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#HAPPYBIRTHDAYINMOROCCO

Breve storia felice. Questo compleanno e’ arrivato veloce come un treno, credevo che al raggiungimento di questa età avrei raggiunto nel frattempo anche tanti altri traguardi che invece non sono arrivati. Traguardi che ho cercato, e altri che la società ha imposto per me. Cose che avrei voluto avere, lavori che avrei voluto fare, storie che sarebbero potute andare diversamente. Ma così è la vita. E finalmente l’ho imparato. A modo mio. E un po’ di questa nuova consapevolezza me la sono regalata per il compleanno. 4 anni fa probabilmente l’avrei trascorso in camera a compiangermi e a pensare a quello che volevo ma non avevo. Quest’anno invece ho preso lo zaino e sono andata a vedere uno dei posti che mi interessavano di più al mondo. Perché a volte i luoghi comuni si rivelano grandi verità: non è importante se nella tua vita piove spesso, tu impara a ballare sotto la pioggia ❤️ #happybirthdayinmorocco

E così, complici un compleanno, un’amica, un volo a 40 euro e la voglia di un ritorno di quelli magici, sono volata in Marocco per la seconda volta. 4 giorni tra Fes e Chefchaouen, tra la medina più antica e trafficata del Paese e quella più azzurra di sempre. Qualcosa di già visto da approfondire e qualcosa di nuovo da esplorare. Macchina fotografica sempre in mano e occhi bene aperti per non perdere nessun dettaglio. E per la seconda volta mi è venuto il “Mal du Maroc”. Lo capisci subito, se ti viene: è quel groppo in gola che ti prende appena sali sull’aereo, perché sai che di questa terra colorata, rumorosa, polverosa e sorridente ti mancheranno un sacco di cose. Mancherà il sapore del tè alla menta, il profumo delle spezie al mercato, il gusto della pasta di mandorle che si scioglie in bocca, l’azzurro della Medina di Chefchaouen, il giallo e il blu di Fes, il nonnino con la stampella che ci ha salvate quando ci siamo perse nei vicoli, il driver che si è vestito elegante solo per noi, i ”welcome to Morocco”, le colazioni in terrazza sotto a un cielo senza nuvole, i bambini che ti davano il ‘5’ e pure le contrattazioni allo sfinimento nei negozietti. Perché il Marocco è così, ti entra sotto la pelle e dentro al cuore e magari quando sei lì neppure te ne accorgi, ma poi quando ti mettono il timbro di uscita sul passaporto ti volti indietro un attimo e sai che ne sentirai tantissimo la mancanza. 

BOHO AT HOME

Io credo di essere un po’ gipsy nell’anima. Sono spesso in viaggio, spesso in luoghi molto diversi dal mio, spesso in cerca di colori nuovi. Da quando non vivo più con i miei e ho ricominciato a viaggiare parecchio, ho messo questa mia passione per viaggi, stile e shopping anche nell’arredo di casa. Ecco cosa significa Boho at Home: da me trovate il copridivano marocchino, il cuscino indiano, le tende in seta persiana, le lampade turche, le lanterne vietnamite, gli accessori thailandesi, le ceramiche portoghesi e quant’altro. Un mix di colori e tessuti che danno carattere a mobili minimali e che soprattutto mi ricordano, ogni volta che entro in casa, tutti i miei viaggi. Bisogna fare però attenzione a dosare colori e tessuti perché a passare da uno “stile boho” ad uno “stile souk” si fa in fretta 😉 Ecco quindi la mia gallery d’ispirazione, valida anche per chi non viaggia tantissimo perché ormai in moltissimi negozi – Ikea, Maisons du Monde, etc. – e nei mercatini si trovano bellissimi pezzi boho chic: enjoy!

Ed ecco i miei MUST HAVE per creare un angolo o una stanza in stile boho chic. Come potete vedere basta pochissimo: una candela speziata, un tessuto orientaleggiante, una teiera particolare, un’illuminazione ben studiata e qualche bel colore caldo, et voilà! E a voi capita di comprare cose per la casa quando siete in viaggio?

