetti per foto da incorniciare.

DOVE E COME: noi abbiamo preso un volo Torino-Charleroi che in un’oretta e mezza ci ha portato a destinazione; dall’aeroporto il bus vi porta direttamente a Bruxelles (17 euro solo andata, per nulla economico. Se però lo comprate prima online qualcosa si risparmia). Le corse partono ogni mezzora circa e il tempo per raggiungere la città varia in base al traffico, noi ci abbiamo messo oltre un’ora. Dalla stazione dei bus potete prendere la metro, comodissima, per la zona in cui avete prenotato l’hotel.
Grazie ad un’offerta di Booking.com noi abbiamo dormito in un 4 stelle spendendo circa 65 euro in due, il Thon Hotel City Centre: camera grande con vista sui tetti della città, bagno con vasca enorme comodissima e wifi gratis molto veloce.

AUDREY TRAVEL TIPS: per spendere meno non includete la colazione: può far lievitare il costo di una stanza anche di 30 euro! E soprattutto non ha senso: a Bruxelles basta fare pochi passi in qualunque direzione per incappare in una pasticceria o anche solo un baracchino che venda le popolari ( e buonissime) GAUFRES!!

Bruxelles è una città carina ma soprattutto un’ottima base per girare i dintorni: treni comodi e puntuali la collegano a tutte le città vicine in maniera rapida e semplice. Per risparmiare qualcosa sul costo dei biglietti approfittate della tariffa weekend e fate un biglietto aperto che vi consente di muovervi tra le città prescelte senza un orario stabilito. Noi li abbiamo presi dall’Italia dal sito ufficiale e con nemmeno 15 euro abbiamo girato per tre città senza problemi.

In attesa di parlarvi nel dettaglio dei singoli posti visitati, vi lascio una carrellata di posti per farvi una prima idea delle Fiandre: che dite, vi ho convinti a farci un pensierino?

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BOOKS FOR BREAKFAST # 19 – ALL’INFERNO NON C’E’ GLAMOUR

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ALL’INFERNO NON C’E’ GLAMOUR

J. Piazza e L. Sykes

Piemme

 

Non soffermatevi sul titolo (totalmente fuorviante rispetto all’edizione originale) e concentratevi sulla trama del nuovo BOOK FOR BREAKFAST: Imogen Tate, quarantenne dallo stiletto vertiginoso e la mente brillante, può dire di avercela fatta, dopo anni di gavetta è finalmente riuscita a posare la sua borsa Hermès sull’ambita scrivania di direttrice di “Glossy”, scintillante e patinato fashion magazine che le mani laccate di tutta New York sfogliano avidamente ogni mese. Insomma, il mondo della moda la adora e non può fare a meno di lei. Ma quando rientra in ufficio dopo una lunga pausa per malattia, alla sua scrivania trova un altro paio di tacchi a spillo: quelli di Eve Morton, la sua ex assistente che adesso, dopo una laura ad Harvard e un master nella Silicon Valley, è tornata nella redazione di “Glossy” come comandante in capo. Dalla sua, ha un’arma letale: la tecnologia. Eve è multicanale, “multisociale”, twitta, whatsappa, posta su Instagram e Facebook… Come se non bastasse, ha licenziato metà dello staff e assunto ragazzine magrissime che vanno avanti a tofu e quinoa e lavorano 24 ore su 24, 7 giorni su7. Ma può un tweet sostituire la carta patinata? La classe non passa per Internet o, perlomeno, non solo: e quando una serie di catastrofi minaccia di mandare all’aria Glossy per sempre, Imogen e Eve dovranno unire le forze, anche se non mancheranno le pugnalate alle spalle…

Il collegamento con “Il diavolo veste Prada” sarebbe stato scontato anche se la casa editrice non l’avesse sottolineato così tanto come ha scelto di fare: l’ambiente è esattamente lo stesso ma i ruoli sono capovolti. La donna più vecchia (a 40 anni? vecchia? a quanto pare a Ny sì) si ritrova a fare i conti con la sua inesperienza tecnologica mentre la ragazzina ventiseienne capricciosa detta legge in redazione tra un tweet e l’altro. Il libro è esattamente questo: un succoso “dietro le quinte” del mondo della moda newyorkese, fatto di conoscenze, di amicizie ma anche di classe e gusto impeccabili, di servizi fotografici scenografici e di abiti da sogno. Interessante il confronto generazionale (soprattutto per chi, come me, sta un po’ nel mezzo, lavorativamente spaesata come tanti trentenni di oggi ma tecnologicamente sveglia come i ventenni) e le vicende che vi ruotano attorno. Ben costruiti i personaggi di Imogene e di Eve, convincenti al punto che mentre leggevo mi sembrava di vederle aggirarsi tra le scrivanie della redazione sui loro tacchi 12. Interessanti anche le domande che il libro si (e ci) pone: oggi cosa serve per avere successo? Meglio l’esperienza della “vecchia scuola” o la conoscenza del web? Esiste la via di mezzo? La carta stampata ha ancora un futuro? E’ davvero necessario essere connessi 24 ore su 24?

A me questo romanzo ha regalato qualche ora di divertimento intelligente rendendomi un’insider del mondo della moda “glossy” ma anche offrendomi numerosi spunti di riflessione. Lo stile inoltre è scorrevole ma brillante e colto, non quella tiritera piatta che a volte ci propinano nei libri cosiddetti “femminili”. Non posso dunque che consigliarvi questo libro, con una nota a piè di pagina: NON è il solito libro da spiaggia. E menomale. 

 

TROPICAL

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C’è un momento, più o meno verso i primi di agosto, in cui ci si rende conto che è davvero estate. Che le ferie più lunghe dell’anno si avvicinano, che il tubetto della crema solare è già mezzo vuoto e che è ora di comprare l’ennesimo bikini. Quel momento solitamente per me coincide con l’acquisto di qualcosa di davvero estivo: un paio di occhiali da sole, un libro divertente per la spiaggia e, soprattutto, qualcosa che mi faccia sentire ai tropici solamente guardandolo. Quest’anno poi che non parto fino ad ottobre, sento come non mai il bisogno di qualcosa di tropical appunto: fiori, palme, pappagalli, stampe, natura lussureggiante e colori brillanti. Anche solo su un top. A ricordarmi che l’estate, in fin dei conti, è soprattutto uno stato mentale. 

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