Archivi mensili: luglio 2015

La VALIGIA PERFETTA

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Io ho iniziato a viaggiare fin da piccolissima, prima con i miei genitori poi con gli amici e a volte anche da sola. A 9 anni prendevo per la prima volta un aereo da sola. A 16 avevo un fidanzato che viveva in città e ogni weekend partivo con il pullman per andare a trovarlo. Poi ci sono stati gli anni del Università e dei viaggi con le amiche o con i fidanzati. Costante di tutta la mia vita? La valigia. Quindi mi reputo quasi un’esperta 😉

Per questo motivo, e anche per il fatto che per me preparare la valigia è un vero e proprio rito che fa parte del viaggio, vi ho preparato una serie di “valigie virtuali” a cui potete ispirarvi per creare la vostra, in base alla meta delle vostre vacanze. Enjoy!

MIAMI

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La valigia ideale per una città come Miami è fatta di piccoli pezzi che non si stirano e si possono combinare tra di loro. Shorts di jeans, prendisole e gonnelline stampate. Costumi fantasia da usare anche come top, infradito da spiaggia e gioielli appariscenti. Indispensabile il tocco di griffe: perfette le rock stud di Valentino e, come tocco di classe, una maxi bag lussuosa da usare dalla spiaggia all’aperitivo.

 

MARRAKECH

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Marrakech è il regno dei colori: vivaci, allegri e vibranti. Se la vostra meta è il Nord Africa, preparatevi a scattare foto coloratissime e a fare shopping nei souk. Per portarvi avanti, riempite la valigia con abiti stampati, scarpe di corda e gioielli a base dorata. Bluse, costumi e pochette dovranno essere nel mood, e non dimenticate una borsa da giorno capiente per tutto lo shopping che farete! 

 

SICILIA

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Se quest’anno restate in Italia, magari raggiungendo la bella Sicilia, la vostra parola d’ordine sarà “chic”. Abitini che ricordano le maioliche, borsette spiritose e top ricoperti di limoni saranno i vostri passepartout. Bikini colorati e sandali rigorosamente piatti saranno immancabili per avere un’allure da diva. E per lo shopping o le gite in costiera, infilate in valigia un abbinamento sporty-chic composto da pantaloncini classy e top in seta. Ancora indecise? Pensate all’ultima collezione di D&G. E poi fate la valigia di conseguenza. 

 

THAILANDIA

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Per chi attraversa mezzo mondo per le ferie, la regola principale è una sola: abiti freschi perchè fa un caldo allucinante! E ve lo dico per esperienza personale 😉 Pantapalazzo stampati, gonnelline in cotone, prendisole e abitini freschi saranno la vostra divisa sia che andiate in spiaggia sia che passiate la giornata a visitare templi e monumenti. Gioielli che non si rovinano con il caldo e trucchi waterproof completeranno il vostro bagaglio, così come scarpe comode, occhiali da sole e cappello per le ore più calde!

 

NEW YORK

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Per chi ha scelto come meta New York, o comunque una grande metropoli, la regola è vestirsi a strati: infatti, per strada fa caldo ma nei negozi e nei musei c’è l’aria condizionata a palla! Perfetti quindi abitini fluidi oppure shorts e top, tenendo sempre a portata di mano un cardigan per coprirsi le spalle a necessita’: una giacca a kimono, magari con le frange, può essere un’idea per essere trendy ma coperti la sera o nei ristoranti. Scarpe basse per camminare di giorno e tacchi alti per sentirsi come Carrie la sera; anche per gli accessori, puntate su colori tenui oppure su un evergreen come l’argento. E poi la cosa più importante: una valigia vuota da riempire di shopping! 

 

MESSICO

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Se la vostra meta 2015 è una spiaggia super cool tipo Playa del Carmen, la valigia andrà fatta di conseguenza: accessori da mare trendy, bikini nelle mille sfumature dell’acqua, completini easy per le escursioni, e accessori all’insegna della comodità senza dimenticare una punta di glamour.

