Archivi mensili: gennaio 2012

“VOGLIO SCRIVERE PER VANITY FAIR”




READING
“Voglio scrivere per Vanity Fair”con Emma Travet
 conduce Simonetta Rho (giornalista Rai ed esperta di moda)

Mi sono bastate queste tre righe sulla bacheca FB per decidere che l’evento era di quelli da non perdere. Così, martedì scorso ero in prima fila al reading dedicato al romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair“: un pomeriggio bellissimo, allietato da musica, deliziosi gadget, discorsi su libri, lavori (ahimè) precari ma anche moda e stile. 

Il romanzo è un libro uscito nel 2009 che però, grazie alla sua spumeggiante autrice, è ancora sugli scaffali delle librerie (e nelle case di sempre più ragazze). La storia è semplice ma non banale, una vera full-immersion nella vita di Emma Travet, giovane giornalista precaria che cerca di vivere questi tempi difficili con stile, senza rinunciare ai piaceri della vita. “Precaria sì, ma con stile” è il suo motto. 


UN ASSAGGIO DAL I CAPITOLO:
Io, invece, sono una sfigata giornalista pubblicista di
ventisei anni.
I miei sogni di gloria si sono subito infranti contro la
cravatta di Paperino indossata da Mr Vintage, il giorno
in cui ho firmato il contratto da co.co.pro. (collaborazione
coordinata a progetto. Cioè: “Complimenti, ti stiamo
prendendo in giro con il tuo consenso, ti spremeremo
finché ci sarai utile e poi ti lasceremo a casa, senza indennità
di disoccupazione, maternità, contributi. E nel caso
non ti andasse bene il contratto non c’è problema, chiameremo
un altro sfigato come te, tanto la fila è lunga”).
In sintesi: 699 euro (netti) al mese, per quaranta ore
settimanali, straordinari e ferie esclusi, un misero tetto
per i rimborsi.
Mentre stavo per firmare ho pensato che avrei guadagnato
di più a fare la cassiera al supermercato. Magari mi
avrebbero dato un part time, con un contratto a tempo
indeterminato, tredicesima, ferie pagate e tempo libero
da dedicare allo scrivere. (…)
Ma ho firmato lo stesso, con la speranza che in futuro
la faccenda sarebbe cambiata.
Sono trascorsi due anni e tutto è come prima.
Solo il costo della vita è aumentato.”


Dietro Emma T e le sue (dis)avventure c’è Erica Vagliengo, giornalista pubblicista, capo redattrice del mensile free press Lookout magazine e collaboratrice di Oggi7 e donnareporter.com. Adora lasciare tracce su internet, prendere appunti sul Moleskine, la torta Zurigo, il panettone Galup, collezionare borsette, l’arte contemporanea, abiti e accessori second hand, New York e il caffè macchiato rigorosamente italiano. 
Da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf; ora che è diventata grande ha scritto un libro con lo pseudonimo di Emma Travet e sogna di regalarsi una Pekaboo color ginger. 
Prima ancora di dar vita al libro, l’intraprendente Emma/Erica ha lanciato su internet l’innovativo progetto “emmat”: self-marketing legato al romanzo e supportato da partecipazioni a mostre, eventi vari e interviste in radio e tv. Originali anche la grafica e il merchandising, ispirati agli accessori che la protagonista indossa e stampati su spille, specchietti da borsetta, burrocacao, portachiavi. Gli adesivi di Emma Travet sono stati fotografati dai suoi fan un po’ dovunque nel mondo. Il suo mondo è su www.emmatravet.it


Ma per voi miei adorati lettori non finisce qui. E’ in arrivo infatti un post a sopresa dedicato al mondo di Emma: altre foto, un’intervista esclusiva sul libro ma anche su stile e moda e infine il mio PRIMO GIVEAWAY, che vi consentirà di vivere il mondo di EmmaT da protagonisti. Quindi, restate collegati, grandi novità sono in arrivo solo per voi!!!














Ecco una piccola anteprima del GIVEAWAY… curiosi?? Vi aspetto!!!



IT BAGS




Una borsa è per sempre. Soprattutto se griffata. Ma ci sono alcuni istanti in cui una ha più appeal di altre, e ti sembra di vederla dappertutto. E questo la promuove ad IT BAG, icona delle icone, borsa del momento, che vedi al braccio di blogger, celebrity e ragazze stilosissime. Ognuna la interpreta a modo suo. Non importa il prezzo o il colore. Quel che conta, è averla.  
Ecco alcune delle it bag del (mio) momento. 
Lasciatevi ispirare.


