Archivi mensili: luglio 2018

VUOI APRIRE UN BLOG? ECCO 5 COSE CHE NON PUOI NON AVERE!

Recentemente mi è capitato che diverse persone mi abbiano chiesto come aprire un blog e come si svolge il mio lavoro di blogger e web content writer. Dopo aver cercato più volte di spiegare le dinamiche, ho pensato di scrivere un post che riassumesse un po’ tutti gli strumenti che uso nel mio lavoro – e che potrebbero essere utili a chi decide di aprire un blog oppure di lavorare da casa. Sì, perché oltre ad una certa fantasia e alla passione per la scrittura, occorrono anche cose molto più “terra terra” come la scelta della giusta rete internet tra le tante offerte internet casa disponibili. Vediamo quindi a livello pratico di cosa non si può fare a meno.

Aprire un blog: 5 cose che non puoi non avere!

1. UNO SPAZIO DI LAVORO ORGANIZZATO
Adesso vado in ufficio, ma quando lavoravo da casa mi sono scontrata con una cosa che non avrei mai pensato: il caos! E non parlo di una casa disordinata, ma del fatto che le cose che mi circondano nel mio spazio (foto, libri, ricordi, etc.) vanno benissimo se mi sto rilassando, ma diventano fonte di distrazione se devo lavorare. Ecco quindi che l’organizzazione della postazione di lavoro diventa fondamentale. Una scrivania spaziosa, una buona illuminazione, cancelleria ad hoc e poche distrazioni. Piuttosto, sostituite foto e magneti con una bacheca ispirazionale, a cui attaccare tutti i ritagli e gli appunti che in qualche modo vi aiutano a concentrarvi sul vostro business.

2. L’ATTREZZATURA NON È UN OPTIONAL
Attenzione: non sto dicendo che vi serva l’ultimo modello di Mac. Assolutamente no. Ma è chiaro che, se il vostro guadagno dipende da cosa scrivete o cosa fotografate, risparmiare troppo in questo ambito non è una buona idea. Mi spiego: producete solo file word? Va benissimo anche solo un tablet. Vi interessa la parte grafica? Magari un pc di qualità superiore vi offre più possibilità. Il vostro guadagno dipende anche dalle foto? Investite su una buona reflex, magari comprandola usata. È banale ma per avere buoni risultati, l’attrezzatura dovrà essere adeguata. D’altra parte, è un investimento sul vostro futuro! Un altro “ferro del mestiere”, se avete un blog, è il dominio di proprietà. Dà subito l’idea di un blog professionale.

3. CONNESSI SEMPRE E COMUNQUE
Una volta organizzata la location, acquistato il dominio e procurata l’attrezzatura di base, è fondamentale far fruttare il tutto. Come? Ma grazie alla rete, of course! La connessione, per chi apre un blog o comunque per chi lavora da casa, è fondamentale! Bisogna essere sempre reperibili, perennemente connessi e aggiornati – e possibilmente attivi sui social. Il che non vuol dire zero vita privata, anzi. Ma significa scegliere cosa di quella vita privata volete condividere con i followers per avvicinarli al vostro mondo. Il resto può rimanere in ombra, e non c’è nulla di male a spegnere il telefono se siete a cena col fidanzato, ma ammettiamolo: nel mondo digital, essere “sul pezzo” sempre può fare la differenza. Basti pensare ai topic di google o twitter, da sfruttare per parlare dei trend del momento e, quindi, essere più visibili sui canali social. Occhio quindi a scegliere l’operatore giusto quando valutate le varie offerte internet casa. E non disperate se non abitate in pieno centro a Milano o a Roma: c’è EOLO! Specializzato in internet a banda larga, EOLO utilizza la tecnologia via radio per portare internet ad alta velocità anche nelle zone più remote del Nord e Centro Italia, contrariamente a molti competitor che si concentrano solo sulle grandi città. Consultate le sue offerte internet casa, io ho trovato così l’offerta perfetta per la mia attività di blogging.

4. PROFESSIONALITA’ IS THE NEW BLACK
Questa mi sembra un’ovvietà ma avendo a che fare con diverse persone anche dall’altro lato della barricata, per lavoro, mi rendo conto che per molti ancora non lo è. Mail di richieste di collaborazione scritte in pessimo italiano, blog con foto sgranate e buie, profili Instagram con followers palesemente comprati, mancanza di rispetto delle scadenze… ecco, anche no. Se volete fare una cosa, fatela bene. O almeno al meglio delle vostre possibilità.

5. NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE
Ormai di blog ce ne sono tantissimi. Come distinguersi? Scegliendo un argomento che vi sta davvero a cuore: risulterete più autentici. Magari non avrete milioni di followers, ma quelli che avrete vi seguiranno perché siete VOI. E su una cosa mi sento di insistere (a furia di sbagliare, si impara!): aggiornatevi in continuazione. C’è sempre da migliorarsi, soprattutto in un mondo come quello digital. Corsi di formazione, webinar, TED, ma anche seguire con l’occhio clinico chi vi piace per vedere (NON per copiare) come si muove in determinati ambiti. E sfruttate tutti i tool gratuiti, dalle app ai tutorial online… non c’è che l’imbarazzo della scelta, soprattutto all’inizio. Poi, se il blog diventa il vostro lavoro primario, o comunque è il vostro obiettivo, mettete in conto anche qualche investimento per la formazione su internet da casa. Alla lunga, paga.

COSA VEDERE A MONACO DI BAVIERA E DINTORNI – MINIGUIDA E INSTAFOTO

cosa vedere a monaco di baviera e dintorni 5

COSA VEDERE A MONACO DI BAVIERA: MINIGUIDA E CONSIGLI

E’ la meta ideale per un weekend fuori Italia senza allontanarsi troppo dal Belpaese: sto parlando di Monaco di Baviera, città che ho visitato recentemente per andare a trovare un caro amico e che mi ha davvero sorpresa. Ecco allora una piccola guida su cosa vedere a Monaco di Baviera e dintorni, con qualche chicca scoperta grazie ad Andre e addirittura una mini escursione per visitare i bellissimi castelli bavaresi.

GIORNO 1: MONACO CENTRO

Il centro di Monaco è molto carino. Le casette sono basse e colorate, molte vie sono pedonali e tutto è a misura d’uomo. La cosa che a me ha colpito di più è il mix di stili che forma comunque un insieme armonico. Per esempio, su Marienplatz, sono accostati il municipio gotico, le casette tradizionali tedesche e i campanili tipicamente nordici. Un bel miscuglio, che però non è affatto male. Qui potete salire sulla Torre del Municipio per una vista a 360 gradi della città e sorseggiare una birra alla Hofbräuhaus, la tradizionale birreria bavarese fondata nel 1589 e ahimè passata alla storia anche perchè qui Hitler fece uno dei suoi primi discorsi. Gironzolate per le vie del centro e entrate a vedere l’interno del duomo (Frauenkirche, in Frauenplatz 1). Se come me amate i mercati local, non dimenticate di fare un salto al Viktualienmarkt, un paradiso gastronomico ricco di colori e profumi. 

Una nota per chi ama i musei: io non ho avuto tempo in questo viaggio, ma Monaco è ricca di musei interessanti, la maggior parte dei quali la domenica costa solo 1 euro… fateci un pensierino se potete!

cosa vedere a monaco di baviera e dintorni 6

cosa vedere a monaco di baviera e dintor


Dal centro, potete spostarvi poi verso il quartiere dell’Università (basta percorrere a piedi tutta Leopoldstr.) e cercare un po’ di fresco all’Englischer Garten, il polmone verde di Monaco, dove troverete parti verdi perfetti per i pic-nic, laghetti per far sguazzare il cane e tantissimi chioschetti per uno spuntino bavarese e, ça va sans dire, per una bella birretta. Dopo la pausa green, saltate su un tram e andate a trascorrere il resto del pomeriggio al Nymphenburg Schloss: questa residenza è alle porte della città e vale la pena visitarla anche solo per trascorrere qualche ora a passeggiare nei bellissimi giardini – e non dimenticate di fare un bell’aperitivo nel parchetto vicino alla serra: puro relax! Se volete anche visitare il palazzo, imperdibile la Sala delle Carrozze.
Tornate in centro col tram e finite la giornata con una serata in un bel bar con terrazza – noi per esempio ci siamo divertiti un mondo all’Eiche (Reichenbachstraße 13): cocktail deliziosi, gente super cool e vista sui tetti della città!

cosa vedere a monaco di baviera e dintorni 8

GIORNO 2: I CASTELLI DELLA BAVIERA

Se come me vi resta solo un giorno di visita, potete decidere di dedicarlo ai famosissimi Castelli di Ludovico II, in particolare Linderhof Schloss e Neuschwanstein, il meraviglioso palazzo che ispirò Walt Disney.
Se il secondo è raggiungibile anche con i mezzi, per il primo è un po’ più complicato, quindi il mio consiglio è di unirsi ad un tour organizzato che li comprenda entrambi. Tanto le visite sarebbero comunque guidate e almeno così vi levate l’impiccio di passare mezza giornata su vari mezzi pubblici.
Sul web potete trovare varie compagnie che effettuano il tour, così come in qualsiasi agenzia in città. Mettete in conto una settantina di euro tra la gita, la guida, le audioguide per le visite e gli ingressi.

