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BOOKS FOR BREAKFAST #42 – RICETTARIO AMOROSO DI UNA PASTICCIERA IN FUGA

RICETTARIO AMOROSO DI UNA PASTICCIERA IN FUGA

Louise Miller

Sonzogno

E’ risaputo: non tutte le ciambelle riescono col buco. Eppure Olivia Rawlings, rinomata pasticciera del più esclusivo club di Boston, sembra fare eccezione: con le sue forme abbondanti e i capelli tinti di viola, colleziona un successo dietro l’altro, concedendosi a servizi giornalistici e apparizioni televisive, nonché a una relazione clandestina col suo datore di lavoro, padre di famiglia. Una vita dolce e piena di sapore, almeno fino al giorno della festa per i 150 anni del club, quando Olivia, sotto gli occhi di tutti, incendia non solo la torta flambé ma l’intero locale. La sua carriera è – letteralmente – in fumo, e le tocca abbandonare il glamour della metropoli per rifugiarsi a Guthrie, uno sperduto paesino del Vermont, patria di musiche e balli folkloristici. Immersa nella vita di provincia in compagnia del cane Salty, Olivia crede di ritrovare la tranquillità necessaria per riordinare le idee. Tanto più che la burbera Margaret la assume come pasticciera nella propria locanda. Per una cittadina come lei, la casetta con veranda, il frutteto, la fragranza dei cibi genuini e le serate danzanti con la band del luogo sono un vero idillio. E l’incontro con Martin, tornato da Seattle per accudire il padre malato, la persuade di non essere più così sola al mondo. Ben presto, però, qualcosa si incrina: nel piccolo paese i pettegolezzi cominciano a girare e la nuova arrivata, dipinta come una rovina famiglie, ne è l’oggetto preferito. Fino a quando una visita a sorpresa getterà il villaggio nello scompiglio e Olivia si troverà a dover decidere se continuare a scappare o impastare gli ingredienti che la vita sembra offrirle. E magari scoprire che quel che vuole davvero non è come lo immaginava, ma addirittura migliore.

Una bella – e golosa – storia che ho potuto scoprire grazie alla consueta immensa disponibilità di Sonzogno. Ho conosciuto Olivia in un momento particolare della mia vita, quando anche a me le cose erano un po’ sfuggite di mano, ed è stato un conforto immergersi per una volta nelle disavventure di qualcuno che non fossi io! Anche se alla parte del disastro è dedicato solo un brevissimo capitolo iniziale, ho subito simpatizzato con Olivia, mettendomi fin dalle prime righe nei suoi panni bruciacchiati. Ho tifato per lei mentre preparava la torta di mele di prova per farsi assumere nella pasticceria del paese – e poi sono stata felicissima di trovare la ricetta alla fine del libro! Olivia è una donna tosta che non è più abituata ai ritmi lenti della campagna, alle torte “basiche”, alle relazioni “sane”, e accompagnarla in questo percorso è stata una boccata di aria fresca anche per me. Per non parlare della cosa più bella del romanzo: l’ambientazione! Avete presente Una mamma per amica? Ecco, io leggendo mi sentivo proprio come nel telefilm: casette di legno, giardini autunnali, localini di paese, tazze di caffè e fette di torta di mele, passeggiate in campagna nel giorno libero, libro e copertina in poltrona…. un vero paradiso! Non posso quindi che consigliare questo libro, perchè ci troverete una bella storia, semplice ma non banale, personaggi tridimensionali e un’atmosfera calda e accogliete, come se foste nella vostra cucina di casa con in mano una tazza di tè e un dolcetto alla vaniglia. 

