Archivi mensili: marzo 2015

INDIA TRAVEL DIARY # 3 – JAIPUR part. 2

Dopo la PRIMA PARTE del diario del mio viaggio in India, oggi vi riporto a Jaipur, la spettacolare città rosa capitale dello stato del Rajasthan. Il posto che più mi ha fatto innamorare durante tutta la vacanza; a partire dai palazzi rosa e dalla gente sorridente fino agli edifici che si specchiano nel lago e ai caotici mercati. Anche solo passeggiare per le strade qui è un’esperienza; se avete tempo però non perdetevi:
– AMER FORT, lo spettacolare Forte arrampicato sulle colline di Amber (vedi post precedente)
– JAL MAHAL, ovvero il meraviglioso palazzo costruito al centro del lago
– JANTAR MANTAR, l’osservatorio astronomico con una serie di interessantissime costruzioni atte a studiare il movimento degli astri e l’alternarsi di giorni e stagioni
– CITY PALACE, il complesso stupefacente di edifici e musei con i famosi muri rosati e con le imperdibili “Porte delle Quattro Stagioni”
– HAWAL MAHAL, il simbolico Palazzo dei Venti che appare in tutte le cartoline
– il BAZAR, uno dei più ricchi e colorati che io abbia mai visto
– lo STREET FOOD: rischiatevi una “vendetta di Montezuma” (anzi, del Moghul!) ma assaggiate almeno i dolci da strada… non ve ne pentirete!
In definitiva potete leggere migliaia di guide o di post sull’India, ma una volta arrivati mai come qui è valido il vecchio consiglio di mettere scarpe comode (ma non per questo meno fashion!) e camminare, camminare e camminare, con i sensi all’erta per non perdersi niente.
AUDREY TRAVEL TIPS: in India in molte città avere una guida locale è una necessità oggettiva: con un driver vi porterà in tutti i posti più meritevoli, in alcuni edifici vi farà saltare la coda perchè avrà già i biglietti d’ingresso e vi terrà fuori dalle zone più pericolose. Però assicuratevi di avere a disposizione anche del tempo libero: non esplorare Jaipur per proprio conto è un delitto! Piuttosto fatevi accompagnare alla Città Vecchia e poi datevi appuntamento per rientrare. E fate tantissimo shopping: se frugate tra le bancarelle troverete prezzi bassi e, in molti casi, qualità artigianale altissima!
WIFI: chi ama essere sempre connesso tenga presente che in India il wifi è a pagamento praticamente ovunque. Usate sempre le Rupie altrimenti vi faranno dei prezzi assurdi!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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PHOTO WALL


Idee, spunti e ispirazioni del lunedì. Per chi come me non solo ama scattare foto ma anche averle sempre sotto gli occhi. Che siano foto di viaggio, come nel mio caso, o ritratti delle persone che amate, ecco qualche idea al volo per pareti originali e personalizzabili. Non so voi, ma io sto andando a fare incetta di cornici….









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DADDY

“Non mi ha mai detto come vivere: ha semplicemente vissuto e ha lasciato che lo osservassi.” 
Clarence Budington Kelland
A te che mi hai aspettato quando ero piccola e anche un po’ quando ero più grande, fuori dai locali per non farmi tornare a casa in due in motorino. 
A te che c’eri solo la domenica ma anche se eri esausto mi portavi a spalle.
A te che mi hai insegnato a giocare a scacchi a 6 anni e alle nostre sfide (che io in fondo in fondo lo so che con la coda dell’occhio guardavi anche la partita).
A te che mi portavi a vedere “Schindler’s List” mentre gli altri andavano a vedere i cartoni.
Ai chilometri che abbiamo macinato tra le sale del Louvre, ai gradini che abbiamo salito per vedere dall’alto una città nuova e all’isola d’Elba e alla Toscana, che se ci ripenso mi sembra che fosse quella cosa lì, essere felici. 
Alle partite di pallavolo, alla casa delle Barbie che mi hai fatto tu e alle migliaia di patatine che hai fritto.
Alla musica che suonavi e io ascoltavo di nascosto e a quella che ascoltiamo insieme in macchina o a teatro. 
Alla tua copia di “Sandokan” che mi ha fatto credere per almeno un mese che da grande avrei fatto il pirata (o, alla peggio, la scrittrice).
Ai mondi che abbiamo visto insieme e a quelli di cui mi hai raccontato, anche senza averli visti.
Ai miei amici che ti conoscono e un secondo dopo sono già lì a farmi i complimenti per come sei.
A quelle volte allo stadio che mi hai tirato fuori dai casini mentre volavano bottiglie. 
A quel giorno a Varanasi mentre il sole sorgeva sul Gange. 
A tutte le volte che ho avuto un incidente e tu arrivavi.
Al mio cane nero che adesso è diventato il tuo. 
A quando mi hai detto che al bar ti hanno fatto i complimenti per le mie foto. 
Alle lezioni di guida e a quanto ci siamo odiati quando dovevo fare il parcheggio in retro.  
Ai nostri dischi di Jimi Hendrix. 
Al pic nic al lago e alla bottiglia di prosecco che hai portato apposta per me. 
Al divano che ancora oggi mi cedi quando torno a casa.
Ai momenti che ci siamo capiti anche senza parole. 
A quelli in cui non ci siamo capiti nemmeno dopo mille parole. 
Perchè comunque vada prima o poi ci vediamo a casa. 
Perchè mi hai insegnato ad accettare con serenità le cose che non posso cambiare, a trovare il coraggio di modificare quelle che posso e soprattutto a capire dove sta la differenza.
 
