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BOOKS FOR BREAKFAST #48 – L’OSPITE INATTESO

L’OSPITE INATTESO

Patricia Gibney

Newton Compton

La prima indagine del detective Lottie Parker

La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?» La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi della scia di sangue, ma andare fino in fondo potrebbe farle correre un pericolo terribile che la riguarda molto da vicino…

Un altro bel colpo Newton Compton (che ringrazio per la copia digitale del romanzo!): un giallo che merita, che fin dall’inizio coinvolge grazie ad un mistero intricato e ad una protagonista credibile perchè piena di difetti, proprio come se fosse una di noi. Una donna incasinata, che deve barcamenarsi tra il lavoro in polizia, i 3 figli adolescenti e gli strascichi della recente morte del marito. Un personaggio autentico, che spesso prende la decisione sbagliata ma che altre volte, facendosi guidare dall’istinto, prende anche quella giusta. Una detective che spesso predilige la ricerca della verità ad una serata con i propri figli, finchè il pericolo non bussa anche alla sua di porta…

La trama è interessante: si parte dalla morte di una dipendente pubblica apparentemente irreprensibile, a cui poco dopo fa seguito un altro strano omicidio. Il tutto intervallato da flashback del passato di alcuni personaggi, all’epoca ragazzini chiusi in un istituto dove alcuni preti facevano delle brutte cose… Un tema ahimè molto attuale, e che chiaramente ha ripercussioni sul presente dei protagonisti. Di chi può fidarsi Lottie? Il prete che sembra volerla aiutare e la invita addirittura a Roma per esaminare i registri perduti sarà sincero? E come mai si sono perse le tracce di alcuni  bambini dell’istituto, proprio come se non fossero mai esistiti? La scoperta dell’ennesimo cadavere, stavolta quello di un sacerdote, come si lega al resto degli eventi? A queste domande Lottie, insieme ad un collega con cui ha uno strano rapporto di attrazione/distacco, dovrà dare una risposta, ma in fretta, prima che muoia qualcuno di molto vicino a lei e che apparentemente con il caso non c’entra nulla… Il che è anche peggio, perchè allora è qualcosa di personale. 

Lo stile semplice e incalzante vi farà divorare questo giallo. Unica pecca, mi aspettavo qualcosa in più sul finale, inoltre alcuni passaggi li ho trovati un po’ lenti, ma resta comunque un buon giallo da leggere per trascorrere qualche ora immersi in un mistero interessante e non troppo distante da fatti di attualità. 

BOOKS FOR BREAKFAST #47 – INVITO A CAPRI CON DELITTO

INVITO A CAPRI CON DELITTO

Emilio Martini

Corbaccio

Alberto, amore mio… aiutami! Uccideranno anche me…

Così riporta una lettera che viene dal passato. È firmata Diana Meyer, e risale al 1976, ma il professor Alberto Sorrentino la riceve solo quarant’anni dopo, e per pura fatalità. Che fine ha fatto la bella austriaca che, in un infuocato agosto caprese, il professore ha immensamente amato? Non era stato facile dimenticarla. Dopo il suo brusco e inspiegabile abbandono, l’aveva odiata per anni, ma ora quella lettera drammatica sbriciola le sue certezze. Forse Diana ha dovuto lasciarlo? Per mettere in pace il cuore e la coscienza, il professore si rivolge all’amico Gigi Berté, invitandolo a Capri. Per il commissario con la coda la sfida è ardua: la vicenda è complicata da molteplici aspetti psicologici e le persone coinvolte sono poco propense a parlare. Inoltre, lavorare fuori dalla sua area di competenza limita la sua libertà d’indagine, già di per sé difficile perché i fatti sono lontani nel tempo. I misteri antichi dell’Isola Azzurra e la sua sfibrante bellezza catturano anche Berté, che esorcizza le sue paure scrivendo racconti e telefonando all’amata Marzia. Ma quando il passato ritorna e colpisce ancora nel presente, tingendolo di rosso, Berté, con la sua abilità e i suoi metodi anticonvenzionali, riesce a ricostruire l’intricata vicenda, fino al colpo di scena finale.

