Archivi mensili: settembre 2015

BOOKS FOR BREAKFAST #23 – LA STAGIONE DEGLI INNOCENTI

la stagione degli innocenti

LA STAGIONE DEGLI INNOCENTI

S. Bjork

Longanesi  

Finalmente un giallo che ti avvinghia alle pagine! La trama è intrigante: nel folto di una foresta norvegese immersa nel silenzio, un uomo a spasso col cane scopre il corpo di una bambina impiccata a un albero con al collo un cartello con scritto “io viaggio da sola”. La gravità del crimine spinge la polizia di Oslo a riaprire una speciale unità investigativa, la più efficace ma anche la più irregolare, e a richiamare in servizio il veterano Holger Munch. Sovrappeso, divorziato, solitario e appassionato di enigmi, Munch è un uomo all’apparenza gioviale che però dentro di sé nasconde un abisso. Ma è anche il secondo miglior investigatore della polizia norvegese. Il migliore in assoluto è la sua collaboratrice, Mia Krüger, e Munch sa di aver bisogno di lei per venire a capo di quel terribile enigma. Ma deve riuscire a convincerla a tornare in azione. Mia infatti sta attraversando il momento peggiore della sua vita. Eppure, anche nella più cupa disperazione, niente può fermare le sue capacità di intuizione. È lei a cogliere l’indizio che era sotto gli occhi di tutti e che nessuno ha visto, il segno più terrificante lasciato dal killer. Un segno che non lascia spazio a dubbi: questa vittima è soltanto la prima di una lunga serie. Solo Mia e Holger possono impedire che la fine dell’inverno diventi una strage di innocenti, soltanto loro possono fermare una mano omicida che presto colpirà molto molto vicino… 

Ho adorato questo giallo fin dalle prima righe. Adoro la capacità, tipica degli scrittori norvegesi, di coinvolgerti fin dall’inizio sia con personaggi ben caratterizzati, anche se sono solo di sfondo, sia con atmosfere tratteggiate perfettamente. La storia è cruda ma appassionante: si soffre per gli omicidi di bambine innocenti e si segue con trepidazione ogni mossa della polizia per trovare quanto prima il colpevole, tra colpi di scena e piste sbagliate. I protagonisti sono persone con pregi e difetti come potrebbe essere chiunque e questo contribuisce a far sì che si voglia proseguire nella lettura non solo per svelare il mistero ma anche per sapere se le le loro vite si metteranno mai sul binario giusto… Lo stile è scorrevole ma non piatto, il ritmo è in alcuni punti lento in altri serrato, alternanza che agevola la lettura. Anche l’avvicendarsi di scene e protagonisti dei singoli capitoli è molto interessante: diversamente da altri romanzi, qui non si segue un solo protagonista ma si alternano le vite di tutti i personaggi principali, e a volte pure quelle di personaggi secondari che però abbiamo comunque modo di conoscere almeno in parte, per entrare ancora di più nel racconto. Io ho avuto il privilegio di ricevere l’ebook dal gentilissimo Ufficio Stampa della Casa Editrice Longanesi (che ringrazio!) e vi dico solo che pur di proseguire la lettura anche quando non avevo il pc con me lo leggevo dal cellulare, seppur scritto in piccolo! Non posso quindi che consigliare questo bel giallo nordico e, se vi affezionerete a i personaggi come me, vi anticipo che l’inedita coppia investigativa Holger – Mia dovrebbe tornare in altri due libri, essendo questo il primo di una trilogia. E io non vedo l’ora.

 

AUDREY’S TIP: accompagnate questo libro con una tazza di te bollente mela e cannella. Un gusto speziato perfetto per trasportarvi con il suo profumo avvolgente nel freddo inverno norvegese, e contemporaneamente una dolcezza inaspettata e in netto contrasto con gli omicidi che avvengono tra le pagine di questo romanzo…

TRA LE RIGHE

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Una volta all’anno, solitamente in estate, qualche rivista o qualche sito ci dice che vanno di moda le righe. E in effetti la maglietta classica a righe è entrata tra i must have del guardaroba di qualsiasi fashionista che si rispetti. E’ facile da indossare e accessoriare e regala subito un’allure chic ad un outfit altrimenti banale. Ma finalmente anche la moda tra le righe sta cambiando: le cosiddette stripes stanno iniziando ad osare di più e fanno capolino su capi sui quali non eravamo così abituati a vederle. Cambiano forma, dimensioni e a volte anche colori. Appaiono su maxi e midi skirt, abitini asimmetrici, top preziosi, tute glam e magliette originali. Si coprono di paillettes o si vestono di trasparenze. Scoprono nuovi abbinamenti, magari a contrasto. Sovvertono proporzioni e esplorano nuovi tessuti. Personalmente è proprio questo che amo della moda: prendere un classico e attualizzarlo. Reinterpretare uno stile. Stravolgere le regole per poi ricomporle. Proporre idee e alternative. Essere creativi e saper personalizzare. Ecco una gallery di blogger che, secondo me, ci sono riuscite alla perfezione: che ne dite?

