“Ciò che non hai mai visto, lo troverai dove non sei mai stata”

Ci sono momenti in cui tutto quello che ti serve è andare. Partire. Allontanarti. Vedere cose nuove. Trovarti dall’altra parte del mondo. Conoscere una cultura diversa. Camminare per strade a te sconosciute. Vedere volti con tratti somatici differenti. Sentire conversazioni in altre lingue. Guardare un altro cielo. 

Io ho scelto il cielo di Hong Kong, complici una settimana di ferie inaspettata, un volo ad un prezzo accettabile e soprattutto la curiosità di vedere “in loco” un vero Capodanno Cinese. Io, che in Italia il Capodanno lo odio! E così mi sono armata di coraggio, ho prenotato un hotel in centro per poter andare e venire a mio piacimento e mi sono fatta 12 (+1) ore di aereo da sola guardando film e studiando in fretta e furia la guida che fino a quel momento non avevo avuto neppure il tempo di aprire. Poi sono atterrata e in un attimo tutto è diventato semplice. Ovunque ci sono indicazioni in inglese quindi perdersi è impossibile, ogni hotel internazionale è a portata di metropolitana (comodissima e super economica!) e l’unica preoccupazione è diventata cosa vedere prima. Infatti, mi sono immersa talmente tanto nella street life di Hong Kong, che tutto per me è stato una scoperta. Non essendo mai stata in Cina, ad ogni angolo c’era qualcosa che mi colpiva, che mi faceva fermare per uno scatto o che mi ispirava per decidere le tappe successive. E adesso posso dirlo: viaggiare da soli è un regalo. Un dono che si fa a se stessi. Non era la prima volta per me, anzi, ma ogni volta ne riassaporo i vantaggi: muoversi con i propri tempi, fare solo quello che va, decidere dove fermarsi e a che ora mangiare, senza regole se non le proprie. Se non è un lusso questo! 😉 E Hong Kong è una delle città ideali dove perdersi da sola, intanto perchè è sicurissima e poi perchè oltre ad avere diverse cose da vedere è piacevole anche solo passeggiare per le sue strade e respirare quella atmosfera così diversa dalla nostra, quel mix tra tradizione e modernità, tra tecnologia e preghiera che ti riempie il cuore appena arrivi. La spiritualità garbata e composta che si respira nei templi, mentre fuori i taxi sfrecciano e i grattacieli quasi coprono la vista del cielo. Le offerte religiose sussurrate dai bambini per il nuovo anno e le risate squillanti dei ragazzi negli enormi centri commerciali. Lo sferragliare del tram sulle vetuste rotaie e accanto lo scorrere frenetico tipico della vita in una grande metropoli. Il silenzio dei giardini spirituali e la pace che si riesce a percepire anche quando sei circondato da palazzi e traffico, perchè se ti fermi l’unica cosa che senti è lo scorrere dell’acqua. Le pagode colorate con dietro i grattacieli grigi in cui vivono migliaia di persone. Il tram in legno che arranca sulla collina e una delle viste più belle del mondo alla fine del tragitto. I taxi rossi e bianchi e l’onnipresente odore di incenso, che ti fa lacrimare gli occhi ma non importa. I tramonti sulla baia e i giochi di luce sui grattacieli. I pesci nel sacchettino e i waffle ripieni di gelato. I neon che si accendono quando il sole va giù e il profumo dei fiori che ti entra sotto la pelle. Hong Kong è questo e molto altro. Provo a raccontarvene almeno un pezzettino, con queste parole e con qualche fotografia. E, in caso non vi avessi convinto, potete sempre prendere un aereo e andare a vedere di persona.