Grazie a Corbaccio perchè con questo libro – e invitandomi a conoscere chi c’è dietro la storia – mi ha fatto davvero un regalo. Anzi, più di uno:

  • mi ha fatto scoprire un personaggio, il commissario Bertè, che mi era sfuggito nel panorama giallo italiano e sarebbe stato davvero un peccato: è fantastico! Fuori forma ma col cervello fino, perspicace e amante della buona cucina, sentimentalmente coinvolto ma non troppo. Ecco il commissario Bertè, già protagonista di altri gialli che sono stata felice di incontrare qui, immerso nella mondana e affascinante Capri.
  • mi ha permesso di chiacchierare per un intero pomeriggio con le sorelle Martignoni, le due bravissime scrittrici che si celano dietro lo pseudonimo Emilio Martini. Due donne colte, due scrittrici raffinate, due studiose di storia bravissime e – allo stesso tempo – due donne profondamente intelligente e brillantemente colte. E anche molto ironiche. Immaginate la mia gioia: un pomeriggio a parlare di libri con chi li ama, li scrive e li legge. In pratica, il paradiso.
  • mi ha fatto scoprire un giallo italiano brillante, sofisticato, ben scritto e ricco di riferimenti storici e culturali, con protagonisti credibili, sfaccettati e interessanti. Davvero, non perdetevi questo libro: non è solo un giallo, è un vero e proprio romanzo ricco di riferimenti e citazioni, scritto con uno stile scorrevole ma non banale. Molto interessante anche la meta narrazione, ovvero l’inserimento degli scritti di Bertè all’interno del romanzo.

Probabilmente vi ho già convinti, ma aggiungo ancora che, alla fine della lettura, mi sono procurata tutti i libri con Bertè protagonista perchè ho intenzione di riprendere la saga dal primo volume. Al momento, non riesco a trovare solo “Doppio delitto al Grand Hotel Miramare” ma gli altri sono tutti disponibili in edizione economica della Tea… non fateveli scappare! 

2 CHIACCHIERE CON LE SORELLE MARTIGNONI

  1. Come mai proprio Capri? Abbiamo pensato di mandare il commissario… in vacanza! Tra l’altro, si tratta di un’isola stupenda che però spesso viene poco valorizzata dal punto di vista culturale, in quanto tutto gira solo attorno al turismo. Eppure è un luogo con un substrato storico-culturale incredibile, dove mitologia e storia si mescolano da secoli. Anche le leggende della tradizione sono, in parte, ancora molto sentite. Inoltre noi veniamo dal romanzo storico, quindi creare una storia molto legata con il passato ci è piaciuto molto!
  2. Come si scrive a 4 mani? Litigando! 😉 Scherzi a parte, bisogna tenere ben presente che in un team tu porti il tuo contributo ma questo non è mai una verità assoluta. Procediamo in maniera “classica”: facciamo la scaletta, poi creiamo le varie scene, infine leggiamo ad alta voce il tutto per una prima revisione, a cui segue quella dell’editore. E magari facciamo leggere in anteprima il libro a qualche lettore, oltre che ai nostri consulenti. Un aspetto a cui facciamo sempre attenzione è non farci sopraffare dall’eccessiva tecnica. Nel senso: anche se le regole di un giallo vorrebbero che il lettore avesse tutti gli indizi in mano, noi preferiamo lasciare qualche dettaglio nell’ombra. In questo modo, il lettore può fare le proprie congetture in libertà. 
  3. Come gestite la metanarrazione? La novella che nel libro è divisa in più parti la scriviamo tutta insieme in un altro momento e poi la inseriamo in seguito. Per noi il protagonista assoluto è il LIBRO e tutto ciò che rappresenta. Non a caso anche Bertè è uno scrittore. 
  4. Come avete scelto questo pseudonimo e perchè? Emilio per noi è un nome di famiglia, ma soprattutto è un riferimento al grande Salgari, che per noi simboleggia la fantasia assoluta, la capacità di esprimere ciò che si ha dentro. Per il cognome, di conseguenza, volevamo una cosa molto neutra. La scelta di uno pseudonimo è stata dettata da 2 aspetti: il pregiudizio che esiste in questo genere letterario verso le donne e la volontà di staccarsi dal nostro genere precedente, dove siamo molto conosciute con i nostri veri nomi. Di quella parte del nostro lavoro, abbiamo mantenuto anche in questo genere “giallo” il gusto di descrivere personaggi importanti e conosciuti da un punto di vista inedito, ovvero quello delle vite di chi li ha conosciuti. 
  5. Voi con questo libro affrontate anche il tema del narcisismo… Sì, in quanto una vera e propria malattia. Una persona narcisista è capace di farti credere quello che vuole e poi di dimenticarsi tutto e lasciarti sospeso. Il mistero e il male hanno un fascino innegabile, per noi così come per Bertè, che è il primo ad essere spiazzato, a volte, dai suoi “colpevoli”.

