Archivi mensili: marzo 2018

LOST IN HONG KONG

“Ciò che non hai mai visto, lo troverai dove non sei mai stata”

Ci sono momenti in cui tutto quello che ti serve è andare. Partire. Allontanarti. Vedere cose nuove. Trovarti dall’altra parte del mondo. Conoscere una cultura diversa. Camminare per strade a te sconosciute. Vedere volti con tratti somatici differenti. Sentire conversazioni in altre lingue. Guardare un altro cielo. 

Io ho scelto il cielo di Hong Kong, complici una settimana di ferie inaspettata, un volo ad un prezzo accettabile e soprattutto la curiosità di vedere “in loco” un vero Capodanno Cinese. Io, che in Italia il Capodanno lo odio! E così mi sono armata di coraggio, ho prenotato un hotel in centro per poter andare e venire a mio piacimento e mi sono fatta 12 (+1) ore di aereo da sola guardando film e studiando in fretta e furia la guida che fino a quel momento non avevo avuto neppure il tempo di aprire. Poi sono atterrata e in un attimo tutto è diventato semplice. Ovunque ci sono indicazioni in inglese quindi perdersi è impossibile, ogni hotel internazionale è a portata di metropolitana (comodissima e super economica!) e l’unica preoccupazione è diventata cosa vedere prima. Infatti, mi sono immersa talmente tanto nella street life di Hong Kong, che tutto per me è stato una scoperta. Non essendo mai stata in Cina, ad ogni angolo c’era qualcosa che mi colpiva, che mi faceva fermare per uno scatto o che mi ispirava per decidere le tappe successive. E adesso posso dirlo: viaggiare da soli è un regalo. Un dono che si fa a se stessi. Non era la prima volta per me, anzi, ma ogni volta ne riassaporo i vantaggi: muoversi con i propri tempi, fare solo quello che va, decidere dove fermarsi e a che ora mangiare, senza regole se non le proprie. Se non è un lusso questo! 😉 E Hong Kong è una delle città ideali dove perdersi da sola, intanto perchè è sicurissima e poi perchè oltre ad avere diverse cose da vedere è piacevole anche solo passeggiare per le sue strade e respirare quella atmosfera così diversa dalla nostra, quel mix tra tradizione e modernità, tra tecnologia e preghiera che ti riempie il cuore appena arrivi. La spiritualità garbata e composta che si respira nei templi, mentre fuori i taxi sfrecciano e i grattacieli quasi coprono la vista del cielo. Le offerte religiose sussurrate dai bambini per il nuovo anno e le risate squillanti dei ragazzi negli enormi centri commerciali. Lo sferragliare del tram sulle vetuste rotaie e accanto lo scorrere frenetico tipico della vita in una grande metropoli. Il silenzio dei giardini spirituali e la pace che si riesce a percepire anche quando sei circondato da palazzi e traffico, perchè se ti fermi l’unica cosa che senti è lo scorrere dell’acqua. Le pagode colorate con dietro i grattacieli grigi in cui vivono migliaia di persone. Il tram in legno che arranca sulla collina e una delle viste più belle del mondo alla fine del tragitto. I taxi rossi e bianchi e l’onnipresente odore di incenso, che ti fa lacrimare gli occhi ma non importa. I tramonti sulla baia e i giochi di luce sui grattacieli. I pesci nel sacchettino e i waffle ripieni di gelato. I neon che si accendono quando il sole va giù e il profumo dei fiori che ti entra sotto la pelle. Hong Kong è questo e molto altro. Provo a raccontarvene almeno un pezzettino, con queste parole e con qualche fotografia. E, in caso non vi avessi convinto, potete sempre prendere un aereo e andare a vedere di persona. 

 

BOOKS FOR BREAKFAST #48 – L’OSPITE INATTESO

L’OSPITE INATTESO

Patricia Gibney

Newton Compton

La prima indagine del detective Lottie Parker

La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?» La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi della scia di sangue, ma andare fino in fondo potrebbe farle correre un pericolo terribile che la riguarda molto da vicino…

Un altro bel colpo Newton Compton (che ringrazio per la copia digitale del romanzo!): un giallo che merita, che fin dall’inizio coinvolge grazie ad un mistero intricato e ad una protagonista credibile perchè piena di difetti, proprio come se fosse una di noi. Una donna incasinata, che deve barcamenarsi tra il lavoro in polizia, i 3 figli adolescenti e gli strascichi della recente morte del marito. Un personaggio autentico, che spesso prende la decisione sbagliata ma che altre volte, facendosi guidare dall’istinto, prende anche quella giusta. Una detective che spesso predilige la ricerca della verità ad una serata con i propri figli, finchè il pericolo non bussa anche alla sua di porta…

La trama è interessante: si parte dalla morte di una dipendente pubblica apparentemente irreprensibile, a cui poco dopo fa seguito un altro strano omicidio. Il tutto intervallato da flashback del passato di alcuni personaggi, all’epoca ragazzini chiusi in un istituto dove alcuni preti facevano delle brutte cose… Un tema ahimè molto attuale, e che chiaramente ha ripercussioni sul presente dei protagonisti. Di chi può fidarsi Lottie? Il prete che sembra volerla aiutare e la invita addirittura a Roma per esaminare i registri perduti sarà sincero? E come mai si sono perse le tracce di alcuni  bambini dell’istituto, proprio come se non fossero mai esistiti? La scoperta dell’ennesimo cadavere, stavolta quello di un sacerdote, come si lega al resto degli eventi? A queste domande Lottie, insieme ad un collega con cui ha uno strano rapporto di attrazione/distacco, dovrà dare una risposta, ma in fretta, prima che muoia qualcuno di molto vicino a lei e che apparentemente con il caso non c’entra nulla… Il che è anche peggio, perchè allora è qualcosa di personale. 

Lo stile semplice e incalzante vi farà divorare questo giallo. Unica pecca, mi aspettavo qualcosa in più sul finale, inoltre alcuni passaggi li ho trovati un po’ lenti, ma resta comunque un buon giallo da leggere per trascorrere qualche ora immersi in un mistero interessante e non troppo distante da fatti di attualità. 

MUST HAVE DI STAGIONE: IL BASCO

E’ il cappello del momento: sto parlando del baschetto, che ha spopolato quest’inverno e la cui popolarità non accenna a diminuire, complici le temperature ancora perfette per sfoggiarlo con non-chalance. Tinta unita, a colori vivaci, con decorazioni, spille o applicazioni: non c’è che l’imbarazzo della scelta! Io, per esempio, ne ho due: uno rosso scuro che abbino ad outfit in bianco, nero, grigio o blu, e uno blu scuro con le stelline d’argento che porto anche in viaggio perchè va con tutto (vedi ultima foto, scattata ad Hong Kong). Ecco quindi la mia gallery d’ispirazione per abbinare al meglio il vostro basco, qualsiasi modello scegliate: enjoy!

Siete poco abituate a portare i cappelli? Iniziate con un basco nero: semplice e facile da abbinare ma sempre chic. Un filo di rossetto rosso e siete perfette!

E non dimenticate il basco da marinaio, anche lui di gran moda quest’anno e super versatile!

Ed ecco la mia scelta: basco blu con stelline Accessorize, preso in saldo per circa 13 euro!

 

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