 

UNA SETTIMANA IN IRAN: ITINERARIO E MINIGUIDA PER ORGANIZZARE DA SOLI IL VIAGGIO

La cosa più difficile che vi capiterà durante l’organizzazione di un viaggio in Iran? Rispondere alle millemila domande di tutti quelli che vi dirannoIn Iran? Perché? Ma è pericoloso!”. Non scherzo. Ho passato circa tre mesi a dare spiegazioni, poi ho iniziato a dire che andavo in Persia e a ricevere soprattutto sguardi smarriti. Poi ho smesso di dirlo e ho rimandato le considerazioni al ritorno. A parte tutto, la preoccupazione è legittima ma basta informarsi un minimo per capire che, seppur circondato da paesi effettivamente pericolosi, l’Iran è una terra tranquillissima con un popolo splendido che non aspira altro che alla pace. E organizzare da soli un viaggio in Iran è davvero semplice, a patto di avere qualche informazione di base che chi ci è già stato potrà fornirvi facilmente. Io ci provo con questo post, dove ho raccolto un po’ tutto quello che avrei voluto leggere io in fase di organizzazione per risparmiarmi qualche attimo di leggero panico. Quindi, se deciderete di visitare questo splendido paese, non abbiate paura di attentati o terroristi ma leggetevi la mia miniguida e poi mettetevi comodi e godetevi il viaggio. Probabilmente sarà uno dei più belli della vostra vita.

ITINERARIO:

Day 1 – Torino –> Roma –> Teheran

Day 2 – Teheran –> notte in bus

Day 3 – Shiraz

Day 4 – Persepoli, tombe rupestri di Naqsh-e Rostam e Pasargade

Day 5 – Yazd

Day 6 – Yazd – Esfahan

Day 7 – Esfahan

Day 8 – Teheran –> Roma –> Torino

Io avevo pochissimo giorni quindi ho visto davvero poco rispetto a quello che questo paese offre, ma sono riuscita comunque a toccare i luoghi che rientrano negli itinerari classici per chi vuole avere un primo assaggio di Iran. Ovvio che toccherà tornare.

IL VISTO:

su questo argomento ne leggerete di ogni. Compreso sulla Lonely Planet. E vi spaventerete. Vi parleranno di gente rispedita indietro, di attese di ore e di alcuna garanzia di ottenere il fatidico adesivo. In realtà è tutto molto più semplice di quello che sembra ma nessuno ve lo dice! Se iniziate a muovervi con sufficiente anticipo, potete fare tutto in autonomia presso l’Ambasciata (io sono andata a quella di Milano, in Via Monte Bianco 59). Arrivate, prendete il numero e quando tocca a voi consegnate passaporto, 2 fototessere, form compilato e firmato (si scarica sul sito o si prende in loco sul momento), certificato di assicurazione di viaggio (io ne ho fatta una economica online) e la stampata della mail con i voli e la prenotazione dell’hotel per la prima notte. Vi faranno rilasciare le impronte di tutte e 10 le dita delle mani e vi daranno un foglietto con cui ritirare il passaporto vistato nel giro di 1-2 settimane. Costo 50 euro. Se come me arrivate sotto data e siete nel panico (l’Ambasciata spesso non risponde al telefono) potete decidere di investire qualche euro in più per affidarvi ad un’agenzia visti che segua la pratica al vostro posto e vi spedisca il passaporto direttamente a casa a cose fatte. Io mi sono trovata benissimo con l’economica e competente VisaeTravel. Questo tipo di visto dura 3 mesi. AVVERTENZA: le impronte vanno comunque lasciate personalmente in consolato, dopodiché vi daranno un foglio con cui andare in agenzia. In realtà esiste anche una terza opzione ed è quella per i più coraggiosi 😉 ovvero chiedere un visto di 15 giorni direttamente all’arrivo. Durante il viaggio ho parlato con diverse persone e tutte mi hanno detto di non avere avuto problemi anche se in effetti le attese vanno in media dalle 2 alle 4 ore e si spende circa 85 USD. Questo non vuol dire che la garanzia di entrare ci sia al 100% ma sicuramente stanno lavorando molto perché il turismo aumenti e per farvi ricacciare indietro dovreste essere proprio sfigati 😉

NB: non andate in panico – come la sottoscritta – se leggete da qualche parte che è necessario un numero di autorizzazione e/o una lettera d’invito da un iraniano. Per chi fa le pratiche in Italia NON è più così – per fortuna!

NB: ultimamente ho sentito anche di persone che hanno gestito la trafila online tramite l’application form, in caso leggete qui. E ricordate che queste regole sono in continuo cambiamento quindi verificate sempre eventuali aggiornamenti. Ovviamente se io ne avrò conoscenza modificherò il post. 