Concludo con un ringraziamento, di cuore, allo squisito staff di Corbaccio e alle simpaticissime e disponibilissime autrici!

 

BOOKS FOR BREAKFAST – SPECIALE THRILLER

Una delle cose più belle dei mesi autunnali? Passare del tempo con una tazza di tè e un buon libro, sul divano con la copertina o sul terrazzo con il sole in faccia – a seconda dei capricci del clima. Se poi il libro è un bel giallo, io sono felice. Quindi oggi ve ne voglio consigliare due che ho potuto leggere grazie alla consueta disponibilità di Newton Compton e che mi sono piaciuti parecchio.

LA RAGAZZA SCOMPARSA

Angela Marsons

Newton Compton

Charlie e Amy, due bambine di soli nove anni, compagne di gioco, scompaiono all’improvviso. Un messaggio recapitato alle rispettive famiglie conferma l’ipotesi peggiore: le giovani sono state rapite. È l’inizio di un incubo. Poco tempo dopo, un secondo messaggio è ancora più mostruoso. I malviventi mettono le due famiglie l’una contro l’altra, minacciando di uccidere una delle due bambine. Per la detective Kim Stone e la sua squadra il caso è più difficile del solito. I rapitori potrebbero davvero trasformarsi in assassini spietati. Bisogna agire con rapidità e trovare la pista giusta. E Kim ha intuito che nel passato delle due famiglie si nascondono degli oscuri segreti…

Ritrovare Kim Stone per me è come tornare a casa, come ritrovare qualcuno di famiglia (QUI la recensione della prima avventura). In assoluto uno dei miei “detective di carta” preferiti, Kim – grazie alla bravura di Angela Marsons – coinvolge chi legge sia nelle sue indagini che nella sua vita, complicatissima ma in spasmodica ricerca di equilibrio. In questo terzo episodio, Kim si trova ad indagare su un doppio rapimento: con la sua squadra, si trasferisce a casa di una delle due famiglie coinvolte e – insieme anche all’altra famiglia – cerca di capire cosa ci sia dietro a questo sequestro così anomalo. Possibile che sia solo, oltre che per soldi, per giocare al “gatto e topo” con i genitori? O per metterli gli uni contro gli altri? E a che scopo? 

