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MY FIRST EXHIBIT

 

La scorsa settimana sono stata incasinatissima, tra l’altro come alcuni di voi già sapranno sono stata in vacanza nelle Fiandre (ve ne parlerò presto), ma questa è una di quelle notizie che non possono più aspettare: tre mie foto sono state selezionate per comparire in una mostra dedicata agli scatti realizzati con lo smartphone!!! La mostra, organizzata dal Maestro Nicola Bertoglio con portata nazionale, s’intitola IPHONEOGRAPHERS, è arrivata ormai alla sua III edizione e si sta svolgendo presso la prestigiosa Galleria d’Arte Accorsi di Torino. Io sono presente con tre scatti che mi stanno molto a cuore: un paesaggio innevato della mia Torino, una foto scattata nella Baia di Halong in Vietnam con due pescatori e una famiglia ritratta in India in sella ad una moto in.. cinque!
Inutile che vi dica quanto mi ha reso felice questa mostra: vedere per la prima volta le mie foto esposte su un muro, con il mio nome vicino e la gente che le commentava, mi ha emozionato tantissimo!PS: se passate da Torino da qui all’8 maggio e volete dare un’occhiata, trovate la galleria in via F.li Calandra 9 (in pieno centro) e l’ingresso è assolutamente gratuito.

 

 

 

 

 

 

 

INDIAN SHOPPING IS THE BEST!

 

A parte magneti e cartoline, che compro in ogni viaggio, in India ho davvero esagerato: tra me e mia mamma, non ci siamo risparmiate. Stoffe, argenti, spezie, te… non abbiamo badato a spese. Fotografare tutto era pressochè impossibile quindi vi lascio qualche foto random scattata quando ho svuotato la valigia e un piccolo (!) elenco della spesa…
– sciarpe in seta (almeno 4 per me + altre da regalare!)
– pashmina colorata in seta
– borsa a mano
– clutch luccicante in stoffa
– clutch in seta ricamata
– orecchini chandelier
– copri cuscini vari
– arazzo da parete
– te e spezie
– bangles di strass
– bracciali di legno e bracciali in metallo dipinto
– collana con turchesi e pietre
– kajal nero (con bindi in omaggio!)
– addobbi per l’albero di Natale in stoffa ricamata
– elefantini portafortuna
– scatoletta portabijoux in marmo lavorato
– borsetta patchwork
– braccialetti in carta lavorata a mano
– stoffa fucsia con pietre e ricami per realizzare una gonna
– orecchini con pietre preziose colorate (grazie mamma!)
– orecchini d’argento con turchesi
– palla di vetro con la neve (che compro in ogni viaggio)
Sicuramente c’è qualcos’altro che al momento non ricordo perchè avevamo davvero le valigie strapiene, e poi all’aeroporto vuoi non finire gli ultimi spiccioli comprando orecchini e bracciali? In realtà mi sono fatta prendere la mano perchè vicino al nostro gate c’era un negozio pazzesco e ho dovuto usare la carta di credito, ma vuol dire che gli ultimi spiccioli li terrò per ricordo….

 

 

 

 

 

 

INDIA TRAVEL DIARY # 3 – JAIPUR part. 2

Dopo la PRIMA PARTE del diario del mio viaggio in India, oggi vi riporto a Jaipur, la spettacolare città rosa capitale dello stato del Rajasthan. Il posto che più mi ha fatto innamorare durante tutta la vacanza; a partire dai palazzi rosa e dalla gente sorridente fino agli edifici che si specchiano nel lago e ai caotici mercati. Anche solo passeggiare per le strade qui è un’esperienza; se avete tempo però non perdetevi:
– AMER FORT, lo spettacolare Forte arrampicato sulle colline di Amber (vedi post precedente)
– JAL MAHAL, ovvero il meraviglioso palazzo costruito al centro del lago
– JANTAR MANTAR, l’osservatorio astronomico con una serie di interessantissime costruzioni atte a studiare il movimento degli astri e l’alternarsi di giorni e stagioni
– CITY PALACE, il complesso stupefacente di edifici e musei con i famosi muri rosati e con le imperdibili “Porte delle Quattro Stagioni”
– HAWAL MAHAL, il simbolico Palazzo dei Venti che appare in tutte le cartoline
– il BAZAR, uno dei più ricchi e colorati che io abbia mai visto
– lo STREET FOOD: rischiatevi una “vendetta di Montezuma” (anzi, del Moghul!) ma assaggiate almeno i dolci da strada… non ve ne pentirete!
In definitiva potete leggere migliaia di guide o di post sull’India, ma una volta arrivati mai come qui è valido il vecchio consiglio di mettere scarpe comode (ma non per questo meno fashion!) e camminare, camminare e camminare, con i sensi all’erta per non perdersi niente.
AUDREY TRAVEL TIPS: in India in molte città avere una guida locale è una necessità oggettiva: con un driver vi porterà in tutti i posti più meritevoli, in alcuni edifici vi farà saltare la coda perchè avrà già i biglietti d’ingresso e vi terrà fuori dalle zone più pericolose. Però assicuratevi di avere a disposizione anche del tempo libero: non esplorare Jaipur per proprio conto è un delitto! Piuttosto fatevi accompagnare alla Città Vecchia e poi datevi appuntamento per rientrare. E fate tantissimo shopping: se frugate tra le bancarelle troverete prezzi bassi e, in molti casi, qualità artigianale altissima!
WIFI: chi ama essere sempre connesso tenga presente che in India il wifi è a pagamento praticamente ovunque. Usate sempre le Rupie altrimenti vi faranno dei prezzi assurdi!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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INDIA TRAVEL DIARY # 2 – JAIPUR part. 1



