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INSTA-PORTO: PRIME FOTO E SENSAZIONI


Porto è una scoperta. Dopo esser già stata in Portogallo nel 2009 e averla a malapena sfiorata, era un po’ che volevo visitare con calma questa affascinante città lungo il fiume. Un luogo magico: romantica e decadente, arroccata lungo ripide stradine di ciottoli, con le casette ricoperte di azulejos colorati e la vista sul fiume che ti appare appena giri un angolo in tutta la sua meraviglia. Perchè Porto è così: è un angolo che giri con noncuranza, senza grandi aspettative, ma poi rimani a bocca aperta. E’ uno scorcio che ti appare a sorpresa e ti fa battere più forte il cuore. E’ la casa alta e stretta ricoperta di piastrelle colorate che ti compare all’improvviso dopo aver imboccato un vicolo a caso. E’ la vista del fiume e dei tetti rossi che ti ricompensano dell’ennesima, faticosa salita. E’ la Ribeira, il quartiere più colorato che risale addirittura al Medioevo, in cui il cielo blu spunta a sorpresa tra i vicoli stretti e le piazzette nascoste. E’ il Mercado do Bolhao, con i suoi colori e i suoi odori racchiusi in un edificio liberty. E’ il famoso ponte di ferro che attraversa il fiume e regala una vista spettacolare sul tramonto. E’ la zona delle cantine, dove i pomeriggi scorrono lentamente e le ore sono scandite dal numero dei bicchierini di Porto e dai brindisi che promettono delle buone vacanze. E’ il profumo del baccalà fritto che assaggi in localini che sembra di mangiare in famiglia. E’ il romanticismo e la malinconia fuse assieme, di quelli che ti viene voglia di piangere e poi di ridere e poi di piangere. E’ bella Porto, ti conquista in punta di piedi e ti avvolge come un abbraccio un po’ struggente, di quelli che la fine dell’estate forse è vicina ma no, stasera non ci pensiamo. 

   

VIAGGIARE E’ IL MIO PECCATO – SUMMER EDITION part.2

Secondo appuntamento con il giro del mondo attraverso i libri grazie alla mia rubrica fissa Viaggiare e’ il mio peccato. Dopo il successo della prima puntata (se ve la siete persi la trovate QUI) ecco altre mete sparse per il globo che possiamo raggiungere comodamente dal nostro divano, e altri personaggi che vale la pena di conoscere ad accompagnare in un pezzetto del loro cammino per il mondo. Pronti al decollo? Allacciate le cinture, si parte! 

Caffè Babilonia è un libro delizioso che ci porta in IRLANDA ma anche un po’ in PERSIA. La protagonista infatti, Marjan Aminpour, è nata in Persia, dove ha coltivato per anni un vero talento per le piante. Ora Marjan è a Ballinacroagh, il villaggio dell’Irlanda occidentale dove, dopo essere scappata dall’Iran khomeinista, si è stabilita assieme a Bahar e Layla, le sue sorelle più piccole. Con il suo talento, Marjan diventa la regina del Caffè Babilonia, ma il destino si mette in mezzo: la sorellina si innamora del figlio del boss del villaggio che possiede un’infinità di pub e ambirebbe volentieri a mettere le mani sul Caffè Babilonia… Un libro delizioso che con humour e delicatezza tratta temi di grande attualità; inoltre in ogni capitolo c’è una delle meravigliose ricette iraniane che viene poi preparata nella corso della storia. 

Dall’Irlanda a HOLLYWOOD il passo è breve con i libri. E con Brooke, che da moglie lavoratrice si trasforma in compagna di una superstar quando il marito Julian, inizialmente musicista sfigato, riesce a sfondare. Dal canto suo Brooke, che per il successo di Julian ha sacrificato tutto e che ora potrebbe godersi favolose notti in alberghi cinque stelle nel cuore di Hollywood, non sembra poi così soddisfatta della nuova situazione. Anche perché quell’uomo sexy che campeggia sulle copertine delle più importanti riviste non le sembra neanche lontanamente simile al marito con cui ha condiviso gli ultimi anni…  Se volete sapere come va a finire, la risposta è in Il diavolo vola a Hollywood

Questo libro è un classico, ed è anche uno dei motivi per cui ho deciso di fare il viaggio in IRAN (insieme al Caffè Babilonia di cui sopra). Leggere Lolita a Teheran racconta un periodo cruciale della storia del paese, ovvero i due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare. In questo contesto Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell’impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d’amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla. Non perdetevelo. 

