Raccontare Procida non è facile. Nonostante sia bellissima. Trovare delle parole capaci di restituire la sua bellezza calda, pura, autentica, non è facile. Se ci siete stati, forse potete capirmi. Se non ci siete mai stati, immaginate la tavolozza di un pittore, una tavolozza fatta solo di colori pastello. Colori discreti, morbidi, in grado di riflettere la luce senza intrappolarla. Verde menta, rosa confetto, giallo limone, arancio albicocca. Questa è Procida, l’isola di pescatori a pochi chilometri da Napoli che appena ci ho messo piede è diventata uno dei miei luoghi del cuore. E dell’anima. Perchè qui l’anima trova pace, riposo e ristoro come raramente accade altrove. Qui, tra i vicoli in salita, le barchette azzurre dei pescatori, i gatti rossi che fanno la siesta, le reti da pesca, le granite al limone consumate con le gambe a penzoloni nell’acqua e il profumo di pesce fresco appena fritto. Le poesie della locanda de “Il postino“, il belvedere con una vista che ti toglie il fiato e l’ape cross che risale per i vicoli per portare frutta e verdura profumate. Il vento che scompiglia i capelli, il rumore della risacca e attorno solo il silenzio. I panni stesi al sole ad asciugare e le porticine colorate. La signora anziana a cui chiediamo un’indicazione che ci dice “io non son mica di qua, sapete. Nuuuu, io sso sarda, ma mica della costa, no no. Però che ne sacciu, ho sposato mio marito che ra di qui e qui sono venuta a stare. E sapete che c’è? Che qui non ci si sta mica tanto male“. E, chissà perchè, non facciamo nessuna fatica a crederle. 

CARNET DE VOYAGE:

a Procida si arriva in barca. Da Napoli, potete scegliere l’aliscafo o il traghetto, io ho preso il primo dal molo Beverello e ci ho messo circa 40 minuti (costo 27 euro ca. a/r). Una volta sull’isola, ci si muove a piedi. Sbarcherete a Marina Grande, qui segnatevi questo indirizzo: Bar Cavaliere (via Roma 42), ovvero la migliore pasticceria dell’isola. Assaggiate qualche specialità locale e poi raggiungete con una camminata a piedi Marina di Corricella per pranzare sul lungomare con una delle famose insalate di limoni e salite sul belvedere (seguite le indicazioni per l’Abbazia di San Michele Arcangelo) per un colpo d’occhio mozzafiato. Se volete fare il giro dell’isola per vederla dal mare, al porto – o in uno dei bar della zona – chiedete di Cesare: sarà felicissimo di portarvi alla scoperta dei migliori panorami con una delle sue barchette colorate.