Sicuramente negli 11 giorni trascorsi in India Jaipur è il luogo che mi ha colpito di più e in cui non vedo l’ora di tornare. La “Città Rosa” mi ha conquistata al primo sguardo e mi ha regalato alcune tra le esperienze più belle della mia vita. Fin dal primo momento in cui sono scesa dal pulmino, sono stata investita dal rumore dei clacson e del traffico, mentre con gli occhi sgranati guardavo una mucca che attraversava la strada incurante del caos attorno a lei e col naso all’insù percepivo un forte profumo di curry mescolato all’odore del vento caldo che soffiava quel giorno. Dopo questo primo impatto emozionante ci siamo diretti al Forte di Amber, una delle meraviglie del mondo moderno e di cui vi mostro le foto in questo post: dopo una strada tutta curve immersa nella vegetazione, ad un certo punto gli arbusti si aprono rivelando un lago sul fianco di una collina che ha sulla sommità una fortezza imponente e grandiosa che a sua volta si rispecchia nell’acqua. Un paesaggio perfettamente simmetrico tra cielo e lago e l’ennesima conferma, in quel preciso momento, del perchè, pur avendo timore di volare, ogni volta prendo un aereo e parto comunque: per l’emozione di quell’attimo esatto in cui vedi qualcosa di nuovo, sia esso un paesaggio naturale o una creazione dell’uomo, e sei grata per il solo fatto di essere lì ad ammirarne la bellezza, a vedere qualcosa di così lontano dal tuo quotidiano. 
Ho capito in fretta che l’India è fatta così: vedi un posto incredibile, ti stupisci, poi giri un angolo e vedi qualcosa di ancora più stupefacente. E così è stato anche ad Amber, dove dopo la vista mozzafiato ho provato la forte emozione di salire in cima alla collina a dorso di elefante (anche se in realtà odio che si sfruttino gli animali, ma ero come in una bolla in cui assaporavo qualsiasi cosa), mentre raccontavo al nostro “autista” che eravamo italiani e che io avevo studiato arte proprio per preservare i posti come quello. Dopo la visita al Forte siamo tornati in città e abbiamo visitato la parte più antica: se vi va di perdervi tra i vicoli affollati di persone e curiosare nei bazar coloratissimi… non perdetevi il prossimo post! 
  

















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INDIA TRAVEL DIARY # 1 – NEW DELHI


Con qualche settimana di ritardo, riesco finalmente a iniziare il mio diario di viaggio. New Delhi, città cosmopolita e internazionale, è il posto delle contraddizioni. Larghi viali alberati e ville sontuose immerse in parchi silenziosi si scontrano con gli edifici fatiscenti della città vecchia dove il rumore dei clacson è costante. Un’umanità variegata popola le strade facendo i lavori più disparati per mettere insieme il pranzo con la cena ma tutti con una dignità e una fierezza incredibili. Passeggiare per le strade affollate e rumorose è di per sè già un’esperienza di quelle che ti fanno capire che valeva la pena metterci 30 ore ad arrivare (ritardo cosmico del volo, non usate Air India a dicembre!). I monumenti che visitiamo sono ugualmente straordinari, nonostante la foschia che li avvolge: imponenti mausolei, siti archeologici, il Minareto che è insieme all’India Gate uno dei simboli della capitale, la Città Vecchia con il trafficato mercato, il Forte Rosso e la Moschea del Venerdì. Un’immersione totale, quasi di corsa (anche per recuperare il ritardo causato dal volo), nei colori, nei suoni e negli odori di una delle megalopoli del mondo orientale ricca di contrasti ma non per questo meno affascinante. 

AUDREY TRAVEL TIPS: la città è immensa anche se le principali cose da vedere sono tutte nella stessa zona. Perdetevi tra i vicoli anche senza una guida: occhi aperti come in qualsiasi grande città ma non fatevi spaventare dal dedalo di viuzze intricate. In generale gli indiani sono gentilissimi con i turisti e parlano tutti inglese. Per gli hotel chiedete a qualcuno che c’è già stato oppure ad una guida locale perchè alcuni sono sconsigliati in quanto probabili obiettivi di attentati. In India il terrorismo è quasi un business purtroppo, almeno secondo la nostra guida: mettono una bomba in un mercato e così si creano posti di lavoro perchè occorre aumentare le misure di sicurezza di hotel e monumenti. Inoltre la popolazione è talmente numerosa e variegata, anche a livello culturale/spirituale, che le tensioni covano finchè non esplodono. Mentre noi eravamo lì hanno messo una bomba a Bangalore. In linea generale il nord è più sicuro ma valgono sempre le regole di quando si visitano paesi così grandi e popolosi. 























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