BOOKS FOR BREAKFAST #41 – QUANDO FINISCONO LE OMBRE

QUANDO FINISCONO LE OMBRE

Cristina Rava

Garzanti

Il lungo viale al centro della città è deserto. Solo un uomo anziano cammina sotto il sole, con una torcia elettrica accesa nonostante la luce estiva. È Spartaco Guidi. Qualche mese dopo, il suo corpo viene ritrovato in un terreno di campagna. L’autopsia viene affidata al medico legale Ardelia Spinola. Dopo tanti anni di esperienza, sa che il suo compito è solamente quello di circoscrivere l’ora della morte, di stabilirne cause e dinamiche. Ma non è facile zittire l’anima investigatrice che c’è in lei. Anche se, in realtà, avrebbe ben altro a cui pensare. Arturo, l’affascinante apicultore (e amante dei gatti come lei) che da pochi mesi è nella sua vita, sembra nascondere qualcosa che le sfugge. Qualcosa che le fa temere di perderlo, anche se ammetterlo per lei è difficile. E quando scopre che la casa di Spartaco Guidi è stata messa sottosopra, tutta la sua attenzione torna sul caso. Scopre che l’uomo era tornato da poco ad Albenga, il suo luogo d’origine, dopo decenni passati in ospedale psichiatrico per aver ucciso un amico in gioventù. Eppure tutti parlano di lui come di una persona di animo buono. Cosa l’avrà portato a quel gesto, allora, e adesso a subire una morte violenta? L’intuito di Ardelia non sbaglia mai, e stavolta le dice che Il ritorno della vittima in città è la chiave del mistero. Ma non è facile scovare dove si nascondono le ombre. Soprattutto se ci sono tanti piccoli dettagli che sfuggono. Dettagli fondamentali perché le tessere di un puzzle possano combaciare. Finché la verità non è talmente vicina da accecare, e diventare quasi invisibile…

Grazie, grazie, grazie a Garzanti per avermi permesso di scoprire il personaggio di Ardelia Spinola! Un medico legale caparbio, sensibile, colto, molto rigoroso sul lavoro ma più flessibile (e talvolta incasinato) nella vita. Una donna di mezza età, con un bagaglio culturale e di vita non certo leggero ma sempre abbinato a un sorriso. Una donna che spesso passa in rosticceria perchè non sempre ha voglia di cucinare dopo il lavoro, una donna con un fidanzato – Arturo – perfetto sotto molti aspetti ma “sospetto” su alcune piccole questioni, una donna sicura nel suo mestiere, che fa con grinta e precisione, ma molto meno sicura nella vita. Non parliamo poi di adesso, che ha dovuto, a cinquant’anni suonati, mettere l’apparecchio! Ce ne sarebbe per scoraggiare chiunque, invece lei è “capa tosta” e non si arrende mai. Fin da subito si appassiona alla figura di Spartaco Guidi, e quando l’uomo viene trovato morto è lei a eseguire l’autopsia ma soprattutto a parlare con i suoi vecchi amici, rintracciare una vecchia fiamma di gioventù e scontrarsi con l’odiosa famiglia della vittima, che  neppure vuole pagargli il funerale. Ardelia indaga e nel frattempo ci porta nel suo mondo, fatto di cene con il fidanzato o con Gabriel, un anziano ebreo diventato per lei come un padre, di momenti con i suoi gatti, di viaggi in pick-up alla ricerca della verità, di conversazioni, di amiche, di regali di Natale da comprare, di rivelazioni da incassare – una, soprattutto, nel finale, che spero sia lo spunto per un prossimo libro! Cristina Rava infatti con Garzanti ha già scritto due avventure di Ardelia prima di questa, io la prima (“Un mare di silenzio”)  devo ancora trovarla in cartaceo ma la seconda, “Dopo il nero della notte“, l’ho letta prima di affrontare questo terzo capitolo e l’ho trovata un altro giallo originale, colto, ricco di riferimenti alla storia recente del nostro Paese, pieno di bella musica, cibo goloso, profumi di Liguria e rumore del mare in sottofondo. Sono comunque libri che si possono leggere in maniera indipendente l’uno dall’altro e il mio consiglio è di dare assolutamente una possibilità ad Ardelia, eroina e detective fuori dagli schemi ma assolutamente irresistibile. Bellissima anche la cornice Ligure, io conosco bene questi posti e leggendo mi sembrava di essere là, a indagare con Ardelia, a mangiare pasta al pesto e a sentire il profumo del mare e degli ulivi….

