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LA MIA LISTA DI COSE DA FARE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA #2

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Qualche settimana fa ho iniziato a compilare una lista delle esperienze di viaggio che secondo me si devono fare almeno una volta nella vita. Ne sono uscite ben 150, e solo perchè ho deciso di darmi un limite – almeno per adesso 😉  

Le prime 75 ve le ho già proposte, eccoci invece alla seconda parte della mia interminabile WISHLIST di viaggi ed esperienze. Come la scorsa volta, le voci in corsivo sono i sogni già realizzati, dei quali trovate qualche scatto in coda all’elenco. E poi ditemi di voi: avete mai fatto un elenco simile? Cosa vorreste assolutamente provare almeno una volta nella vita?

  1. Visitare il Parco di Plitvice – Croazia
  2. Visitare Borobudur, il più grande tempio buddista del mondo – Indonesia
  3. Vedere un musical a Broadway – New York
  4. Fare una corsa in tuk tuk per le strade trafficate di Bangkok
  5. Andare a Disneyland
  6. Vedere i pinguini di Boulders Beach – Sudafrica
  7. Dormire nel deserto – Marocco, Namibia e Giordania
  8. Visitare la Danimarca in camper
  9. Percorrere la Via della Seta – Asia
  10. Vedere Shangai dall’alto – Cina
  11. Fare il bagno con i fenicotteri ad Aruba – Caraibi
  12. Festeggiare Halloween in America
  13. Attraversare il Bosforo al tramonto – Istanbul 
  14. Fotografare il deserto della Namibia
  15. Andare in aeroporto senza biglietto e prendere il primo volo che mi ispira
  16. Vedere il tramonto a Santorini – Grecia
  17. Visitare la Casa di Frida Kahlo – Messico
  18. Oziare su una spiaggia in Costa Rica bevendo un cocktail
  19. Girare l’Australia con un pulmino Wolkswagen
  20. Vedere la fioritura dei ciliegi in Giappone
  21. Ballare il tango a Buenos Aires
  22. Andare zaino in spalla nella Terra del fuoco – Patagonia
  23. Fare il giro del mondo – RWT
  24. La Transiberiana
  25. Partecipare al Carnevale di Rio – Brasile
  26. Visitare i Musei Vaticani e la Cappella Sistina
  27. Dormire in una casa su un albero
  28. Vedere l’aurora boreale
  29. Camminare sulla Grande Muraglia – Cina 
  30. Fare una puntata al Casinò a Las Vegas
  31. Vedere il Macchu Picchu – Perù
  32. Visitare le rovine Maya – Messico
  33. Ascoltare il reggae per le strade della Giamaica
  34. Bere un mojito e fumare un sigaro a Cuba
  35. Visitare i bellissimi Musei di Madrid
  36. Partecipare al Burning Man – Nevada
  37. Vedere il Festival delle Lanterne di Chiang Mai – Thailandia
  38. Fotografare le città blu di India e Marocco
  39. Camminare sul Lago Salato in Bolivia
  40. Bere una birra a Temple Bar – Dublino
  41. Portare a Stoccolma e San Pietroburgo i miei genitori (in programma per la primavera 2017)
  42. Visitare i Giardini delle Ninfee di Monet – Francia
  43. Visitare Dubai, Abu Dhabi e Muscat – Emirati Arabi e Oman
  44. Salire al Forte di Amber a Jaipur – India 
  45. Navigare pigramente sul Lago Inle – Myanmar 
  46. Fotografare le cupole azzurre di Samarcanda – Uzbekistan
  47. Visitare il Parco di Harry Potter – Londra
  48. Fare un viaggio on the road in Transilvania – Romania
  49. Vedere la Città Proibita a Pechino – Cina
  50. Visitare i villaggi di pescatori in Irlanda
  51. Andare sulle tracce di Camilla Lackberg in Svezia
  52. Fare un mese di volontariato in Guatemala
  53. Visitare gli scavi di Efeso – Turchia
  54. Percorrere la Walk of Fame – California
  55. Navigare sul Lago di Bled – Slovenia 
  56. Bere un drink nel peggior bar di Caracas
  57. Vedere il foliage nel New England
  58. Visitare il Canada
  59. Trascorrere un agosto caldissimo in Andalusia
  60. Visitare Santiago di Compostela
  61. Mangiare gulasch a Cracovia
  62. Vedere il Sole di Mezzanotte
  63. Visitare gli Uffizi – Firenze
  64. Girare l’isola di Corfù in quad
  65. Percorrere il Golden Gate Bridge – San Francisco
  66. Perdersi a Chinatown – Bangkok
  67. Salire sulle Petronas Towers – Malesia
  68. Camminare sulla Piazza Rossa – Mosca
  69. Vedere i delfini rosa in Cina
  70. Fotografare i templi colorati dell’India del Sud
  71. Assaggiare i pasticcini di Belem – Portogallo
  72. Passeggiare tra i canali e i ponti di Bruges – Belgio
  73. Vedere l’albero di Natale del Rockfeller Centre – New York
  74. Svaligiare il souk di Marrakech – Marocco
  75. Visitare e fotografare le Galapagos 