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BOOKS FOR BREAKFAST # 22 – LA TRAPPOLA

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LA TRAPPOLA

Melanie Raabe

Corbaccio

“Gli stringo la mano, sorrido. La via per uscire dalla paura passa attraverso la paura”

Autrice di bestseller, la trentottenne Linda Conrads è un mistero per i suoi fan e per la stampa. Da undici anni non mette piede fuori di casa, una bellissima villa isolata sul lago di Starnberg. Solo pochissime persone fidate sanno che dietro al successo straordinario della scrittrice si cela un terribile segreto. Infatti, molti anni prima, Linda, entrando in casa della sorella Anna, l’ha trovata riversa a terra, brutalmente assassinata e ha intravisto l’omicida che si dava alla fuga e che non è mai stato identificato. «Perché Anna è dovuta morire?» è la domanda che tormenta Linda ogni giorno, così come il volto dell’assassino tormenta ogni notte i suoi sogni. Finché un mattino, per puro caso, Linda riconosce in televisione il viso dell’assassino: è un giornalista di nome Victor Lenzen. E per la scrittrice incastrarlo diventa l’unica priorità. Per farlo si serve dell’unica arma che ha a disposizione, ovvero la sua capacità di scrivere: Linda scrive un giallo basato sulla morte della sorella e poi si mette in contatto con Victor per un’intervista…. Una trappola mortale ma, nel momento in cui sta per scattare, la realtà si capovolge, fatti e fantasie si mescolano e Linda non sa nemmeno più se l’uomo che ha di fronte è veramente il mostro che credeva… 

Finalmente un giallo che ti tiene incollata alle pagine! Ho divorato questo libro, ogni scusa era buona per cercare di leggere qualche pagina e sapere come proseguiva la storia. La scrittura è fluida ma elegante, l’idea di fondo è geniale e l’intreccio è coinvolgente. Il personaggio di Linda è molto ben tratteggiato e quasi sempre credibile, inoltre lo scavo psicologico è interessantissimo: l’autrice è molto brava a entrare nella mente della sua protagonista portando con sè anche il lettore. Bella l’idea di alternare i capitoli del libro a quelli del bestseller che Linda scrive per incastrare l’assassino della sorella: un libro nel libro, una scelta secondo me azzeccatissima. Calzante anche l’ambientazione: l’affascinante casa sulla collina, perfetta incarnazione della gabbia dorata da cui non puoi uscire se non cambiando qualcosa di te, il luogo ideato per tenere fuori il mondo reale, almeno finchè ciò sarà possibile…

In definitiva non posso che consigliare “La trappola” (e ringraziare tantissimo la casa editrice Corbaccio che mi ha permesso di leggerlo in ebook prima che arrivasse nelle librerie, il 10 settembre!): un giallo della mente, un thriller particolare, un raffinato gioco di incastri, di specchi e di capovolgimenti. Non dò il punteggio massimo solo perchè l’epilogo non è così “spiazzante” come promette la copertina ma questo non toglie assolutamente nulla a un libro che merita assolutamente di essere letto. 

AUDREY’S TIP: è il giallo perfetto per una domenica di pioggia a casa da soli, con una bella copertina e una tazza di tè nero al limone. E non permettete a nessuno di interrompervi…. lo odiereste! 😉

 

QUEI TRANQUILLI FINE SETTIMANA DI SETTEMBRE

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Il weekend, a meno che uno non sia costretto a lavorare, è sacro per tutti e si sa. Anche per me ovviamente, anche se ho dei fine settimana strani, formati da domenica e lunedì (per motivi lavorativi appunto). Lavorando anche il sabato, e poi magari uscendo la sera e facendo tardi, di solito arrivo al weekend stanchissima ma felice, e me lo godo appieno. Dopo due anni di fine settimana formati solo dalla domenica, l’idea di avere due giorni di fila liberi mi riempie di gioia. Sapere di avere davanti un mucchio di ore per fare quello che mi piace è bello sempre, ma a settembre ancora di più: qualunque sia il motivo, sono giorni che per me hanno il sapore della lentezza, dei libri, dei brunch, delle coccole e dei pensieri. Delle riviste sfogliate con noncuranza. Delle prime tazze di tè caldo. Del divano e delle serie tv preferite. Del rinnovo del guardaroba. Delle passeggiate in bicicletta e dei pancake mentre sei ancora in pigiama. Delle gite fuori porta, del profumo di legna bruciata e dei bicchieri di vino in compagnia. Di marmellate e torte di mele. Di gite in campagna e fiori di campo. Di risvegli lenti e dei primi soffici maglioncini. Del pizzo che non è più quello leggero e impalpabile ma si prepara all’autunno vestendosi di consistenze. Di passeggiate con il cane e pranzi in famiglia. Dei progetti, che sono tanti e trovano posto su fogli disordinati. Di propositi, perchè settembre “is the new january”. Di guide di viaggio e di idee di stile. Di appunti e agende e pranzi di lavoro e altre agende e altri appunti e altre tazze di te. Di partenze e ripartenze. Di pensieri da concretizzare. E, quest’anno di viaggi da intraprendere. Tanti, almeno 4. Alcuni dietro l’angolo altri dietro il mappamondo. Next stop: Venezia. Domani. Per questo mio strano fine settimana di settembre fatto di una domenica e di un lunedì. 