 

#SECRETPLACE – LA LIBRERIA ACQUA ALTA

A proposito di posti del cuore. Questo è uno dei miei preferiti in assoluto. Si tratta della LIBRERIA ACQUA ALTA di Venezia, un piccolo angolo di paradiso per gli amanti dei libri ma anche dei posti unici al mondo. Una serie di stanze e giardinetti pieni di libri, che oltre ad essere appoggiati sui classici scaffali riempiono vasche da bagno e gondole, ricoprono pareti, diventano elementi d’arredo o formano una scala da cui osservare un panorama inedito tra i canali di Venezia. Una libreria bellissima, in cui passare le ore a cercare chicche d’autore oppure a leggere le ultime novità editoriali: qui si trova di tutto. Il proprietario, Frizzo Luigi, sarà felicissimo di mostrarvi il suo regno anche se vorrete solo curiosare – cosa che io non riesco a fare perché ogni volta scovo comunque dei tesori da portare a casa con me, dalla cartoline vintage a libri vecchissimi e ormai introvabili! Un vero luogo dell’anima, una tappa imperdibile per chi visita Venezia e ama i libri ma anche i viaggi e i posti intrisi di atmosfera. 

CARNET DE VOYAGE:

Libreria Acqua Alta 

Castello 5176

Calle Lunga Santa Maria Formosa

BOOKS FOR BREAKFAST #40 – MADAME CLAUDEL E’ IN UN MARE DI GUAI

MADAME CLAUDEL E’ IN UN MARE DI GUAI

Aurélie Valognes

Newton Compton

Ferdinand Brun vive a Parigi, al numero 8 di Rue Bonaparte, ha ottantatré anni e non gli piacciono le persone. Sfortunato dalla nascita – ha perso la mamma e la nonna quando era ancora piccolo – è cresciuto nel risentimento, diventando introverso e taciturno. Purtroppo con il passare degli anni è addirittura peggiorato e così la moglie lo ha mollato di punto in bianco scappando con il postino, mentre la figlia e il nipotino sono andati a vivere dall’altra parte dell’oceano. Rimasto solo con la cagnolina Daisy, unico essere vivente degno del suo affetto, Monsieur Brun ha deciso di disertare il genere umano e di ridurre al minimo i suoi contatti con gli altri, compresi quelli con la portinaia, la detestata Madame Suarez. Un infausto giorno, la cagnolina Daisy muore e la settimana dopo Monsieur Brun rimane vittima di un incidente. Tutto è contro di lui, e quando la figlia lo mette di fronte all’ipotesi dell’ospizio, non gli resta che accettare l’aiuto di Madame Claudel, un’arzilla signora di novantatré anni, che abita al suo piano. Ma sarà l’arrivo della piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, l’unico evento in grado di scalfire il muro di diffidenza e scontrosità che il vecchio ha costruito intorno a sé.

Questo libro è stato un regalo inaspettato – grazie di cuore come sempre alla Newton Compton – e mi sono innamorata subito della copertina.  Naturale quindi che avessi alte aspettative. In parte soddisfatte e in parte un po’ deluse, e ora vi racconto perchè. La trama regge, il romanzo si legge in fretta e permette di staccare con la mente da letture più impegnative. Mi hanno un po’ deluso invece lo stile, un po’ acerbo secondo me, e il titolo, che non ha davvero molto senso rispetto agli avvenimenti. Punti forti invece, oltre alla già citata copertina, il messaggio che il romanzo vuole trasmettere, ovvero che c’è sempre tempo per essere felici, per rimediare ai guai commessi, per riallacciare rapporti che sembravano compromessi. Questo sia perchè i protagonisti sono – quasi – tutti avanti con l’età, sia perchè l’autrice è brava a far filtrare dalle pagine la voglia di ricominciare, l’idea del crederci ancora, il concetto del non arrendersi mai. Mi è piaciuto vedere pian piano la scorza del “vegliardo” Monsieur Brun scalfirsi grazie alla piccola Juliette e all’esuberante e chiacchierona Madame Claudel; il tema non sarà originalissimo ma qui è affrontato con sufficiente delicatezza da rendere questa una lettura tutto sommato piacevole e distensiva.