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LA MIA LISTA DI COSE DA FARE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA #1

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Chi è solito bazzicare su questo blog lo sa bene: io il mondo lo voglio vedere tutto. Sia per la mia innata curiosità, sia perchè lo voglio anche fotografare tutto. E dato che il mondo è grande, bisogna darsi delle priorità 😉 Mi sono quindi divertita molto a immaginare la mia lista delle 150 cose più belle da fare viaggiando, una serie di esperienze che almeno una volta nella vita bisognerebbe fare. Ognuno di noi ha in testa il suo personale elenco, il mio non vuole essere certo esaustivo ma solo una traccia che mi porterò dietro nelle mie prossime avventure e, chissà, magari potrebbe ispirare qualche viaggio anche ad altri. Anzi, fatemi sapere cosa non potrebbe mai mancare nella vostra lista o cosa della mia invece avete già fatto oppure non fareste mai!

PS: in corsivo le esperienza già vissute 😉 

  1. Guardare il tramonto dalla Tour Eiffel – Parigi
  2. Passare un pomeriggio intero sull’Acropoli di Atene
  3. Fare aperitivo su un rooftop bar di Bangkok
  4. Visitare Petra – Giordania
  5. Visitare Israele
  6. Fotografare la lavanda in Provenza 
  7. Avvistare le balene in Islanda 
  8. Fare un safari in Africa per vedere gli animali liberi nel loro ambiente
  9. Nuotare con i delfini
  10. Fare l’interrail
  11. Fare una crociera tra i fiordi – Europa del Nord
  12. Andare a vedere la Casa di Babbo Natale – Lapponia
  13. Dormire in un igloo – Finlandia
  14. Bere un drink all’ice bar
  15. Fare shopping da Harrod’s – Londra
  16. Visitare il MoMA – NY
  17. Affittare una casa a Brooklyn – NY
  18. Andare al luna park di Coney Island – NY
  19. Camminare tra i tetti della città vecchia di Dubrovnik – Croazia
  20. Nuotare tra i grattacieli di Singapore
  21. Fare canoa ad Halong Bay – Vietnam
  22. Vedere l’alba (e il tramonto) a Bagan – Myanmar
  23. Visitare il mercato dei fiori di Bangkok
  24. Visitare i tunnel di Cu Chi – Vietnam
  25. Visitare Auschwitz – Polonia
  26. Salire sul campanile di San Marco – Venezia
  27. Entrare nel Colosseo – Roma
  28. Attraversare a piedi i ponti di Budapest
  29. Fotografare la “Moschea Rosa” a Shiraz – Iran
  30. Andare in mongolfiera in Cappadocia – Turchia
  31. Aspettare l’alba sul Gange a Varanasi – India 
  32. Vedere Riga dall’alto – Lettonia
  33. Visitare Tallin sotto la neve – Estonia
  34. Leggere Lolita a Teheran 😉 – Iran
  35. Perdersi nel Grand Bazar di Istanbul – Turchia
  36. Trascorrere una giornata ammirando il Taj Mahal – India 
  37. Vedere le Cascate del Niagara – Canada 
  38. Girare Amsterdam in bicicletta
  39. Guardare Hong Kong dall’alto 
  40. Perdersi tra i vicoli di Mala Strana – Praga
  41. Farsi fare un ritratto a Mont Martre – Parigi
  42. Vedere i leoni marini a San Francisco
  43. Farsi un selfie sotto la scritta Hollywood – California
  44. Percorrere la route 66 (magari in una cadillac!)
  45. Contrattare in Piazza Djema el Fna – Marrakech
  46. Fare una crociera sul Nilo e vedere le Piramidi
  47. Vedere Casa Batlò – Barcellona
  48. Salire sul London eye
  49. Farsi fare un abito su misura ad Hoi An – Vietnam
  50. Perdersi tra i templi di Angkor – Cambogia 
  51. Vedere un’opera all’Arena di Verona
  52. Vedere ciò che resta del Muro di Berlino
  53. Leggere gli scrittori russi a San Pietroburgo
  54. Ascoltare il fado a Lisbona 
  55. Mangiare pesce appena pescato ad Essaouira – Marocco
  56. Vedere New York al tramonto dallEmpire State Building
  57. Mangiare sacher torte a Vienna
  58. Ascoltare Jimi Hendrix in un viaggio on the road con mio padre
  59. Perdersi in una medina
  60. Fare il bagno nell’Oceano
  61. Salire su un Vulcano
  62. Dormire in una Casa Hobbit in Nuova Zelanda
  63. Andare in Malesia sulle tracce di Sandokan 
  64. Vedere i baobab in Madagascar
  65. Fare una crociera in Alaska
  66. Raggiungere l’Alhambra di Granada al tramonto
  67. Visitare un mercato galleggiante – Asia
  68. Andare in Bhutan
  69. Prendere l’Orient Express
  70. Visitare Aleppo e Damasco – Siria
  71. Fotografare i colori di Burano
  72. Dormire in un faro
  73. Girare la Scozia in auto
  74. Vedere una partita di calcio in Sudamerica
  75. Vedere i canguri e i koala in Australia