AUGURI PAPA’. 
 
 

SPRING CRAVING

SPRING CRAVING

Primavera nell’aria per me fa rima con voglia di novità. E di shopping, fondamentalmente. Al momento soprattutto virtuale, dato che ho appena preso i biglietti per un nuovo, piccolo viaggio. Ma presto mi scatenerò! In wishlist al momento ci sono un abito super colorato. una tracollina chic, trucchi e profumi come se piovesse, u paio di orecchini Chanel, bijoux di strass o di sapore etnico, le All Star rosa che voglio da una vita e, da amante del cinema, un anello super cool. E voi cosa vi comprerete questa primavera? 


DETAILS



PS: una prova a risparmiare e subito la tentano. Domani sera infatti sarò all’OUTLET di VICOLUNGO per un evento dedicato allo shopping e che magari, se siete in zona, può interessarvi: dalle 18.30 alle 22 ci sarà, nei negozi aderenti, un ulteriore sconto del 50% sul prezzo outlet su tutte le nuove collezioni!!
Un’esclusiva serata di shopping, con spettacolari live show e happy hour.
Trovate i dettagli QUI. Che dite, ci si vede là? 


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BOOKS FOR BREAKFAST # 13 – COME UN RICORDO CHE UCCIDE



COME UN RICORDO CHE UCCIDE
Sabine Durrant
Sperling & Kupfer

Sul ciglio di una strada, una donna stringe tra le mani un mazzo di fiori azzurri. E il giorno di San Valentino, ma ad attenderla non c’è un appuntamento romantico. E trascorso un anno esatto dalla morte di suo marito, e quei fiori sono destinati al luogo in cui l’uomo ha perso la vita. Ma quando arriva al punto in cui è avvenuto il tragico incidente d’auto, Lizzie trova legato all’albero un altro mazzo di fiori. C’è anche un biglietto, con un cuore disegnato: è firmato da una donna e dedicato a un uomo che si chiamava Zach. Come suo marito. Il tentativo di illudersi e credere a una coincidenza dura lo spazio di un istante. Poi, la verità la colpisce come uno schiaffo in pieno viso. Lizzie pensava di sapere tutto dell’uomo che amava, non aveva mai sospettato che le nascondesse qualcosa. Adesso, ogni singolo ricordo cui sperava di aggrapparsi, per conservare nella memoria almeno i momenti felici, è sporcato dal dubbio, e la menzogna distorce i contorni del passato. Mentre il presente si colora di paura: Lizzie inizia ad avvertire la presenza di Zach ovunque, come un’ombra sinistra, come un conto lasciato in sospeso. E normale, le dicono tutti; è naturale sentire ancora vicino la persona amata, dopo averla persa. Nessuno, però, ha idea di cosa fosse davvero capace Zach, di quanto male abbia fatto a Lizzie. Né di quanto male possa ancora farle. E ora Lizzie sta per scoprirlo sulla sua pelle.

Io adoro i gialli e i misteri, per cui questo libro mi era sembrato promettente. In realtà, la storia è banale e di misterioso c’è ben poco. Purtroppo, a seguito del grande successo del film con Ben Affleck “L’amore bugiardo” (e prima ancora del libro di Gyllian Flinn da cui è tratto), sono stati pubblicati diversi “thriller” solo perchè, dal momento che i protagonisti sono marito e moglie con qualche scheletro nell’armadio, il marketing ci va a nozze (giustappunto). A me l’originale della Flynn era piaciuto molto, ma queste sterili brutte copie sono francamente inutili. L’unica cosa interessante del libro è l’indagine psicologica che l’autrice fa dei personaggi e più in generale della mente umana e delle sue aberrazioni più o meno oscure… per il resto, è un giallino con qualche paragrafo incalzante ma per la maggior parte banalissimo. Fino all’ultimo speri in qualche colpo di scena che però non arriva mai quindi quando chiudi il libro l’unica cosa che ti rimane è la sensazione che avresti potuto spendere meglio quei 15 e rotti euro…


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  • Cose belle da fare una volta nella vita visitare Procida
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