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PS: per aggiornamenti e foto in diretta da Venezia, mi trovate con l’hastag #AudreyInVenice

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DON’T BE LATE FOR DINNER! # 1 – CINQUE TERRE

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Chi ama viaggiare lo sa: un viaggio è un viaggio, che sia dietro l’angolo o dall’altra parte del mondo. Ogni scusa è buona per partire, macchina fotografica in una mano e Lonely Planet nell’altra (o anche solo taccuino con gli appunti!). Nasce quindi con questo post la mia rubrica DON’T BE LATE FOR DINNER! ovvero uno spazio dedicato a tutti i quei viaggi che si possono a fare in giornata, sia che si tratti di andare in treno in una città vicina sia che si prenda un aereo solo perchè costa poco e ti permette di farti, per esempio, una giornata a Parigi con i soldi di una cena in pizzeria o ancora si parta in auto o a piedi, anche all’ultimo momento. Ed è proprio quello che ho fatto con la mia famiglia, appassionata di viaggi (quasi) quanto me, un giorno di agosto: abbiamo preso la macchina e alle 10 eravamo alle Cinque Terre a fare colazione con la focaccia. Non ci tornavo da almeno 15 anni quindi per me rivederle con gli occhi non più di bambina è stato bellissimo. Le casette abbarbicate alla collina, i vicoli affollati di persone, i muri colorati, le barchette parcheggiate in piazza, la vegetazione verde e rigogliosa, l’azzurro del cielo che sprofonda nel blu del mare, il costante profumo di qualcosa di buono da assaggiare, la sensazione del sole caldo sulla pelle e il chiacchiericcio dei turisti in cerca di estate. Questo per me sono le Cinque Terre, questi 5 paesini incantevoli sospesi tra il mare e la collina quasi a volerci ricordare che è proprio lì, dove si fondono gli elementi, che accadono le cose più belle. 

DOVE E COME: siamo in Liguria, a qualche decina di km da La Spezia. I paesi sono, in ordine, Rio Maggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso (nei prossimi post vedrete le foto di ognuno!). Una volta erano tutti collegati da sentieri ma a causa di frane e alluvioni i percorsi tra Rio Maggiore e Manarola e poi tra Manarola e Corniglia non sono percorribili. Consigliato dunque il trenino che fa tappa in ogni paesino: con 4 euro si può acquistare un biglietto che dura 6 ore e vale per un’unica tratta (da est a ovest per capirci) salendo e scendendo tutte le volte che si vuole. Noi abbiamo fatto così: parcheggio dell’auto a Deiva Marina (a pagamento anche nei festivi) e treno diretto per la tappa più distante (circa 2 euro) ovvero Rio Maggiore. Da lì siamo andati in sequenza con il biglietto cumulativo: dopo Rio Maggiore c’è Manarola e poi ancora Corniglia. A Corniglia la stazione è in basso ma il paese è in alto quindi mettete in conto una bella salita su una scala a picco sul mare (panoramica, ma in pieno sole)! Da qui abbiamo raggiunto Vernazza a piedi: costo del sentiero 7 euro (un furto!) per un’ora e mezza di camminata abbastanza faticosa sulla costa della montagna. Vista molto bella ma un gran caldo e sentiero abbastanza sconnesso che ha messo alla prova gambe, piedi e ginocchia; alla fine però si è ripagati dalla vista di Vernazza dall’alto, con la sua lingua di terra che si srotola nel mare come la coda di un cane! Da Vernazza è possibile fare un altro sentiero oppure prendere il treno per raggiungere ancora Monterosso, dipende da quanto, una volta arrivati qui, avete ancora voglia di camminare! 

AUDREY TRAVEL TIPS: fate in modo di trovarvi all’ora di pranzo a Manarola e andate al Nessun Dorma, un favoloso bar sulla costa della collina (sulla destra rispetto al paese) con tavolini e ombrelloni a picco sul mare e prezzi assolutamente onesti!

Se non c’è vento eccessivo (come quando sono andata io, solita fortuna!) spostatevi almeno una volta tra un paese e l’altro con la barca invece che con il treno: vedere le Cinque Terre dall’acqua è uno spettacolo nello spettacolo! 

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