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MYANMAR TRAVEL DIARY #2 – AMARAPURA E INWA

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Secondo giorno in Birmania e siamo già di nuovo su un aereo. L’esperienza in aeroporto è al limite del surreale: non ti controllano neppure il passaporto, non si capisce bene se rivedrai mai più la tua valigia e per identificarti e farti salire sul volo giusto (ci sono solo 2 gate) ti attaccano un adesivo alla maglietta. Vi dico solo che il mio era un aereoplano a forma di cane…

AMARAPURA 

Comunque, il nostro Yangoon – Mandalay è puntuale. Nemmeno il tempo di atterrare ed eccoci ad Amarapura, penultima capitale del Regno Birmano il cui nome significa ”Città dell’immortalita”. Si estende nei sobborghi di Mandalay, sulle rive di un lago nato, secondo la leggenda, quando un orco e’ arrivato qui in cerca del Budda. Il lago è uno specchio e io come era prevedibile mi sono innamorata subito delle barchette colorate. Qui l’attrazione principale è l’U-BEIN BRIDGE, il ponte pedonale in teak più lungo del mondo, circa 1200 metri. È percorso ogni mattina dai monaci che si recano al vicino Monastero, poi si riempie di turisti ma conserva comunque un grande fascino, anche se bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi perchè non è recintato! Se ve lo state chiedendo, no, almeno qui non sono caduta, ho già provveduto il primo giorno a Yangoon… (rompendo anche lo zoom della macchina foto, per cui mi scuso come sempre per le foto sgranate)

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Dopo l’attraversamento del ponte visitiamo il Monastero Mahagandayon e scopriamo con un sorriso che… anche i monaci birmani fanno cose molto molto terrene, tipo tagliarsi le unghie dei piedi in mezzo al cortile! Al Monastero di Amarapura entri per sbirciare la loro vita quotidiana ma la cosa più bella e’ che loro non vedono l’ora di abbattere il confine invisibile e chiacchierare con te in un inglese più o meno personalizzato: storie di vocazioni di ragazzi che hanno scelto una strada precisa anche se non sempre semplice, storie di sogni e di desideri. Uno di loro ci ha raccontato che sogna di venire fino a Barcellona, di cui ha sentito parlare da turisti spagnoli, a piedi. E io ho pensato che sarei stata ore ad ascoltare i racconti di questi ragazzi che hanno vite così diverse dalla tua ma poi tirano fuori lo smartphone da sotto le pieghe della veste e ti chiedono di fare una foto ricordo insieme. Proprio come un qualunque altro ragazzo, ovunque nel mondo, che vuole solo un ricordo di un momento perfetto.