QUESTIONE DI SOLDI:

in Iran a causa dell’embargo americano le carte di credito non funzionano; è quindi necessario partire con il contante che prevederete di utilizzare e qualcosa in più per le emergenze. Potete portare sia euro che dollari e non avrete nessun problema a cambiarli o, in alcuni casi (tipo in hotel), a utilizzarli direttamente per pagare. A differenza di quanto dice la guida, il cambio più vantaggioso l’ho trovato proprio in aeroporto. Il costo della vita non è alto, in 2 con 10 euro abbiamo fatto cene seduti più che accettabili (con 20/25 euro anche cene di lusso), lo Street food ovviamente costa ancora meno. I taxi costano 2-3 euro a corsa, mentre gli ingressi sono tutti standardizzati: dai 100mila ai 200mila rials in base ai siti. Il rial è la loro moneta ufficiale, per intenderci 100mila rials sono circa 2 euro e 50. Per complicarvi la vita, spesso vi diranno i prezzi in toman (ovvero, senza uno zero. 10mila toman = 100mila rials. Semplice no? Tranquilli, quando vi abituerete sarà probabilmente ora di tornare a casa 😉 )

MANCIA: non si usa più di tanto, anzi, ma se la lasciate è una sorpresa sempre molto gradita e vi ricompenseranno con grossi sorrisi!

CONTRATTARE, a mio parere, non è necessario più di tanto. Non si tratta di una pratica tradizionale come in gran parte dell’Oriente, quindi non è necessario farlo; inoltre i prezzi per noi sono già molto abbordabili così. Potete provare a tirare un po’ sul prezzo degli hotel se li cercate in loco o sui trasporti privati tipo taxi e auto ma il risparmio sarà sempre contenuto. Stessa cosa nei bazar: alcuni venditori scendono di parecchio se trattate, ma la maggior parte di loro, se non accettate il primo prezzo, vi lascia tranquillamente andar via. Una novità per chi è abituato a paesi tipo il Marocco o la Turchia 😉

PS. a proposito di taxi, auto private e gite: stabilite SEMPRE prima di salire il prezzo finale.

ABBIGLIAMENTO: 

dipende dalla stagione in cui andate, ma la regola per le donne è dissimulare le forme e coprire il capo. Pantaloni comodi con sopra una maglia lunga o uno chemisier vanno benissimo, mentre per la testa è sufficiente uno scialle o un foulard. Io mi sono fatta mille scrupoli perché non volevo mancare di rispetto ma poi non ho avuto nessun problema con una tuta da viaggio o un pantalone comodo con sopra un abitino invernale lungo alla coscia o un maglioncino e un maxi cardigan. Piuttosto mettetevi scarpe comode perché tra entrare nelle moschee e sedervi a mangiare sulle sedute tradizionali (tipo divani letto) dovrete sfilarvele spesso. Io con le All Star non ho avuto mezzo problema, anzi essendo rosa ho notato che piacevano a parecchie ragazze del posto!

COME MUOVERSI NEL PAESE:

le distanze tra i siti di maggior attrazione turistica sono piuttosto lunghe ma esistono autobus VIP che coprono tutte le tratte tra una città e l’altra più volte al giorno per un pugno di dollari. Sedute comodissime con tanto di poggiapiedi, autisti esperti e limiti di velocità severissimi li rendono viaggi tranquilli e sicuri. Esistono diverse compagnie, io ne ho provate 3 (scegliendo abbastanza a caso!) e non ho notato grosse differenze a discapito dell’una o dell’altra, e tutte davano bibite e merendine omaggio buonissime! La tratta più lunga, Teheran – Shiraz, è di 900 km e ci vogliono tra le 12 e le 14 ore. Superato questo, tutti gli altri viaggi sono moooolto più brevi! E comunque se non volete affrontare l’esperienza della mega traversata notturna in bus c’è sempre il volo interno (circa 50 euro in media), ma la vita d’autobus va provata almeno una  volta! I biglietti si comprano in loco, nelle agenzie di viaggio locali – che nei luoghi famosi non avrete problemi a trovare – oppure direttamente tramite gli hotel o ancora alla stazione dei bus direttamente. In alcuni casi può convenire prenotare un’auto privata, per esempio noi l’abbiamo fatto per andare a Persepoli e Pasargade in modo da muoverci con i nostri tempi. Lo stesso autista ci ha poi accompagnato fino a Yazd, direttamente di fronte al nostro hotel. Purtroppo in pochi parlano inglese ma ci siamo capiti con molti sorrisi e dividendo tanti spuntini lungo tutto il tragitto!