Finalmente, dopo una seconda indagine meno affascinante (trovate la mia recensione QUI), Angela Marsons torna a confezionare una storia dove il lettore possa divertirsi ad indagare insieme ai personaggi. Ci sono – come sempre –  dei capitoli in cui alcune cose vengono svelate prima a chi legge che ai detective, ma molte cose restano comunque nell’ombra e questo porta a voler proseguire la lettura in ogni momento libero.  L’intrigo giallo regge, anche se forse avrei preferito un maggiore scavo psicologico sui personaggi dei genitori nel momento in cui ricevono i messaggi dai rapitori e soprattutto sui colpevoli, dei quali non ho compreso sufficientemente bene le motivazioni, che mi sono parse un po’ deboli. Però l’impianto funziona, la storia è nel complesso abbastanza verosimile e godibile dal punto di vista della lettura. E poi io Kim la adoro proprio, quindi aspetto già con ansia la prossima avventura!

LA DONNA SILENZIOSA

Debbie Howells

Newton Compton

Quando Rosie Anderson, una ragazza di appena diciotto anni, scompare, la cittadina idilliaca dove viveva non è più la stessa. Kate, la giardiniera del posto, è scossa e tormentata dal senso di colpa. Conosceva bene Rosie e, negli ultimi tempi, forse era arrivata a conoscerla anche meglio della madre. Rosie era bella, buona e gentile. Veniva da una famiglia amorevole e aveva tutta la vita davanti a sé. Chi avrebbe mai voluto farle del male? E perché? Kate è convinta che la polizia non stia valutando tutti gli indizi. Di sicuro qualcuno in paese sa più di quel che dice. Via via che le ricerche del colpevole vanno avanti, Kate è sempre più ossessionata dalla soluzione del mistero…

Questo giallo è quasi disturbante. Nel senso che ti fa entrare nelle sue viscere fin dalla primissima riga e poi ti coinvolge a tal punto da obbligarti a non mollarlo fino al finale, dove ti lascia svuotata e senza parole. L’inizio è di quelli che ti colpiscono: a parlare è Rosie, la ragazza morta, e poi i suoi capitoli si alternano a quelli che seguono la vita di Kate, a cui Rosie era stranamente legata. Kate non riesce a darsi pace e, per quanto possibile, cerca di stare vicino alla mamma di Rosie, al marito famoso e alla sorellina. Ma più si avvicina a questa famiglia, più le cose sono poco chiare: perchè Rosie non era felice? Chi le ha regalato quella bella collana che portava sempre? E perchè era così affezionata a Kate, pur conoscendola poco? 

Ho letto questo libro in un pomeriggio di scalo in aeroporto, e l’ho divorato. Non è il giallo migliore che abbia letto, non si può neppure definire un “thriller”, ma ha l’apprezzabile pregio di essere ben scritto. E credetemi, per i gialli non è sempre così, anzi. L’autrice riesce a catturarti subito e ad incollarti alle pagine grazie alla scrittura precisa e asciutta e anche grazie al ritmo dato alla narrazione degli eventi. Ti fai un’idea, poi leggi per vedere se hai indovinato. E poco importa che il finale non sia stata una grandissima sorpresa, arrivarci insieme a Kate e Rosie è stato coinvolgente ed interessante. Un libro ben riuscito, un giallo crudo, spiazzante, crudele. Che merita. 

BOOKS FOR BREAKFAST #46 – LA VERITA’

LA VERITA’

Melanie Raabe

Corbaccio

Da ormai sette anni, Sarah vive sola con il suo bambino: dopo essere partito per un viaggio d’affari in Sud America, suo marito Philipp è scomparso, precipitando Sarah in un incubo. Fino a quando, improvvisamente, viene annunciato il ritorno di Philipp, lasciato libero dopo essere stato per sette anni nelle mani di una banda di rapitori. La notizia diventa un caso mediatico. Sarah è incredula e frastornata, e si prepara ad accogliere il marito. Ma quando il portello dell’aereo che dovrebbe restituire Philipp alla sua famiglia si apre, accade l’impensabile: a scendere la scaletta non è Philipp. È un uomo che Sarah non ha mai visto prima. Che cos’è successo? Chi è questo estraneo che si spaccia per Philipp? E, soprattutto, che intenzioni ha? Se dello sconosciuto Sarah non sa nulla, lui invece sembra sapere tutto di lei, e la minaccia. Se si azzarderà ad aprire bocca denunciandolo alla polizia, perderà ogni cosa: suo marito, suo figlio, la sua stessa vita.