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INWA 

Da Amarapura in pochi minuti ci spostiamo a Inwa: un tratto in pulmino, uno in barca e via sul calesse ad esplorare l’isola. Questo è praticamente l’unico mezzo possibile per attraversare le strade di fango e andare alla scoperta delle bellissime pagode disseminate in questo paradiso naturale. Appena arrivati sull’isola troverete un assembramento di “cocchieri” (anche di 6/7 anni ahimè) che dormono sul proprio calessino o provano a convincervi a scegliere il loro. Unica regola: contrattate duro. Questo è forse l’unico posto della Birmania in cui li ho visti proprio approfittarsene alla grande e non trattarti neppure benissimo. Il luogo comunque è davvero suggestivo, anche se sono le ore più calde e le piante dei piedi bruciano non poco a contatto con il legno e la pietra scaldate dal torrido sole birmano. 

Due dritte: per le Pagode fate il biglietto cumulativo con le altre attrazioni di Mandalay, per noi sono pochi spiccioli e eviterete di fare code in seguito. Inoltre, per il pranzo, consigliatissimo il localino sul molo: un tavolo sotto le piante, zero wifi, la vista sul fiume e una birra ghiacciata. Serve altro?

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TRAMONTO AD AMARAPURA E SAGAING 

Di solito dopo Inwa si torna verso Mandalay, e qui ci sono ancora due tappe d’obbligo.

  • la collina di Sagaing, interamente punteggiata di pagode buddiste colorate nascoste in mezzo alla vegetazione e – di notte – illuminate peggio degli hotel di Las Vegas! 
  • il tramonto sul ponte di tek di Amarapura, davvero suggestivo anche se parecchio turistico. Consiglio: noleggiate una barchetta e godetevelo via dalla pazza folla! 

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MYANMAR TRAVEL DIARY #1- YANGOON

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Scrivo questo post con una certa nostalgia. E non potrebbe non essere così: il Myanmar è un posto che in silenzio e in punta di piedi ti entra sotto la pelle e arriva fino al cuore. Me ne sono accorta appena atterrata a Yangoon, quando la solita umidità del sud est asiatico mi ha investita in pieno come sempre: sul pulmino dall’aeroporto al centro città ho incrociato tantissime persone – operai, donne a passeggio, monaci, bambini, studenti e quant’altro – e tutte con qualcosa in comune: sorridevano. Proprio a me, che ero sfatta dopo 36 ore, 3 voli e 5 fusi orari e a malapena avevo la forza di ricambiare. Però mi sono innamorata subito di quei sorrisi. Aperti, autentici, sinceri. Di quelli che arrivano fino agli occhi. Ad un certo punto abbiamo affiancato un pulmino di una scuola che trasportava dei nanetti di 6-7 anni, tutti con la stessa divisa: avreste dovuto vedere che gara hanno fatto per sporgersi dal finestrino e salutarmi! Erano tutti sorrisi, manine sventolanti e “mingalabar” – benvenuto – urlati a squarciagola. E ho pianto, almeno credo, perchè è stata un’emozione così grande. Essere finalmente qui, dopo ave rischiato più volte di non partire nemmeno, dopo aver attraversato il globo completamente da sola, dopo aver cercato di non crearmi aspettative come faccio sempre prima di vedere un posto nuovo. Stanchissima. E poi eccoli, i sorrisi e gli occhi sgranati, i primi di questi 12 giorni, a cui sono seguiti milioni di altri sorrisi, di “where are you from?”, di richieste di una foto assieme, di mani sempre tese per aiutarti e di non so quanti inviti a pranzo. La Birmania è così. E’ un posto dove tu arrivi dopo 12 ore di volo e ti senti a casa, dove il caldo è opprimente, il cielo brilla dell’oro delle pagode, si mangia quasi solo riso, la vita scorre a piedi nudi e la gente ti avvicina per strada per chiederti se gli fai vedere una foto della neve sullo smartphone. Storia di un amore. Parte 1,2 e 3.

