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DEL PERCHE’ NON DOVREMMO MAI ACCONTENTARCI

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“Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie, che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia”.
Frida Kahlo


Grazie Frida per ricordarci ogni giorno di non accontentarci mai della mediocrità.

 

PS: pagina di diario personale, in attesa di qualcuno che, finalmente, sappia essere speciale <3 

E nell’attesa… viva la vita. Comunque. 

 

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5

copertina

“Per quello che vale non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi; puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo…. possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita, e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero”

5 anni di “Audrey in Wonderland”. E questo è l’augurio che mi faccio. Di diventare la persona che volevo essere. Ogni piccolo passo fatto in questi 5 anni è passato, almeno in parte, da qui. Ho rivoluzionato la mia vita, cambiato 4 case, visitato più di 10 paesi nuovi in 4 continenti e imparato a camminare da sola. Ho ricominciato da zero almeno 5 volte – e chissà quante altre volte lo dovrò fare – ma oggi quel numero 5 ha solo il sapore dolce di un compleanno e, al limite, di una scia di profumo Chanel….

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WELCOME TO THE NEW “AUDREY IN WONDERLAND”!

New site

New site

Audrey in Wonderland fa la valigia (rigorosamente rosa) e cambia casa. E quella nuova, secondo me, è bellissima (grazie Stefano!). Perchè nel blog, come nella vita, arriva un momento in cui non ti basta più quello che sei ma capisci che è ora di iniziare a lavorare per provare a essere quello che vuoi diventare. Per provare a realizzare i sogni. Qualcuno, almeno. E per farlo il primo passo è sempre un cambiamento. Piccolo o grande che sia, è inevitabile: se non sei felice, cambia qualcosa. E prova ad esserlo di più.

Audrey in Wonderland ha vissuto per oltre quattro anni su blogspot ma adesso è il momento di avere, come diceva anche Virginia Wolf, “una stanza tutta per sè”. In cui oltre a portarvi in giro tra negozi, saldi e ultime tendenze, vi possa portare in quello che per me è davvero “il mondo delle meraviglie”: il mondo, punto. Troverete molti più viaggi, più foto, più sensazioni, più me. Riempiremo valigie oltre ad abbinare borse e scarpe. Gireremo il mondo attraverso posti vissuti, in cui sono stata in prima persona, e posti immaginari, grazie ai libri. Proveremo a cucinare piatti di paesi lontanissimi e a scoprire angoli incredibili ad un passo da casa. 

Questo e molto altro troverete nel nuovo sito a partire da oggi. Qualcosa della vecchia Audrey e tanto della nuova. Quella che sto lottando per provare a far diventare come vorrei. 

Quando volete, io vi aspetto qui.

Audrey 

MY FIRST EXHIBIT

 

La scorsa settimana sono stata incasinatissima, tra l’altro come alcuni di voi già sapranno sono stata in vacanza nelle Fiandre (ve ne parlerò presto), ma questa è una di quelle notizie che non possono più aspettare: tre mie foto sono state selezionate per comparire in una mostra dedicata agli scatti realizzati con lo smartphone!!! La mostra, organizzata dal Maestro Nicola Bertoglio con portata nazionale, s’intitola IPHONEOGRAPHERS, è arrivata ormai alla sua III edizione e si sta svolgendo presso la prestigiosa Galleria d’Arte Accorsi di Torino. Io sono presente con tre scatti che mi stanno molto a cuore: un paesaggio innevato della mia Torino, una foto scattata nella Baia di Halong in Vietnam con due pescatori e una famiglia ritratta in India in sella ad una moto in.. cinque!
Inutile che vi dica quanto mi ha reso felice questa mostra: vedere per la prima volta le mie foto esposte su un muro, con il mio nome vicino e la gente che le commentava, mi ha emozionato tantissimo!PS: se passate da Torino da qui all’8 maggio e volete dare un’occhiata, trovate la galleria in via F.li Calandra 9 (in pieno centro) e l’ingresso è assolutamente gratuito.

 

 

 

 

 

 

 

DADDY



“Non mi ha mai detto come vivere: ha semplicemente vissuto e ha lasciato che lo osservassi.” 
Clarence Budington Kelland


A te che mi hai aspettato quando ero piccola e anche un po’ quando ero più grande, fuori dai locali per non farmi tornare a casa in due in motorino. 
A te che c’eri solo la domenica ma anche se eri esausto mi portavi a spalle.
A te che mi hai insegnato a giocare a scacchi a 6 anni e alle nostre sfide (che io in fondo in fondo lo so che con la coda dell’occhio guardavi anche la partita).
A te che mi portavi a vedere “Schindler’s List” mentre gli altri andavano a vedere i cartoni.
Ai chilometri che abbiamo macinato tra le sale del Louvre, ai gradini che abbiamo salito per vedere dall’alto una città nuova e all’isola d’Elba e alla Toscana, che se ci ripenso mi sembra che era quella cosa lì, essere felici. 
Alle partite di pallavolo, alla casa delle Barbie che mi hai fatto tu e alle migliaia di patatine che hai fritto.
Alla musica che suonavi e io ascoltavo di nascosto e a quella che ascoltiamo insieme in macchina o a teatro. 
Alla tua copia di “Sandokan” che mi ha fatto credere per almeno un mese che da grande avrei fatto il pirata (o, alla peggio, la scrittrice).
Ai mondi che abbiamo visto insieme e a quelli di cui mi hai raccontato, anche senza averli visti.
Ai miei amici che ti conoscono e un secondo dopo sono già lì a farmi i complimenti per come sei.
A quelle volte allo stadio che mi hai tirato fuori dai casini mentre volavano bottiglie. 
A quel giorno a Varanasi mentre il sole sorgeva sul Gange. 
A tutte le volte che ho avuto un incidente e tu arrivavi.
Al mio cane nero che adesso è diventato il tuo. 
A quando mi hai detto che al bar ti hanno fatto i complimenti per le mie foto. 
Alle lezioni di guida e a quanto ci siamo odiati quando dovevo fare il parcheggio in retro.  
Ai nostri dischi di Jimi Hendrix. 
Al pic nic al lago e alla bottiglia di prosecco che hai portato apposta per me. 
Al divano che ancora oggi mi cedi quando torno a casa.
Ai momenti che ci siamo capiti anche senza parole. 
A quelli in cui non ci siamo capiti nemmeno dopo mille parole. 
Perchè comunque vada prima o poi ci vediamo a casa. 
Perchè mi hai insegnato ad accettare con serenità le cose che non posso cambiare, a trovare il coraggio di modificare quelle che posso e soprattutto a capire dove sta la differenza.

AUGURI PAPA’. 


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