Un viaggio a NEW YORK è sempre una buona idea: con Follie di Brooklyn incontriamo Nathan Glass, un assicuratore in pensione in cattivi rapporti con la ex moglie e la figlia. Dopo una pesante operazione chirurgica, e senza una lunga prospettiva di vita, decide di finire i suoi giorni a Brooklyn, nel quartiere dove è nato. Qui ritrova il nipote Tom, ormai ingrigito commesso di libreria, Lucy, la figlioletta della sorella di Tom, e, mentre è in viaggio per il Vermont, anche la donna della sua vita. Tutti e quattro tornano a Brooklyn e le cose si mettono bene, finché non arriva un fatidico 11 settembre…

C’è tutto il caos dell’INDIA in Vish Puri e la domestica scomparsa. Il protagonista è appunto Vish Puri, fondatore e direttore della “Investigatori privatissimi Ltd” con un debole per la buona cucina e un fiuto innato per i guai. Suo territorio di caccia è la chiassosa e immensa New Delhi, e immaginatevi quando dovrà ritrovare una donna sparita in una popolazione di oltre un miliardo di persone. Ma ci vuole ben altro per scoraggiare lo Sherlock Holmes indiano che, con i suoi pittoreschi assistenti – Luce Al Neon, Sciacquone e Crema Da Viso -, combina ingegnosamente le moderne tecniche di investigazione con i principi deduttivi fissati dalla cultura indiana più di duemila anni fa, e non si spaventa troppo quando un cecchino cerca addirittura di sparargli… Un Poirot in salsa curry davvero imperdibile!

Parigi è sempre una buona idea, si sa. Innamorati o no, vale sempre la pena di fare una passeggiata per le vie della Ville Lumière. Inoltre a PARIGI c’è anche la deliziosa papeterie di Rosalie Laurent, talentuosa illustratrice famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano. Ed è un’accanita sostenitrice dei rituali: il café crème la mattina, una fetta di tarte au citron nelle giornate storte, un buon bicchiere di vino rosso dopo la chiusura della papeterie. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita, ed è per questo che ogni anno, per il suo compleanno, Rosalie fa sempre la stessa cosa: sale i 704 gradini della Tour Eiffel fino al secondo piano e, con il cuore in gola, lancia in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito. Tutto cambia il giorno in cui un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie… 

 E voi, avete libri che vi fanno sognare e viaggiare stando fermi? Scrivetemelo nei commenti! 

PROPOSTA ITINERARIO: CALDARO E L’ALTO ADIGE

Quest’anno, per motivi vari, ho potuto fare meno viaggi in mete lontane ma ne ho approfittato per esplorare la nostra bella Italia e ne ho apprezzato angoli davvero meravigliosi. Anche i post dedicati alle mete nostrane sono stati parecchio apprezzati, quindi per chi vuole scoprire – o riscoprire – il nostro bel paese ecco un’altra proposta itinerario semplice e godibile: il Trentino Alto Adige, in particolare la zona di Caldaro.
Caldaro è una delle più belle mete turistiche dell’Alto Adige: ci sono il bellissimo lago balneabile, il paese molto vivace e la natura incontaminata dei dintorni. Ma non pensate ad un posto solo natura: durante tutto l’anno infatti vengono organizzate le più svariate manifestazioni, in grado di soddisfare i gusti di tutti. Eventi sportivi di alto livello, appuntamenti culturali, esperienze gastronomiche e manifestazioni vinicole in cui è anche possibile conoscere di persona i viticoltori e carpire i loro segreti.. c’è l’imbarazzo della scelta. Per non parlare della possibilità di fare moltissime escursioni: sulle montagne delle Dolomiti altoatesine si può sciare oppure, a seconda della stagione, immergersi tra i fiori di melo, passeggiare tra le vigne, salire sugli alpeggi e ristorarsi in una malga, fare una gita in mountain-bike o ancora esplorare ghiacciai e laghi alpini. Inoltre, i dintorni di Caldaro vantano il maggior numero di castelli in Europa: oltre 200 edifici storici quali castelli, borghi e residenze sono le testimonianze storiche di un passato movimentato e affascinante. E non dimenticate di fare un salto ai Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano: vero e proprio anfiteatro naturale, si tratta di un luogo bellissimo e super instagrammabile!

COME ARRIVARCI E DOVE DORMIRE:
per un viaggio di questo tipo, l’ideale è avere una macchina, perché vi permetterà di visitare i dintorni e programmare le escursioni senza dovervi adattare agli orari di eventuali mezzi pubblici.

