cartoline dalla fine del mondo

CARTOLINE DALLA FINE DEL MONDO

Paolo Roversi

Marsilio

“Così ho spedito 3 cartoline dalla fine del mondo…”

Milano. Durante un party all’interno del palazzo dell’Arengario, sede del museo del Novecento – uno degli invitati viene misteriosamente ucciso sotto al quadro “Il quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il vicequestore Loris Sebastiani, incaricato delle indagini, capisce subito che in quel delitto qualcosa non torna e che avrà bisogno di aiuto per catturare un misterioso e geniale hacker che si fa chiamare Mamba Nero e che tiene in pugno la polizia. Solo una persona può fare al caso suo: il giornalista e hacker Enrico Radeschi. E’ tempo che rientri in servizio, ovunque si nasconda. Così, dopo otto anni trascorsi da fuggitivo in giro per il mondo, Radeschi viene richiamato a Milano per seguire il complicato caso. Una vera e propria partita a scacchi con Mamba Nero, i cui delitti sempre più efferati sembrano direttamente ispirati da Leonardo da Vinci.

“Si può non tenere conto di molte cose: una fidanzata, un amico d’infanzia, persino un parente stretto. Ma non di un cane che soffre e ti aspetta. Di quello bisogna tenere conto.”

Cartoline dalla fine del mondo è un giallo da non perdere. Vi dico solo che l’ho divorato in 2 giorni. Fin dalle prime righe si entra nel vivo di un’indagine complessa, in bilico tra sistemi informatici sofisticatissimi e vecchi cellulari cinesi, tra droni con cattive intenzioni e veleno di serpente con intenti ancora più cattivi. Il tutto in un ambiente particolare e affascinante: la Milano dei musei e delle opere d’arte, dell’Arengario e del Cenacolo. Ma anche la Milano dei bassifondi, dove per pochi euro si può rimediare un computer per provare a stanare Mamba Nero, e la Milano delle “piole” e dei locali sui Navigli. Una Milano descritta talmente bene che mi è venuta voglia di tornarci per l’ennesima volta, pensate un po’. A me, che nell’eterna sfida Torino/Milano ho sempre scelto la prima. 

Il romanzo ha uno stile narrativo perfetto per un thriller, è ben scritto e non si perde in inutili giri di parole che rallenterebbero il ritmo. Al contrario, la tensione è perfettamente mantenuta per tutto il libro, e ti sembra quasi di essere lì, con Radeschi sul “Giallone” a sfrecciare per le vie di Milano sperando di arrivare prima del killer. Tra l’altro, io Radeschi me lo immagino come un gran figo! Non stile palestrato, ovviamente, ma tipo quei nerd che hanno fascino da vendere perchè, oltre che con i computer, in realtà ci sanno fare anche con le donne. A quando una bella serie tv con Radeschi protagonista? 

In definitiva non posso che consigliarvi questo giallo che vi farà passare qualche ora in piacevole tensione. Unica pecca, a parere mio, è stato immaginare un po’ prima del finale chi fosse il colpevole – ma io con tutti i gialli che leggo ormai sono meglio di Jessica Fletcher 😉 Quindi voi non perdetevi assolutamente questo libro! Io adesso non vedo l’ora di recuperare anche quelli precedenti della serie!

Un grazie, di cuore, al delizioso staff della Marsilio per avermi permesso di leggere questo libro – e avermelo messo da parte anche se non sono potuta andare alla presentazione: splendidi come sempre <3