Archivi Tag: books

BOOKS ARE MY LIFE






Io senza un libro non so stare. In ogni borsa ne ho almeno uno, quando parto un’intera valigia è dedicata ai libri, in palestra leggo sulla cyclette e a volte lo faccio anche camminando. Una mattinata in libreria è una mattinata felice per me. Compro tantissimi libri, ne leggo tantissimi e tantissimi ne ho che aspettano solo di essere letti. Un libro per me è un passatempo, una finestra sul mondo, un conforto. E’ un compagno di viaggio che non mi abbandona mai. Anni fa ho letto un libro piuttosto insipido sull’amore per la lettura, niente di che ma due frasi mi avevano colpito:


Quando sono seduta da sola nella mia stanza a leggere sono felice.

Qualunque cosa mi accada, avrò sempre bisogno di un buon libro.

LIBRI E AMORI A LOS ANGELES
J. KAUFMAN, K. MACK


Amo leggere e amo fissare per sempre alcuni passaggi dei libri per me significativi: fin da quando facevo le medie, su uno speciale diario annoto quelli che io chiamo “noccioli”, ovvero piccole frasi che mi colpiscono mentre leggo. Questo diario è una delle cose a cui tengo di più al mondo, e spesso in tempi di crisi mi è stato di conforto. Ecco alcune di quelle frasi. 






Perchè il voler bene non si compra, non si vende, non si impone con il coltello alla gola, nè si può evitare: il voler bene succede.

TERESA BATISTA STANCA DI GUERRA
J. Amado






Suonavamo perchè l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perchè la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era, e chi era. Suonavamo per farli ballare, perchè se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perchè è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede.

NOVECENTO
A. Baricco






A volte ho sognato che nel giorno del giudizio, quando i grandi condottieri, i grandi avvocati e statistisi faranno avanti per ricevere le loro ricompense – le corone, gli allori, i nomi indelebilmente incisi sui marmi imperituri – l’Onnipotente si rivolgerà a Pietro e gli dirà non senza un certa invidia nel vederci arrivare con i nostri libri sotto il braccio: “Vedi, questi non hanno bisogno di alcuna ricompensa. Qui non abbiamo nulla da offrirgli. Hanno amato leggere.”

ORE IN BIBLIOTECA E ALTRI SAGGI
W. Wolf







Scordare è più crudele che dimenticare: chi è dimenticato viene tolto dalla mente, chi è scordato viene tolto dal cuore.

IO SONO DI LEGNO
G. Carcasi







Era un cesto tradizionale del Botswana, con un disegno decorativo formato dall’intreccio.
“Questi piccoli segni sono lacrime” spiegò “la giraffa dona la lacrime alle donne e loro le intrecciano nei cesti”.
“Ma perchè la giraffa ha regalato le sue lacrime?”
La signora Ramotswe alzò le spalle; non ci aveva mai pensato.
“Immagino significhi che tutti possiamo dare qualcosa”.

LE LACRIME DELLA GIRAFFA
A. McCall Smith






‎”…. mi resi conto che Elizabeth era la prima amica che capiva com’ero fatto, e anche quella era una novità. E chiunque abbia avuto questo tipo di relazione con un’altra persona, anche se e’ durata solo 5 minuti, sa quanto e’ importante

SE TU MI VEDESSI ORA
C. Ahern







Sa qual è il bello dei cuori infranti?” domandò la bibliotecaria.
Scossi la testa.
“Che possono rompersi davvero soltanto una volta. Il resto sono graffi”.

IL GIOCO DELL’ANGELO
C. R. Zafòn







“Se sono in grado di camminare da sola, posso andare dove voglio”
UNDICI MINUTI
P. Coelho







“Lei è l’amore, Jordan. Quando lo trovi, da qualunque parte arrivi, accettalo come un dono e tienitelo ben stretto”.

NIENTE DI VERO TRANNE GLI OCCHI
G. Faletti







Pensavo a quanto le nostre vite erano state diverse in questi anni, e anche simili in fondo, due di due possibili percorsi iniziati dallo stesso bivio

DUE DI DUE
A. De Carlo







“Non credi nè nella religione, nè nell’istruzione, nè nella psichiatria – ricapitolai, alzando tre dita – C’è qualcosa in cui credi allora?” 
“Ma certo. (…) Credo che l’amore sia superiore all’odio. E che ci sia più nobiltà nel costruire una gabbia di polli che nel distruggere una cattedrale”.