Per dormire, invece, io vi consiglio il Cavallino Bianco, o Weißes Rößl (3 stelle, piazza Mercato, date un’occhiata al SITO). La struttura vanta una tradizione antichissima e propone ai propri ospiti quanto di meglio la cucina e le cantine altoatesine sappiano offrire. L’albergo, da secoli proprietà della stessa famiglia, si trova proprio nel centro storico di Caldaro al Lago ed è in una posizione perfetta per raggiungere facilmente tutte le mete escursionistiche e le attrazioni culturali.
Bonus extra: il clima mediterraneo attorno al Lago di Caldaro, il lago balneabile più caldo delle Alpi, consente di godersi la vacanza dalla primavera all’autunno in riva all’acqua, mentre la buona offerta gastronomica e le attrazioni culturali come il Museo Archeologico dell’Alto Adige, che ospita Ötzi la mummia del ghiacciaio, o il Museion, il nuovo museo di arte moderna e contemporanea, sono ovviamente aperti e visitabili tutto l’anno.

Buzzoole

VIAGGIARE E’ IL MIO PECCATO – SUMMER EDITION part.1

Credo che il mio amore per la lettura vada di pari passo con quello per i viaggi. Perchè per me ogni nuovo libro è, a suo modo, un nuovo viaggio. E non è facile retorica, perchè io adoro i viaggi veri e se non parto almeno una volta ogni due mesi sto male, però sono convinta che anche i libri, a modo loro, ci permettano di viaggiare tantissimo. Riprendo quindi in mano con molto entusiasmo questa rubrica inaugurata tempo fa – VIAGGIARE E’ IL MIO PECCATO – e ne faccio un appuntamento estivo con i libri da “viaggio in poltrona”, ovvero vi proporrò romanzi provenienti dalla mia biblioteca personale in cui i luoghi dove avvengono le storie dei protagonisti non sono solo semplici location ma veri e propri personaggi del racconto. Pronti a partire con me? 

Con Il cantastorie di Marrakech voliamo in MAROCCO, paese suggestivo e vibrante di colori, suoni e odori. Qui, nella piazza principale di Marrakech, incontriamo Hassan, un cantastorie che racconta spesso la vicenda di una coppia di stranieri svaniti nel nulla una sera di qualche anno prima. Tutti nella Jemaa el-Fnaa avevano notato quella giovane americana, luminosa e bellissima, accompagnata da quell’indiano enigmatico, tutti ne erano rimasti come ipnotizzati, e ora sembra di vederli di nuovo apparire e scomparire tra i vicoli della medina, evocati in lampi di immagini e ricordi. Perché ognuno ha un suo tassello da aggiungere alla storia che Hassan sta cercando di ricostruire nel tentativo di svelare il mistero di quell’inspiegabile scomparsa, per la quale è stato accusato il fratello Mustafa… 

In Asiatici ricchi da pazzi accompagniamo la newyorkese Rachel Chu a SINGAPORE a conoscere la famiglia del fidanzato Nicholas Young, con la scusa di accompagnarlo a un matrimonio.  Ma Rachel certo non si immaginava che Nick fosse lo scapolo d’oro del mondo asiatico, con una casa che sembra un castello e l’abitudine a viaggiare in jet privato invece che in metro. E invece è proprio così, e si ritrova a partecipare al matrimonio dell’anno, che si rivela un evento senza precedenti, con il Cirque du Soleil e i Piccoli cantori di Vienna ad aprire le danze, abiti disegnati ad hoc da Valentino e una silenziosa gara a chi è il più ricco fatta a suon di regali di nozze che nessuno in Occidente potrebbe mai permettersi…  Ma lei sarà all’altezza dell’uomo più ricco di tutta l’Asia? E la sua famiglia sarà d’accordo? PS: occhio che se questo libro vi piace il 18 luglio esce il seguito!

Destinazione: THAILANDIA! Questa volta si parte con Georgia Green, appena lasciata dal fidanzato ad un passo dalle nozze. Ma attenzione, nonostante la voglia di girare il mondo, Georgia non ha mai fatto un vero e proprio viaggio, anzi… è abbastanza inesperta! L’impatto con Bangkok, tra sistemazioni scadenti, compagni di viaggio stravaganti ed esperienze estreme, non è tra i più facili. E nonostante lei stia provando in ogni modo a mettersi in gioco, non si è mai sentita così sola. Ma quando raggiunge l’isola incantevole su cui si trova il Blue Butterfly Huts tutto cambia… Io adoro Bangkok e mi diverto sempre a tornarci, anche se solo virtualmente!