ZARA PAILLETTES CLUTCH










CELINE BOSTON BAG













CHANEL 2.55











BIRKIN HERMES









E a proposito di Birkin, è in arrivo il primo GUEST POST di Audrey In Wonderland….
per ora vi dico solo che una certa ragazza con la valigia ha temporaneamente sostituito il trolley da viaggio con una birkin color ghiaccio…. Curiosi??? Stay tuned!



27/01/1945 – 27/01/2012





Non mi interessa la retorica, non è nel mio stile, ma per me il Giorno della Memoria da qualche anno a questa parte ha un significato particolare. E’ così da quando ho avuto il privilegio di partecipare al “Treno della Memoria” e visitare il campo di lavoro di Auschwitz I ed il campo di sterminio Auschwitz II – Birkenau. Da quel giorno qualcosa in me è cambiato. Ognuno può vivere questa data come meglio ritiene, può anche ignorarla casomai, ma io la dedico a ricordare la sensazioni provate in quel viaggio, che mi porterò dentro per sempre. Proprio per non esser retorica, invece di descriverle provo a condividerle con voi come faccio spesso, ovvero attraverso le mie foto. Che ne pensate? Mi piacerebbe un vostro parere, sulle immagini ma anche su questa ricorrenza. E domani, promesso, si torna a parlare di borse 🙂





























































MY NEW YORK PHOTOS ON LOOKOUT MAGAZINE




Come anticipato qualche settimana fa, dopo le mie foto sul blog NUOK, è la volta del mensile free press LOOKOUT MAGAZINE. Infatti, nel numero di dicembre 2011 alcune mie foto newyorkesi sono state scelte per corredare l’articolo dedicato al grande stilista Marc Jacobs e ai suoi spettacolari negozi del Village.
Inutile dirvi quanto la cosa mi abbia resa felice! Se non siete di Torino non è semplice recuperare una copia del magazine, ma potete comunque sbirciare la RIVISTA ONLINE!!








Ed ecco due dei gioiellini portati a casa con pochi dollari…. specchietto a cuore e 
penna -rossetto. Che ne dite?





“21” IS THE SECRET





Oggi per puro caso sono saltate fuori alcune delle foto che ho scattato a New York; aggiungete il fatto che siamo al 21 di gennaio, ed ecco che mi è venuto in mente un post in cui è proprio il 21 il protagonista. O meglio, i protagonisti sono due negozi newyorkesi davvero imperdibili per chi si trova a passare nella Grande Mela: CENTURY 21 e FOREVER 21.








FOREVER 21

Sullo stile di altri megastore tipo Topshop, questo immenso negozio pluripiano è un vero paradiso per chi ama lo shopping low cost. Il posto ideale dove trovare gli orecchini con le piume, il bracciale di tendenza, il vestitino per la festa, la borsa scamosciata uguale a quella di Kate Moss… il tutto a prezzi irrisori. Il più famoso è sulla Broadway, al 568. Impossibile uscirne a mani vuote.







   











CENTURY 21

Lo definiscono “il segreto meglio custodito di NY”, ma in realtà tutti lo conoscono. E come potrebbe essere diversamente? Nella zona del World Trade Center, questo chiccoso palazzo custodisce migliaia e migliaia di abiti e accessori d’alta moda a prezzi stile Zara. Ok, un Versace è sempre un Versace, ma se è il vostro sogno qui potete realizzarlo con meno della metà dei soldi che ci vorrebbero altrove. Imperdibili gli accessori, la cui varietà è stupefacente e gli sconti del 70% permettono di uscire con mille sacchettini bianchi rossi e neri che nascondono pezzi da boutique, ma senza i relativi sensi di colpa!













E voi ci siete già stati in questi negozi? Prima o poi vi farò vedere i meravigliosi affari che ho fatto quest’estate, per ora vi dico solo 70% e Marc Jacobs, Emilio Pucci e Moschino…. stay tuned!



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  • Cose belle da fare una volta nella vita visitare Procida
  • Non  sempre tutto bianco o tutto nero esiste anche
  • Adoro viaggiare Non potendo partire spesso quanto vorrei ho imparato
  • Oggi cos con il corpo sono al lavoro e con
  • Blue Christmas  e anche un po pink waitingforchristmas christmas
  • A Torino siamo pronti  lucidartista waitingforchristmas christmas christmasdecor viapo
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  • Buonanotte cos con la bellezza dellattesa Perch non voglio mai
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