BLOGTOUR – 24 HOURS

Cosa fareste se un assassino vi desse la caccia e vi rimanessero soltanto 24 ore di tempo per salvarvi?

Grazie ad un’iniziativa di Harper Collins – che ringrazio – ho avuto la possibilità di leggere un romanzo che prova a dare una risposta a questa domanda, trascinando il lettore in un thriller ad alta tensione. Sto parlando di 24 HOURS, di Claire Seeber (lo trovate QUI).

Questa la trama:

Mi chiamo Laurie. Oggi sono viva. Domani potrei non esserlo più. La mia migliore amica, Emily, è morta. Uccisa la scorsa notte nell’incendio che ha devastato il nostro hotel. Ma non era lei che doveva morire. Ero io. E adesso ho solo 24 ore prima che lui scopra che sono ancora viva. Lui… qualcuno del mio passato. Il mio ex, un altro uomo… Non ho nessuna certezza. Solo questo piccolo spiraglio di speranza, ora. Quest’unica possibilità. 24 ore di completo anonimato per trovare Polly, mia figlia. Prima che mi vengano a cercare.

Vi dico solo questo: non fatevi sfuggire questo thriller. Il ritmo è incalzante, la tensione sale pagina dopo pagina e dopo un inizio più lento non riuscirete a staccarvi dal romanzo fino a che non  saprete la verità. La scrittrice è abilissima a prendervi per mano, portarvi in un punto preciso e poi dirvi che non avete capito nulla di dove state andando. In un alternarsi continuo di presente e passato accompagniamo la protagonista lungo le 24 inesorabili ore che la separano dal suo assassino, mentre a poco a poco scopriamo i dettagli della sua vita passata, come tanti pezzi di un puzzle che solo alla fine si ricomporrà nella maniera giusta per permettervi di vedere il quadro completo. Il passato di Laurie, il matrimonio troppo precipitoso con Syd, la nascita di Polly e il rapporto della bimba col suo “papino”, l’entrata di un altro uomo nella vita della protagonista, l’amicizia storica con Emily… tutto si mischia e solo alla fine si capisce come ogni elemento sia collegato agli altri. Bella infine l’idea di dare alla protagonista un mestiere particolare – la psicoterapeuta: ciò permette all’autrice di inserire nel romanzo, senza comunque mai perdere il ritmo, citazioni filosofiche e spunti di riflessione che normalmente non si trovano nei gialli più “classici”. Unica pecca, a volte le situazioni sono un po’ troppo semplicistiche; ciò non toglie comunque smalto ad un thriller ben riuscito.

Ma non è finita. Mi sono anche divertita molto mettendomi in gioco per provare a dare la mia personale risposta al quesito del momento. E questo mini racconto è il risultato:

Ok. Non andare in panico. Sono 24 ore, sembra niente ma è tantissimo. Un intero giorno e un’intera notte. Per far cosa, direte voi. Oh niente, solo per salvarmi la vita. Una cosa da nulla. Scoprire chi vuole farmi fuori, stanarlo e consegnarlo alla polizia. Il tutto tentando di restare viva. Come dicevo, un gioco da ragazzi. Devo calmarmi. Così non vado da nessuna parte. Al momento mi trovo all’ultimo piano della biblioteca civica, confusa in mezzo a studenti e disoccupati che cercano di riempire le loro giornate. Ci sono pc e telefoni pubblici che posso usare senza essere identificata, se faccio attenzione a non usare nessuno dei miei account e a fare ricerche il più possibile generiche. Dunque, cosa farebbe Agatha Christie? Uhm, credo che cercherebbe si scoprire il più possibile sul killer per poi tendergli una trappola in perfetto stile Poirot. Vale la pena tentare. Magari prima mi mangio un Kit Kat. Se domani non ci sono più, un po’ di cellulite sulle gambe che danno può fare? Bene, l’importante è essere pragmatici, lo dico sempre. E adesso all’opera per scoprire chi mi vuole defunta. Per poi tendergli, non so ancora come, la più strabiliante trappola mai architettata. Come dicevo, un gioco da ragazzi. Mi cerco un angolo tranquillo della biblioteca e mi metto a studiare un piano. Per una lettrice di gialli come me, sarà uno scherzo. Ok, l’importante è essere convinti. 

Dunque, cosa fanno nei libri quando devono scappare dal cattivo? Pagano tutto in contanti, e fin qui ci siamo, ho preso i soldi dal mio fondo emergenze – una busta nascosta in una scatola da scarpe a casa. Secondo passo, depistaggio: con la carta di credito compro un biglietto aereo per un luogo in cui non metterò mai piede. Terzo, mentre passo vicino al tavolo delle ragazze di giurisprudenza, “prendo in prestito” un cappello sotto cui nascondere la mia testa quando uscirò in strada. E adesso? Mentre sto disperatamente pensando ad un piano, mi viene in mente Oliver, il mio migliore amico. Posso chiamarlo? No, non voglio fargli correre rischi. Però lui è così in gamba… saprebbe sicuramente cosa fare. Alzo gli occhi e vedo che la biblioteca si sta svuotando. Accidenti. E’ ora di uscire. Andrò da Oliver, decido. Lui mi aiuterà. Nascondo il viso e i capelli sotto al cappello e scendo in strada.

Arrivo da Oliver confondendomi nella folla dei pendolari che rientrano dal lavoro, e subito lui si mette all’opera per studiare un piano. E’ confortante non essere più sola. Mentre lui smanetta su internet, mi chiedo per l’ennesima volta come ho fatto ad arrivare a questo punto? Ma non c’è tempo per pensare, il killer saprà che Oliver è mio amico e mi verrà a cercare anche qui. Dobbiamo partire. Con un taxi al volo raggiungiamo la stazione dei bus e saliamo sul primo di cui ci fanno comprare il biglietto sul momento in contanti. Non so neppure la destinazione. E non mi importa. Voglio solo mettere più km possibili tra me e LUI. Sapevo che avrei dovuto continuare a correre.

Arriviamo a Praga e ripartiamo subito con un altro bus per un paesino delle campagne boeme. Le 24 ore sono quasi finite e se riesco ad arrivare in un posto abbastanza sperduto per nascondermi so che sarò al sicuro. Sto iniziando a stancarmi di fuggire, ogni minuto è una tortura, quando sento un boato, delle urla e poi diventa tutto nero.

Mi risveglio ed è l’inferno. Il bus sta bruciando, di Oliver non c’è traccia e attorno a me solo corpi e fiamme. Mi metto in salvo attraverso una finestrella rotta e poi, d’istinto, scambio la mia borsa con quella di una ragazza che era sul bus e per cui non credo ci sia più nulla da fare. Le metto vicino anche la mia catenina col nome, e mentre da lontano vedo arrivare i soccorsi, scappo in direzione opposta. Con un po’ di fortuna, mi crederanno coinvolta nell’incidente e io, finalmente, sarò libera. Di ricominciare.

PS: le frasi in neretto son tratte dal libro, per darvi un’idea del mood che troverete leggendolo. Che ne pensate? E voi che fareste al posto di Laurie?

Ditemelo nei commenti e non dimenticatevi di scoprire cosa farebbero nella stessa situazione anche le mie compagne di avventura in questo bellissimo blogtour targato Harper Collins!

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