L’ESTATE DEL SOLDATO TEDESCO
B. Greene  







Guardai il suo viso pulito, ansioso. Gli occhi più leali e pieni di affetto che avessi mai visto. Lei non era eccitante come Emma. Emma era un vino forte, Joyce un bicchiere d’acqua. Ma è l’acqua a mantenerci in vita.

GIOCO PERICOLOSO
R. Westall







Ma qui spesso parlo anche di moda, quindi come non citare l’abito e la borsetta “books inspired”?! 





Come dire, leggere non passa mai di moda!!!

 E a voi piace leggere? Quali sono le vostre citazioni del cuore o i libri di cui non potete fare a meno?




SOPHIE KINSELLA VS LAUREN WEISBERGER



 



  
Sophie Kinsella e Lauren Weisberger sono due scrittrici che, per i momenti di svago, mi piacciono molto. La Kinsella è universalmente conosciuta come l’ideatrice della saga umoristica di “I love shopping” e seguiti vari, mentre la Weisberger ha raggiunto la fama grazie a “Il diavolo veste Prada”. Entrambe scrivono libri leggeri ma non stupidi, che consentono di passare qualche ora spensierata e soprattutto di identificarsi con le protagoniste, imparando a ridere anche un po’ di se stesse e a sdrammatizzare. Quello che però voglio proporvi oggi non è un confronto tra i libri, bensì una sfida tra le due scrittrici: entrambe ruotano attorno al mondo della moda (Becky di “I love shopping” è una personal shopper, oltre che una compratrice compulsiva, mentre Andy lavora per “il diavolo vestito Prada” Miranda che altri non è che l’alter ego della temibile direttrice di Vogue Anna Wintour) e citano griffe famose praticamente ad ogni pagina…. Ma loro come si vestono? Hanno imparato qualcosa dalle loro protagoniste o, al contrario, vivono un rapporto con la moda molto più noioso? Sicuramente grazie ai guadagni stellari ottenuti con i loro libri possono permettersi qualsiasi abito, ma lo stile non si compra, quindi inizi la sfida e… che vinca la migliore!!



DAY
















Sophie Kinsella ama i vestiti, e si vede. Non solo attraverso il suo personaggio più popolare, ma anche attraverso il suo stile quotidiano, fatto di pezzi semplici ma non banali: abitini anni ’50 con stampe originali alternati a pezzi basic in colori scuri abbinati a un dettaglio più originale, come la stampa animalier oppure una gonna fantasia.















L’autrice de “Il diavolo veste Prada” non veste certo come le sue protagoniste! Infatti predilige outfits basic a base di jeans, canotte, maglioncini o al limite qualche blusa bon ton con stampa fantasia abbastanza classica. Si sarà stancata del mondo della moda dopo l’esperienza faticosa di Vogue? Ma è davvero possibile stancarsi della moda?? Quel che è certo è che dimostra poca fantasia, anche se sicuramente non sta male potrebbe osare un po’ di più.


VERDETTO: VINCE KINSELLA



 

NIGHT











Per la sera la Kinsella sfodera il suo lato glamour: per partecipare agli eventi e ai party sceglie abiti griffati e appariscenti. A differenza della sua Becky, però, a quanto pare è più attenta alle sue finanze: usa addirittura due volte le stesse scarpe!!












Agli eventi importanti la Weisberger cerca di osare un po’ di più, ma senza lasciarsi andare più di tanto: abitini a fiori oppure a righe, giusto per spezzare il monocolore del classico tubino nero, il cui unico vezzo è la scollatura profonda. In ogni caso sta molto bene, anche perchè il fisico che ha le permette di valorizzarsi con poco sforzo!


VERDETTO: PAREGGIO




BIJOUX





La Kinsella sceglie un gioiello vistoso ma originale, in perfetto contrasto con l’abito bon ton, in modo da creare un piacevole mix etnochic.






La Weisberger opta per una collana azzurra che valorizza i suoi colori e da’ un tocco di originalità al semplice golfino bianco.