LINDERHOF

Ultimato nel 1878, fu l’unico castello che Ludovico riuscì a vedere finito. Concepito come uno scrigno di tesori, è riccamente decorato e pieno di opere d’arte. Ispirato al Re Sole, divenne il rifugio di Ludovico dal resto del mondo.  Qui poteva circondarsi della sua arte e del silenzio della natura. Immagino cosa non fosse vivere nelle stanze affrescate o passeggiare nei bellissimi giardini!

cosa vedere a monaco di baviera e dintorni 7

cosa vedere a monaco di baviera e dintorni 3

cosa vedere a monaco di baviera e dintorni 4
NEUSCHWANSTEIN

Il Castello di Neuschwanstein fu costruito da Ludovico II con l’idea di realizzare l’ideale palcoscenico per il suo operato. Purtroppo non fu completato e Ludovico stesso vi passò solo 6 mesi circa. L’interno però è spettacolare: concepito con l’aiuto di uno scenografo, ha continui rimandi all’arte e al teatro, all’opera e alla musica. 

cosa vedere a monaco di baviera e dintorni 2

CONSIGLI PRATICI:
il mio consiglio è salire con il bus (fermata 100 metri dopo la biglietteria, costo 2,50 euro) fino a MARIENBRUKE, il famoso ponticello sospeso nel vuoto da cui scattare la classica fotografia del castello che vedete praticamente ovunque. Da lì iniziate a scendere a piedi e seguendo le indicazioni per il castello in 10/15 minuti sarete all’ingresso. Attenzione perchè i biglietti hanno un codice e un orario molto precisi e se perdete il vostro turno poi non entrate più. La visita è cara (12 euro) ma onestamente a me è piaciuta. E’ vero che dura solo mezzoretta, ma questo palazzo è davvero un unicum – per il suo insolito e curioso mix di stili – e io l’ho trovato molto affascinante! Non si potevano fare foto ahimè, quindi dovrete fidarvi sulla parola 😉

Tra i due castelli il mio tour ha fatto anche tappa a OBERAMMERGAU, il cosiddetto Paese delle fiabe perchè sulle case più belle del villaggio vi sono dipinte scene di favole popolari come Cappuccetto Rosso. Un villaggio davvero carino, immerso nel verde e nella pace silenziosa e ordinata della Baviera.

Una volta rientrati a Monaco, eccovi una dritta per la cena veloce prima della ripartenza: BAPAS (Leopoldstraße 56A), uno chiccoso tapas bar dove il cibo è buono, la clientela variegata e la birra e il vino sempre belli freschi. Enjoy!

 

COME ARRIVARE E COME MUOVERSI:

io personalmente sono arrivata a Monaco in bus, da Torino con circa 60 euro si fa andata e ritorno (8 ore). Altrimenti tutti i principali aeroporti hanno voli diretti, essendo Monaco un grande scalo internazionale. 

Una volta in città, conviene fare il biglietto giornaliero (circa 6,40 euro) perchè le singole corse sono parecchio care. Alla fermata c’è la macchinetta quindi non impazzite a cercare una rivendita! Il centro si gira bene anche a piedi ma se volete ottimizzare il tempo – o comunque arrivare anche in zone più lontane, tipo Nymphenburg – i mezzi pubblici sono d’obbligo! Sia i tram che la metro sono velocissimi, avendo tutti canali preferenziali. 

A questo punto non mi resta che augurarvi… buon viaggio! E come sempre, se avete altri dubbi, scrivetemi qui oppure a info@audreyinwonderland.it 😉 

Instagram

  • Una delle cose per cui devo ringraziare di pi i
  • Ogni volta che inizio a pensare a dove andare a
  • Fuori continua a piovere? E io continuo a leggere! Questa
  • Un viaggio fai da te di 3 settimane in Caucaso
  • Quando si dice aperitivo con vista flametowers flametower skycrapers happyhourtime
  • solocosebelle del 2018 il viaggio a Hong Kong Una settimana
  • Un strada color arcobaleno per ricordare tutta la strada che
  • I colori dellIndia A volte mi mancano cos tanto che
  • Adoro Adoro le casette colorate del centro storico di Stoccolma

Archivi

  • 2018 (20)
  • 2017 (67)
  • 2016 (68)
  • 2015 (79)
  • 2014 (99)
  • 2013 (108)
  • 2012 (168)
  • 2011 (156)