DOVE DORMIRE:

le strutture alberghiere sono mediamente buone e assolutamente pulite. Quando pubblicherò il diario di viaggio zona per zona vi indicherò per ogni località dove ho dormito io con tanto di prezzo e recensione, ma in linea generale ecco qualche consiglio utile:

  • per quanto riguarda la questione hotel, la Lonely Planet è abbastanza precisa. Ne ho scelti alcuni recensiti da loro e non ho avuto sorprese
  • se potete, scegliete gli hotel tradizionali per soggiornare in edifici caratteristici dove anche l’ospitalità sarà particolarmente improntata a farvi vivere una vera e propria esperienza
  • se scrivete ad un hotel dall’Italia e per giorni non avrete risposte (o peggio, le avrete in farsi), non disperate. Prima o poi rispondono. In inglese
  • per quanto riguarda i prezzi, la media in periodi non particolarmente di punta è di 50 USD per una doppia con bagno privato, ma potete provare (soprattutto se prenotate in loco) a contrattare un po’. Se hanno camere vuote al momento, potete arrivare fino a 35 USD per la stessa doppia.
  • in linea generale, ostelli e hotel sono di norma nella stessa struttura. Quindi capiterà che l’hotel in cui volete prenotare abbia sia camerate, sia singole senza bagno sia doppie con bagno, ovviamente con le dovute differenze di prezzo. A voi la scelta
  • In tutti gli hotel, anche il meno “bello” di tutto il viaggio, ho trovato la colazione inclusa e le ciabattine per il bagno (ve lo dico perché a saperlo evitavo di portare le mie dall’Italia e risparmiavo spazio in valigia)
  • vi verrà detto che c’è il wi-fi, e non è assolutamente una bugia, ma a volte nelle camere più lontane dalla reception… semplicemente non funziona. Nelle hall invece non ho mai avuto problemi, anche se spesso devo ammettere che riuscivo a caricare foto ma non video (per esempio con Instagram Stories non riuscivo spesso). Alcuni siti tipo facebook sono oscurati, si aggira facilmente il divieto con una vpn, io ho scaricato VyprVPN e ho scelto l’opzione per 3 devices a 14,99 euro/mese (a vostra scelta se poi rinnovarla oppure no)

ULTIMO CONSIGLIO PRATICO: comprate una sim iraniana. Potete farlo subito in aeroporto, ma in caso troverete ovunque banchetti che le vendono e oltre ad essere comoda per la navigazione internet vi servirà per farvi chiamare da tassisti, autisti e guide con cui avrete a che fare magari più di una volta. Per loro chiamarvi sul numero italiano è carissimo. 

Mi sembra di aver risposto a tutte le domande che ho ricevuto da quando sono tornata, ma se avete altri dubbi o curiosità non esitate a scrivermi! Mi trovate a info@audreyinwonderland.it oppure sulla mia pagina Facebook: vi aspetto!

Se invece non avete in programma un viaggio in Iran, perdonate il post molto tecnico: mi farò perdonare con il diario di viaggio, con tante foto inedite e tante emozioni in più!

TRAVEL DREAMS 2017

Che dite, sono in tempo? In ritardo? In realtà io la lista dei TRAVEL DREAMS la compilo, aggiorno e ricompilo tutto l’anno! E come sempre non riesco a limitarmi a 5 sogni. Però il progetto di Farah, Lucia e Manuela mi piace sempre tanto perché oltre a condividere la mia lista adoro leggere quelle di altri sognatori come me. E poi devo dire che mi ha sempre portato fortuna. Da quando partecipo al progetto (un paio d’anni), ho già realizzato ben 8 #traveldreams (QUI la lista dell’anno scorso) e non ho certo intenzione di fermarmi! Anche nel 2016 infatti sono riuscita a girare parecchio, sempre contando solo sulle mie forze, sulla mia passione smisurata e sulla mia famiglia che mi sostiene sempre da lontano (e a volte parte con me!). In febbraio sono stata con mia mamma a Riga e Tallin, in marzo sono tornata per l’ennesima volta a Parigi – rivedendo anche una carissima amica -, a maggio sono tornata ad esplorare Amsterdam per la seconda volta, a giugno ho rivisto con piacere Venezia e Burano con una cara amica e ho fatto uno splendido on the road in Provenza a caccia di lavanda, ad agosto ho fatto una puntatina a Copenaghen (per la seconda volta) e dieci splendidi giorni in Islanda, a ottobre un weekend lungo tra Lazio e Toscana e a dicembre finalmente uno dei veri e propri #traveldreams, quelli più attesi, sognati e radicati nel cuore: l’Iran. Per non citare i viaggi di un giorno in Italia: Ivrea e dintorni, il Forte di Bard con le sue belle mostre, il Castello di Pralormo, Bologna e la solita Milano.