Aspettavo con ansia la seconda prova letteraria di Melanie Raabe. Dopo il suo primo libro, infatti (“La trappola”, trovate la recensione QUI), l’ho conosciuta tramite Instagram e l’ho trovata, oltre che una scrittrice di talento, una persona davvero simpatica e disponibile. Ed ero curiosa di rileggere qualcosa di suo oltre a seguire le sue foto da Amburgo e dintorni. Poi, grazie alla consueta gentilezza della casa editrice Corbaccio, ho potuto leggere subito – in ebook – “LA VERITA'”  e devo dire che, pur non dandogli il massimo dei voti, non sono rimasta delusa. L’idea di partenza, infatti, è molto accattivante: una donna che crede finalmente di poter riabbracciare il marito scomparso e si ritrova tra le mura di casa un perfetto estraneo, che non solo si spaccia per il consorte, ma la tratta con durezza e neppure si sforza di reggere la sceneggiata. La Raabe si conferma anche in questo romanzo una scrittrice con il raro dono di far scivolare il lettore nella storia lentamente ma inesorabilmente: prima ti mette di fronte la situazione di partenza, facendoti comunque empatizzare con la protagonista, poi ti introduce un elemento di disturbo (con tanto di brevi capitoli non in prima persona ma a nome de “lo sconosciuto”), dopo di che ti trascina in un vortice di dubbi, insinuazioni, ripensamenti e depistaggi. Chi è lo sconosciuto? Perchè, se è davvero Philipp, non vuole mostrare la voglia che ha sul torace? E come mai il vecchietto che abita in fondo alla strada e l’ha visto crescere non lo riconosce? E soprattutto, se è lui, perchè invece di essere felice di aver ritrovato la moglie e il figlio, si comporta con cattiveria? C’entra qualcosa la sua azienda milionaria? Queste sono le domande che si pone Sarah, e con lei il lettore, per quasi tutte le oltre 360 pagine: la scrittrice è bravissima a farti credere quello che vuole, e il risultato è che, fino all’epilogo, non si riesce a mollare questo libro. La cosa che invece mi ha un po’ delusa, e per cui non posso dare un volto alto, è proprio l’epilogo. Non posso dire molto senza fare spoiler, ma a me il finale non  è piaciuto. Resta comunque un giallo psicologico molto ben scritto, con uno stile raffinato diverso dal solito, quindi indipendentemente dal mio parere soggettivo sul finale è un libro che può valere la pena leggere. E fatemi sapere se a voi la conclusione è piaciuta!

 

VIAGGIARE E’ IL MIO PECCATO – SUMMER EDITION part.2

Secondo appuntamento con il giro del mondo attraverso i libri grazie alla mia rubrica fissa Viaggiare e’ il mio peccato. Dopo il successo della prima puntata (se ve la siete persi la trovate QUI) ecco altre mete sparse per il globo che possiamo raggiungere comodamente dal nostro divano, e altri personaggi che vale la pena di conoscere ad accompagnare in un pezzetto del loro cammino per il mondo. Pronti al decollo? Allacciate le cinture, si parte! 

Caffè Babilonia è un libro delizioso che ci porta in IRLANDA ma anche un po’ in PERSIA. La protagonista infatti, Marjan Aminpour, è nata in Persia, dove ha coltivato per anni un vero talento per le piante. Ora Marjan è a Ballinacroagh, il villaggio dell’Irlanda occidentale dove, dopo essere scappata dall’Iran khomeinista, si è stabilita assieme a Bahar e Layla, le sue sorelle più piccole. Con il suo talento, Marjan diventa la regina del Caffè Babilonia, ma il destino si mette in mezzo: la sorellina si innamora del figlio del boss del villaggio che possiede un’infinità di pub e ambirebbe volentieri a mettere le mani sul Caffè Babilonia… Un libro delizioso che con humour e delicatezza tratta temi di grande attualità; inoltre in ogni capitolo c’è una delle meravigliose ricette iraniane che viene poi preparata nella corso della storia. 