VERDETTO: PAREGGIO



VERDETTO FINALE:

In definitiva, in maniera per me inaspettata, la shopaholica Kinsella batte 3 a 2 la glamour (solo sulla carta!) Weisberger! Ma per Lauren potrebbe esserci una possibilità di riscatto. Infatti, dal momento che dalle due opere principali delle nostre scrittrici è stato tratto un film, non resta che chiedersi: tra le eroine di celluloide Becky e Andy chi è più chic? Al prossimo post l’ardua sentenza….. vi aspetto!!!


THIS WEEK





Buon lunedì miei cari!! Il mio è iniziato con un po’ di baruffe in ufficio, ma niente più che ordinaria amministrazione, quando si è sotto evento come siamo noi adesso. Eccovi un po’ di proposte per la settimana in corso, poi mi farò un bel giro sui vostri blog!




MONDAY




Stasera alle 20, sul glamourosissimo canale E! di Sky (124), è da non perdere “The Rachel Zoe Project”: la famosa stylist delle dive Rachel Zoe svelerà alcuni dei segreti del suo lavoro e delle celebrità con cui ha a che fare… una chicca per gossip-addicted.




TUESDAY





Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al 1908, quando a a New York,  le operaie di una industria tessile locale, la “Cotton”, scioperarono per protestare contro le loro terribili condizioni di lavoro. Lo sciopero durò alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario della fabbrica bloccò tutte le porte per impedire alle operaie di uscire e diede fuoco all’edificio: tutte le operaie morirono bruciate vive. In seguito Rosa Luxemburg propose che l’8 marzo diventasse giornata di lotta internazionale a favore delle donne, proprio in ricordo della tragedia. Quindi, per quanto ricevere una mimosa sia bellissimo, forse il vero regalo sarebbe un po’ più di rispetto per le donne (anche a livello nazionale), e non solo l’8 marzo che alla fine arricchisce soprattutto i fiorai.
Un altro regalo da farsi? Visitare oggi uno dei tantissimi musei statali italiani: per le donne è gratis!







WEDNESDAY






  

A pochi giorni dalla fashion week milanese, un romanzo e un saggio ci portano dietro le quinte del mondo della moda, per vedere cosa c’è dietro i lustrini, i party e i vestiti da favola. In “Fashion babylon” una stilista è alle prese con i mille tentativi di raggiungere e soprattutto mantenere la fama nel fashion system; in “L’abito fa il monaco” una serie di parole chiave ci porta nell’universo moda in maniera spensierata ma approfondita, con un punto di vista interessante e arguto.





THURSDAY







Le donne africane sono il vero motore del continente nero: lavorano, crescono i figli, sostengono gli uomini, allevano gli animali, curano il villaggio e trovano ugualmente il tempo di indossare abiti colorati e sorridere ad uno sconosciuto. Il ruolo sempre crescente della popolazione femminile è tale che tutte le donne africane sono state candidate al Nobel per la Pace 2011: firmare la petizione (http://www.noppaw.org/) mi sembra un buon modo per continuare a festeggiare le donne, no?





FRIDAY




Dopo altre città italiane, l’esposizione interamente dedicata al cantautore genovese Fabrizio de Andrè arriva a Milano, presso la Rotonda di via Besana (via Besana 12). Io ho imparato ad amare Fabrizio grazie ai miei genitori, la mostra l’ho visitata a Roma e mi ha incantato; si tratta di un percorso virtuale, multimediale e interattivo, che ti porta alla scoperta del cantante ma soprattutto della persona che è stato. Bellissime le lettere e i temi che scriveva da piccolo, interessanti le foto di famiglia, struggenti le musiche.
http://www.fabriziodeandrelamostra.com/



BUONA SETTIMANA E BUON 8 MARZO !!!

Instagram

  • E dopo il Padiglione doro per non scontentare nessuno ecco
  • A spasso nel tempo A Kyoto basta girare un angolo
  • Spesso ogni volta che racconto a qualcuno dei miei viaggi
  • Come quando il sole brilla e il Padiglione Dorato scintilla
  • C stato un giorno a Kyoto in cui mi sono
  • Quel momento Quel momento in cui ho visto per la
  • Da non perdere a Kyoto la foresta di Bamboo di
  • Me lavevano detto che mi sarei innamorata di Kyoto Delle
  • Alla scoperta di Kyoto attraverso i suoi mercati e il

Archivi

  • 2019 (3)
  • 2018 (25)
  • 2017 (67)
  • 2016 (68)
  • 2015 (79)
  • 2014 (99)
  • 2013 (108)
  • 2012 (168)
  • 2011 (156)