 

E per chi invece non parte, o come me deve aspettare fino all’autunno per le ferie? Ho pensato anche a voi e vi farò viaggiare… restando in poltrona! Come? Lo scoprirete in uno dei prossimi post, di cui per ora vi svelo solo il titolo: VIAGGIARE E’ IL MIO PECCATO! Stay tuned! 

 

VIETNAM DIARY # 8 – MAI CHAU

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Estate, tempo di partenze. Approfitto allora per cercare di finire il diario del mio viaggio in Vietnam dell’anno scorso (sono pessima, lo so) sperando possa essere utile a qualcuno che magari proprio quest’anno ha scelto questa terra incredibile come meta. 

Oggi vi porto a Mai Chau, un luogo particolarissimo situato in una valle incastonata tra le montagne nei pressi della capitale Hanoi. Si tratta di un agglomerato di piccoli villaggi abitati dai thai bianchi. Alcune zone sono più turistiche (è stato costruito anche un grande resort, seppur eco sostenibile) ma noi volevamo visitare quelle più autentiche: ci siamo quindi ritrovati a pranzare alla stessa tavola di una famiglia del posto, a parlare (con molte difficoltà linguistiche e una nipotina che traduceva in un inglese improbabile) con una signora che realizza in maniera tradizionale le sciarpe che poi vengono vendute ai turisti nelle altre zone, a scorrazzare in bicicletta con la figlia dei padroni della casa in cui abbiamo mangiato. Volendo ci si può anche fermare a dormire. Le case tipiche sono palafitte in quanto fino a pochi decenni fa la zona era infestata dalle bestie feroci, pertanto era necessario vivere in alto per proteggere persone e viveri. Le abitazioni più moderne sono in basso ma quelle più vecchie sono rialzate anche  di 3/4 metri. Esiste comunque sempre un dislivello rispetto al terreno perchè si tratta di una zona soggetta a piogge ed alluvioni; in ogni caso la vita si svolge prevalentemente all’aperto e in compagnia. In molte di queste costruzioni si può decidere di pernottare per pochissimi dollari, ovvio le condizioni sono spartane ma sarete accolti da persone gentilissime e sorridenti che si faranno in quattro per farvi star bene. Noi abbiamo fatto la visita in giornata ma se avete voglia di un paio di giorni di relax a contatto con gente sorridente, e rigorosamente senza wifi, fermatevi almeno una notte! Oltre ad ammirare il bellissimo paesaggio, costituito da villaggi, risaie e montagne calcaree sullo sfondo, potrete fare un ottimo shopping di prodotti locali per pochissimi dollari. Noi abbiamo fatto incetta di sciarpe e in un colpo solo abbiamo sistemato mamme, nonne, zie… 😉

Devo dire che Mai Chau ci ha conquistato al primo sguardo. Ancora poco turistica come meta, ti offre uno spaccato di quella che è la vita contadina in Vietnam. Gli animali girano liberi, le persone si conoscono tutte e accolgono con un sorriso eventuali forestieri, la tecnologia è pressochè inesistente e il mezzo di trasporto più usato è la bicicletta. Se spesso in Vietnam ci siamo sentiti un po’ troppo “turisti” per i nostri gusti (trovate tutti i racconti di viaggio con il tag “do you vietnam”), qui finalmente ci sembra di ritrovare un minimo di autenticità, di riuscire, anche se solo per poche ore, a toccare davvero l’anima profonda di questo paese così controverso ma anche così affascinante. 

AUDREY TRAVEL TIPS: da Hanoi a Mai Chau ci sono circa 140 km, il che per il Vietnam vuol dire un viaggio di almeno 3 ore! Mentre arrivate, appena inizia la discesa (dopo km e km di salita!), troverete sulla sinistra un “bar” dotato di comodissime amache: fermatevi per un break e fate qualche passo a piedi scendendo lungo la strada se volete raggiungere un punto panoramico per un bello scatto dall’alto! 