Ma nuove mete mi aspettano, e come l’anno scorso le ho divise tra quelle già praticamente certe e quelle che rientrano nella categoria “sogni nel cassetto da realizzare”. Tanto lo so che prima o poi qualcuno di quelli esce dal cassetto e diventa realtà…. e io non vedo l’ora. 

CHEFCHAOUEN e FEZ – MAROCCO 

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Chefchaouen e Fez sono due mete già in programma per il mese di marzo. La prima è un sogno che avevo da tempo (era già nella lista 2015!) e la seconda è un gradito ritorno a distanza di 7 anni dal mio ultimo viaggio in Marocco. Che belli, a volte, i ritorni.

TEL AVIV E GERUSALEMME

Questo viaggio è già in programma, salvo imprevisti dovuti alla situazione politica, con amici e familiari nel mese di agosto. E io non vedo l’ora. Un altro sogno che si avvera, e l’idea di esplorare la Terra Santa con persone del luogo mi riempie di gioia.

GIORDANIA

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Questo è un sogno che ho da secoli, e andando in Israele mi piacerebbe moltissimo aggiungere una settimana nella vicina Giordania. Vedremo come si evolveranno una serie di situazioni ma io a Petra ci devo assolutamente andare prima o poi!

INDIA DEL SUD

Questo viaggio è già in programma per dicembre 2017. Ovviamente non abbiamo ancora i voli ma salvo imprevisti l’idea è di andarci con la mia famiglia ed è già molto concreta pur essendo in largo anticipo. Anche perché viste le peripezie della scorsa volta (Rajasthan e India del Nord) è meglio partire con largo anticipo per organizzare!

STOCCOLMA

Altra meta a lungo sognata che quest’anno, a giugno, dovrebbe diventare realtà in un bellissimo viaggio “madre&figlia”! 

UZBEKISTAN

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Qui iniziano i sogni, non perché irrealizzabili, anzi, ma perchè sono quelle mete che al momento non sono ancora in programma in maniera concreta, per quanto saranno i primi paesi che sceglierò di visitare in caso di partenza 😉 E comincio con un grande sogno, l’Uzbekistan con Samarcanda, la Via della Seta e le splendide cupole azzurre. Un sogno che mi porto dietro fin dalla prima lista dei #traveldreams….

HONG KONG E SINGAPORE

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A volte bisogna perdersi per ritrovarsi. Da soli. E dopo aver visitato da sola sia New York che Londra che Bangkok, mi ci vedo a girare per qualche altra megalopoli asiatica in solitaria, con una guida in una mano e la macchina fotografica nell’altra.

SERBIA, MONTENEGRO E BOSNIA ERZEGOVINA

Li abbiamo a due passi e non ne sappiamo quasi nulla. Io quest’anno vorrei colmare questa lacuna e fare un bel giro on the road alla scoperta di bellezze meno turistiche ma non per questo meno affascinanti.

SVEZIA, NORVEGIA E FINLANDIA

Non l’avrei mai detto, mi sono sempre sentita più a mio agio in un souk polveroso e rumoroso che nelle casette stile Ikea, ma l’Islanda ha fatto il miracolo: mi sono innamorata anche del nord! E se penso ad un bel modo per trascorrere qualche settimana in estate, mi vengono subito in mente la natura incontaminata, il fresco, i paesaggi mozzafiato e i tramonti rosa del Nord Europa. Vedremo…

AZERBAIJAN, GEORGIA E ARMENIA

Altro On the road che mi piacerebbe realizzare quest’anno con un bel gruppo di amici. Ho grandi curiosità su questa parte di mondo e non vedo l’ora di esplorarla! 