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Il primo giorno è una totale immersione tra i suoni, i colori e gli odori di Yangoon, la più grande città del Paese e capitale fino al 2005. Decidiamo di riservare la grandiosa Shwedagon Paya all’ultimo giorno e ci buttiamo nel mercato. A Chinatown la vita scorre lenta tra le bancarelle di cibi esotici e stoffe cinesi: per strada si fa tutto quello che noi normalmente facciamo in casa – per esempio, si dorme e ci si depila! In una parola sola si vive. Ci divertiamo ad assaggiare lo street food più estremo, dopodichè raggiungiamo a piedi (un’oretta circa) la Botataung Paya sulle rive del fiume e impariamo subito che se prima eravamo un po’ schizzinosi qui possiamo proprio dimenticarcelo: ogni pagoda si visita a piedi nudi e non sono ammessi neppure i calzini! Ho sentito degli italiani rifiutarsi di togliersi le scarpe e ancora oggi mi chiedo cos’avranno visitato durante il loro viaggio dato che questa regola vale per ogni singolo luogo di culto, anche quelli in mezzo alla giungla 😉 

Il porticciolo adiacente è pieno di barchette colorate, lo sfondo ideale per la prima Myanmar Beer di una lunga serie, mentre il sole va e viene e allo sgabello accanto al nostro si riposa un gruppo di monaci molto smart, tutti intenti a smanettare sull’iphone. A tratti piove, ma il cielo brilla lo stesso. La Pagoda non è per nulla affollata perchè è di quelle meno turistiche, frequentata solo dai locali. Circondati dalla Birmania più autentica, aspettiamo il tramonto e ci rendiamo conto che siamo all’inizio di qualcosa di bellissimo.

dal mio diario di viaggio: 

La Botataung Pagoda e’ poco frequentata dai turisti e c’era questo bimbo che era molto incuriosito da noi e dalle nostre macchine fotografiche. Ci scrutava con aria assorta come per cercare di capire se fidarsi o no. E poi appena ha deciso ha fatto un sorriso stupendo. Ma io ho nel cuore lo scatto dell’attimo prima, quando ha guardato lo straniero a casa sua (noi!) e ha deciso in meno di un minuto che e’ una cosa bella, una cosa che fa sorridere, vedere gente diversa. Sono qui da un giorno e sono già innamorata di queste persone. ❤️

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PS: scusate la bassissima qualità delle foto ma se avete letto il mio primo post dedicato alla Birmania sapete già che è successo a me, alla mia macchina fotografica e al mio cellulare 😉

PARIS IS ALWAYS A GOOD IDEA

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15 euro un Torino/Parigi. Andata e ritorno. Potevo forse dire di no? Tempo di vedere l’offerta e 10 minuti dopo avevo il biglietto in mano. Sono stata a Parigi diverse volte ma dall’ultima era passato un bel po’: immaginate quindi il mio entusiasmo nel poterci finalmente ritornare. Aggiungeteci che ci vive una carissima amica, che è stata anche così cara da ospitarmi, ed eccomi lì, di domenica sera, ad approdare alla Gare de Lyon con il mio zainetto, la macchina fotografica e la vecchia guida di mio papà. In testa tanti piani per sfruttare al minimo il poco tempo a disposizione e nel cuore un’emozione fortissima. Aveva proprio ragione Audrey Hepburn: Parigi è sempre una buona idea. E quello che oggi condivido con voi è il diario fotografico di quelle ore trascorse a camminare nella Ville Lumière, sola ma felice. A ripensare a quel primo viaggio in aereo a 8 anni, quando con la mia famiglia ho trascorso qui una manciata di giorni bellissimi. Chissà, forse è stato proprio allora che ho capito che da grande avrei voluto fare, in primis, la viaggiatrice. Che poi debba farlo nei ritagli di tempo è solo un piccolo, trascurabile, dettaglio.

PS: i miei tornano a Parigi spessissimo. Io invece ho sempre pensato che il bello della vita fosse vedere ogni volta posti nuovi. Ma stavolta, attraversando il Pont Neuf pochi minuti prima del tramonto, ho capito perchè ogni tanto è così bello regalarsi una passeggiata a Parigi. Ancora una volta, avevano ragione loro. 

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