Dall’Irlanda a HOLLYWOOD il passo è breve con i libri. E con Brooke, che da moglie lavoratrice si trasforma in compagna di una superstar quando il marito Julian, inizialmente musicista sfigato, riesce a sfondare. Dal canto suo Brooke, che per il successo di Julian ha sacrificato tutto e che ora potrebbe godersi favolose notti in alberghi cinque stelle nel cuore di Hollywood, non sembra poi così soddisfatta della nuova situazione. Anche perché quell’uomo sexy che campeggia sulle copertine delle più importanti riviste non le sembra neanche lontanamente simile al marito con cui ha condiviso gli ultimi anni…  Se volete sapere come va a finire, la risposta è in Il diavolo vola a Hollywood

Questo libro è un classico, ed è anche uno dei motivi per cui ho deciso di fare il viaggio in IRAN (insieme al Caffè Babilonia di cui sopra). Leggere Lolita a Teheran racconta un periodo cruciale della storia del paese, ovvero i due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare. In questo contesto Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell’impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d’amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla. Non perdetevelo. 

Un viaggio a NEW YORK è sempre una buona idea: con Follie di Brooklyn incontriamo Nathan Glass, un assicuratore in pensione in cattivi rapporti con la ex moglie e la figlia. Dopo una pesante operazione chirurgica, e senza una lunga prospettiva di vita, decide di finire i suoi giorni a Brooklyn, nel quartiere dove è nato. Qui ritrova il nipote Tom, ormai ingrigito commesso di libreria, Lucy, la figlioletta della sorella di Tom, e, mentre è in viaggio per il Vermont, anche la donna della sua vita. Tutti e quattro tornano a Brooklyn e le cose si mettono bene, finché non arriva un fatidico 11 settembre…

C’è tutto il caos dell’INDIA in Vish Puri e la domestica scomparsa. Il protagonista è appunto Vish Puri, fondatore e direttore della “Investigatori privatissimi Ltd” con un debole per la buona cucina e un fiuto innato per i guai. Suo territorio di caccia è la chiassosa e immensa New Delhi, e immaginatevi quando dovrà ritrovare una donna sparita in una popolazione di oltre un miliardo di persone. Ma ci vuole ben altro per scoraggiare lo Sherlock Holmes indiano che, con i suoi pittoreschi assistenti – Luce Al Neon, Sciacquone e Crema Da Viso -, combina ingegnosamente le moderne tecniche di investigazione con i principi deduttivi fissati dalla cultura indiana più di duemila anni fa, e non si spaventa troppo quando un cecchino cerca addirittura di sparargli… Un Poirot in salsa curry davvero imperdibile!

Parigi è sempre una buona idea, si sa. Innamorati o no, vale sempre la pena di fare una passeggiata per le vie della Ville Lumière. Inoltre a PARIGI c’è anche la deliziosa papeterie di Rosalie Laurent, talentuosa illustratrice famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano. Ed è un’accanita sostenitrice dei rituali: il café crème la mattina, una fetta di tarte au citron nelle giornate storte, un buon bicchiere di vino rosso dopo la chiusura della papeterie. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita, ed è per questo che ogni anno, per il suo compleanno, Rosalie fa sempre la stessa cosa: sale i 704 gradini della Tour Eiffel fino al secondo piano e, con il cuore in gola, lancia in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito. Tutto cambia il giorno in cui un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie… 

 E voi, avete libri che vi fanno sognare e viaggiare stando fermi? Scrivetemelo nei commenti! 

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