Ok, direi che ho già ampiamente sforato la classica TOP 5 quindi mi fermo qui ma ovviamente la mia lista è molto più lunga, mi basta chiudere gli occhi un istante ed ecco comparire anche Indonesia, Argentina, Giappone, Giamaica, Sudafrica, Namibia, Messico, Cuba…. arghhhhh!

E voi dove vorreste assolutamente andare nel 2017?

 

INSTA IRAN – E LE PRIME CONSIDERAZIONI

4 aerei, 3 VIP bus, 1 auto privata, tantissimi taxi e diversi giri a piedi, per un totale di circa 2000 km a zonzo per l’Iran. Un viaggio iniziato mesi fa, con una semplice foto della Moschea di Shiraz scovata online. Poi altri viaggi, altre mete e la difficoltà a trovare il momento e la compagnia adatti per questa avventura che si era attaccata alla mia anima ed era decisa a non staccarsi fino al compimento del progetto. E finalmente, dopo mesi in cui il battito del mio cuore scandiva la parola “Iran”, è arrivato il momento di salire sul volo per Teheran. In testa tanta confusione, nel cuore tantissima emozione. Perchè io il mio cuore lo ascolto sempre. A dispetto di tutti quelli che me l’hanno sconsigliato, che mi hanno criticato e che mi hanno pure riso in faccia. E comunque, di solito ho ragione io 😉 

Ho trovato ad aspettarmi un paese forse contraddittorio ma accogliente, pieno di monumenti spettacolari, di mercati colorati, di moschee mozzafiato e di persone meravigliose. Di gente sempre pronta ad un “Welcome to Iran“, a un sorriso, a un invito a pranzo e ad offrire un consiglio, un’indicazione stradale, una posa per una foto o un pezzo di pane o di frutta. Di bambini che impennavano in bicicletta per farsi scattare una foto ricordo delle loro acrobazie. Di uomini con il volto segnato dal sole e dal vento, di quelli che la fatica lo sanno che cos’è eppure ridono con gli occhi. Di donne con il velo portato basso e il viso truccato, perchè a essere femminili non ci si rinuncia nemmeno se ti obbligano. Di studenti che se gli dici che ti piace il loro paese sollevano lo sguardo un po’ più fieri. E ammetto che faccio fatica a parlarne, a pochi giorni dal rientro, perchè sono quelle emozioni che se non le vivi non le capisci. Mi piace pensare che un bravo blogger con due foto e tre parole ben scritte sia in grado di portarvi lì, tra le strade trafficate di Teheran, tra i colori caleidoscopici della Moschea Rosa di Shiraz, tra le suggestive rovine di Persepoli, a spasso tra i vicoli polverosi di Yazd e a bocca aperta davanti alle cupole azzurre di Esfahan. E probabilmente dovrebbe essere così. Ma io non lo so se ci riesco. Perchè non posso passarvi gli odori, i rumori, i sorrisi, le preghiere sussurrate, le gomme da masticare alla banana e le strette di mano. Non riesco a spiegare con parole il senso di accoglienza, il sentirsi a casa in ogni momento e la gratitudine di cui si riempiva il mio cuore ogni giorno di più. Posso solo provarci, e prometto che lo farò, ma per ora vi lascio qualche InstaScatto sperando che le immagini possano riempire, almeno in parte, quel senso di profonda nostalgia che ho iniziato a sentire appena salita sull’aereo del ritorno e che ancora mi accompagna mentre torno alla routine di tutti i giorni con la consapevolezza che, ancora una volta, un pezzetto del mio cuore è rimasto là. E che è soltanto un arrivederci

Il Bazar di Teheran

All’interno del bazar c’è sempre anche la moschea. Teheran

Ho esplorato il Bazar di Teheran in lungo e in largo ma credo che questa per me resterà sempre la città dei melograni

Per le strade di Teheran

Shopping tra amiche al Bazaar di Shiraz

LA MERAVIGLIA

#inthemiddleofnowhere

Cosa fare assolutamente a Yazd? Perdersi.

Di porte verde smeraldo coperte da tappeti persiani bellissimi. Yazd è tutto questo e molto di più ❤️ #ihavethisthingwithdoors

Cartolina dalla bellissima piazza del complesso di Amir Chakhmagh, a Yazd

❤️

Sui tetti di Yazd, al tramonto.

”Esfahan è una di quei rari luoghi, come Atene o Roma, dove l’umanità trova comune sollievo” – Robert Byron

Yazd, Jame Mosquee

La Moschea Rosa di Shiraz

Instagram

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