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7 IDEE PER UN MATRIMONIO ORIGINALE

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Una volta maggio era il mese dei matrimoni. Adesso non so perchè ma molti si sposano a luglio, tanto che io questo mese sto partecipando a più feste di nozze che a serate al cinema. Quindi sono nel pieno mood wedding, e ho scovato qualche idea sul web e alle feste a cui ho partecipato per dare al matrimonio un tocco originale. Vi propongo una gallery e qualche spunto, fatemi sapere cosa ne pensate!

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Un’idea che ho subito trovato carinissima, da grande amante di IG, è far partecipare tutti gli invitati dotati di smartphone al primo album di nozze non ufficiale degli sposi: basta creare (e comunicare a tutti in modo simpatico) un hastag personalizzato per la coppia et voilà, un album aggiornato in tempo reale! Così non solo per le prime foto non si dovranno più attendere mesi come una volta ma si potranno avere scatti da diversi punti di vista.

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Questa è un’idea che ho adorato e che rimbalzo agli sposi: un messaggio d’amore e di complicità nascosto in un posto che solo la coppia conosce: molto romantico!

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Un’idea carina per i momenti di “noia” a cui gli sposi, volenti o nolenti, ci sottopongono a volte. Far due chiacchiere servendosi uno stuzzichino magari originale è un modo diverso per ingannare il tempo.

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Per matrimoni giovani, allegri e informali: un “kit di benvenuto” con qualche oggettino simpatico che aiuti gli ospiti a entrare nel mood e a godersi appieno la giornata.

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Un’idea perfetta se avete amici/amiche amanti dei selfie: una postazione carina dove l’ospite diventa protagonista in prima persona e può scattarsi in autonomia una foto ricordo della giornata. Ovviamente la postazione va adeguata al contesto: per esempio, ad un matrimonio dal sapore indi ho trovato carinissimo il potersi scattare un selfie in uno dei popolari tuk tuk che fungono da taxi (realizzato homemade con un cartone e le tempere)!

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In Italia non l’ho quasi mai visto ma all’estero si usa spessissimo far firmare il libro degli ospiti. Un’idea alternativa per proporlo anche da noi? far firmare un oggetto per gli sposi molto caro o significativo. Per esempio, per chi ama viaggiare un bel mappamondo vintage potrebbe essere un’idea vincente!

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La giornata è finita ed è stata divertente ma anche stancante. Perchè allora non coccolare gli invitati con un piccolo spuntino da gustare durante il viaggio di ritorno? Io la trovo un’idea geniale! In fondo sposandosi si decide di prendersi cura per sempre di un’altra persona, e allora perchè non farlo almeno un pochino anche con gli ospiti?!

BOOKS FOR BREAKFAST # 17 – NESSUNO ESCLUSO

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NESSUNO ESCLUSO

M.J. ARLIDGE

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E’ notte e siamo alla periferia di Southampton, in una zona malfamata frequentata solo dai reietti della società: un uomo giace tra i rifiuti in una casa abbandonata, barbaramente ucciso. L’assassino gli ha strappato il cuore, che viene poi consegnato, in un macabro pacchetto, alla moglie e ai figli sconvolti. La vittima è un irreprensibile padre di famiglia: come e perché è finito in un posto del genere? Il caso è di quelli che fanno gola alla stampa, che fiuta lo scandalo, e fanno impazzire i detective: tutto fa pensare che si tratti di un serial killer e la conferma arriva poco dopo con il ritrovamento di un altro cadavere orribilmente mutilato. I media si scatenano, parlando di uno Jack lo Squartatore al contrario: un assassino che dà la caccia a uomini stimati e apparentemente irreprensibili con in realtà una doppia vita, una sorta di angelo vendicatore senza pietà. Per Helen Grace, ispettore della polizia di Southampton già incontrata in “Questa volta tocca a te” (primo libro della serie), è l’inizio di un incubo. A lei sono affidate le indagini, e nella sua corsa contro il tempo dovrà guardarsi non solo dalle trappole mortali di una mente perversa, ma anche da una giornalista ficcanaso e senza scrupoli, da un capo odioso che non vede l’ora di farla fuori e, soprattutto, dai fantasmi del passato. Spesso infatti è proprio il vissuto personale che emerge con prepotenza nel momento meno indicato e rischia di diventare il nostro peggiore nemico…