Avete presente Carrie Bradshaw? Ecco, Bernadette è la sua versione 3.0, una giornalista che si muove in una NEW YORK patinata, glamour e affascinante ma che in fondo, nonostante “il cinismo sia il nuovo nero”, è in cerca dell’amore proprio come tutte noi… La trovate in L’amore non è un gioco per ragazze perbene, e vi divertirete parecchio. Proprio come durante una vacanza a New York.

In questo libro bellissimo seguiamo Julia a Kalaw, un villaggio della BIRMANIA (attuale MYANMAR), in cerca del padre scomparso nel nulla molti anni prima. In mano, solo una lettera ritrovata per caso in soffitta, in cui il padre dichiara il suo amore per una donna birmana. Impossibile non partire per saperne di più. Ma attenzione, non è un giallo, bensì un romanzo molto delicato sui sentimenti. Una storia fatta di destini segnati dalla stelle, di misteri, di saggezza buddista, di amori sconfinati. L’arte di ascoltare i battiti del cuore è un libro imperdibile. E la Birmania è una terra stupenda. 

Un caso di poca importanza, che la polizia archivia come morte accidentale. Poi una donna che sparisce nel nulla dopo aver trascorso la serata in un locale del centro. Un anno dopo, Erlendur, poliziotto alle prime armi assegnato al turno di notte della stradale, passa lunghe ore a pattugliare le vie di una città deserta e si convince che i due casi siano stati frettolosamente liquidati dai colleghi. L’inesperta matricola inizia così la sua prima indagine, ritrovandosi a scavare nei diversi ambienti della moderna REYKJAVIK, città bellissima e coloratissima ma allo stesso tempo custode di ipocrisie e lati oscuri…. Attenzione, perchè Le notti di Reykjavik dà dipendenza (per fortuna fa parte di una serie!!). 

 

E voi, state facendo qualche viaggio reale o virtuale in questo periodo? Raccontatemi!

E a prestissimo con una nuova puntata con tante altre mete!

PS: foto, libri e souvenir sono tutti della sottoscritta 😉 

DON’T BE LATE FOR DINNER! – PROCIDA

Raccontare Procida non è facile. Nonostante sia bellissima. Trovare delle parole capaci di restituire la sua bellezza calda, pura, autentica, non è facile. Se ci siete stati, forse potete capirmi. Se non ci siete mai stati, immaginate la tavolozza di un pittore, una tavolozza fatta solo di colori pastello. Colori discreti, morbidi, in grado di riflettere la luce senza intrappolarla. Verde menta, rosa confetto, giallo limone, arancio albicocca. Questa è Procida, l’isola di pescatori a pochi chilometri da Napoli che appena ci ho messo piede è diventata uno dei miei luoghi del cuore. E dell’anima. Perchè qui l’anima trova pace, riposo e ristoro come raramente accade altrove. Qui, tra i vicoli in salita, le barchette azzurre dei pescatori, i gatti rossi che fanno la siesta, le reti da pesca, le granite al limone consumate con le gambe a penzoloni nell’acqua e il profumo di pesce fresco appena fritto. Le poesie della locanda de “Il postino“, il belvedere con una vista che ti toglie il fiato e l’ape cross che risale per i vicoli per portare frutta e verdura profumate. Il vento che scompiglia i capelli, il rumore della risacca e attorno solo il silenzio. I panni stesi al sole ad asciugare e le porticine colorate. La signora anziana a cui chiediamo un’indicazione che ci dice “io non son mica di qua, sapete. Nuuuu, io sso sarda, ma mica della costa, no no. Però che ne sacciu, ho sposato mio marito che ra di qui e qui sono venuta a stare. E sapete che c’è? Che qui non ci si sta mica tanto male“. E, chissà perchè, non facciamo nessuna fatica a crederle. 

CARNET DE VOYAGE:

a Procida si arriva in barca. Da Napoli, potete scegliere l’aliscafo o il traghetto, io ho preso il primo dal molo Beverello e ci ho messo circa 40 minuti (costo 27 euro ca. a/r). Una volta sull’isola, ci si muove a piedi. Sbarcherete a Marina Grande, qui segnatevi questo indirizzo: Bar Cavaliere (via Roma 42), ovvero la migliore pasticceria dell’isola. Assaggiate qualche specialità locale e poi raggiungete con una camminata a piedi Marina di Corricella per pranzare sul lungomare con una delle famose insalate di limoni e salite sul belvedere (seguite le indicazioni per l’Abbazia di San Michele Arcangelo) per un colpo d’occhio mozzafiato. Se volete fare il giro dell’isola per vederla dal mare, al porto – o in uno dei bar della zona – chiedete di Cesare: sarà felicissimo di portarvi alla scoperta dei migliori panorami con una delle sue barchette colorate. 

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