 

E’ un giallo che si divora come un film: veloce, accattivante, incalzante. L’ho letto in tre giorni perchè non vedevo l’ora di sapere come finiva la storia. Un altro punto a favore di questo libro, oltre allo stile rapido e coinvolgente, è proprio la protagonista: finalmente un personaggio con più difetti che pregi e con un lato oscuro che nessuno conosce ma che fa sì che lei sia effettivamente quella che è. Nessuna storia d’amore in sottofondo che distrae dall’indagine e fa credere che dietro ogni angolo ci sia un principe azzurro. Un libro a tratti crudo e freddo, che mostra una realtà altrettanto cruda, a tratti anche senza speranza, ma proprio per questo potente secondo me: perchè ci sono nel mondo anche posti bui e squallidi dove la notte è un po’ scura… 

 

INDIA TRAVEL DIARY # 4 – ON THE ROAD

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Una giornata per le strade dell’India. Quello che doveva essere uno spostamento di servizio diventa in realtà una vera e propria esperienza, non solo per i posti incredibili visitati durante il tragitto ma proprio per il tragitto in sè. Che le strade indiane siano pericolose e in condizioni pietose è risaputo, ma ammetto che, se si supera il terrore iniziale, un viaggio a bordo del pulmino può anche essere affascinante. Intanto, dal bus si gode di un punto privilegiato per osservare tutto ciò che ci circonda: auto scassate, camion colorati, cammelli che tirano calessi, donne con sari luccicanti, bambini che corrono, mucche, cani, motorini con sopra famiglie intere… Il segreto è concentrarsi su ciò che si può osservare dai lati del mezzo e non guardare assolutamente davanti, dove altri pulman, auto, camion e trattori vi verranno incontro a velocità sostenuta come se volessero fare di proposito un frontale! Alla fine sterzano sempre in tempo ma… meglio concentrarsi su altro 😉 Noi abbiamo guidato per ore attraverso le regioni del Rajasthan e dell’Uttar Pradesh, in direzione Agra, ed è stata un’avventura. Durante il percorso abbiamo fatto tre tappe:

ABHANERI: un micro villaggio in mezzo al nulla dove però è conservato in maniera incredibile il CHAND BAORI, un pozzo del VII secolo d.C. costruito su più livelli, addirittura 13. E’ uno dei più profondi dell’India e si chiama così in onore del suo costruttore, il re Chand, e dalla parola Baori che significa appunto pozzo. Il pozzo ha 3500 gradini che collegano i 13 piani fino a raggiungere, alla profondità di 30 m., l’acqua. Il livello dell’acqua saliva e scendeva in base al periodo dell’anno, ovviamente nei momenti di siccità il livello era più basso e bisognava scendere molto più in profondità. La leggenda narra che il pozzo fu costruito in una sola notte dagli spiriti.

BARATHPUR: qui ci fermiamo a pranzo in un palazzo moderno allestito come una residenza imperiale. Un fasto eccessivo e un lusso stridente con la povertà che c’è all’esterno. I tour includono spesso pranzi o cene in simili residenze ma noi l’abbiamo trovato veramente uno schiaffo alla miseria. Purtroppo anche questa è l’India. 

FATEHPUR SIKRI: la città fantasma. Un posto che mi ha conquistata subito. La costruzione della città iniziò nel 1570 ad opera del sovrano Akbar e il nome significa “città della vittoria”. Nel 1585 però Akbar e la corte decisero di trasferire la capitale a Lahore, secondo alcuni a causa della mancanza d’acqua, ma più probabilmente per essere più vicini all’esercito, quindi Fatehpur Sikri declinò rapidamente e venne abbandonata nel giro di pochi anni. Quello che si vede sono i resti, spettacolari, di quel periodo.

AUDREY TRAVEL TIPS: le distanze sono lunghe, le strade dissestate e i viaggi eterni. Ma non perdeteveli assolutamente.

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