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BOOKS FOR BREAKFAST # 30 – SEGRETO DI FAMIGLIA

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SEGRETO DI FAMIGLIA 

Mikaela Bley

Newton Compton

A Stoccolma è un freddo e piovoso venerdì di maggio, quando la piccola Lycke, di soli otto anni, scompare improvvisamente nel centro della città. La rete televisiva nazionale si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un’inviata specializzata in cronaca nera, Ellen Tamm. Chi ha visto Lycke per l’ultima volta? Chi sono i suoi genitori? Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare la bambina al centro sportivo, ovvero il posto dove se ne sono perse le tracce. La donna, madre a sua volta da poco, racconta la sua versione dei fatti, ma ci sono delle zone d’ombra nella testimonianza. La tata che ha cresciuto la bambina è chiusa nel dolore. La madre di Lycke invece è imperscrutabile, soffre ancora il peso del divorzio e di una depressione mai affrontata. Il padre, dal canto suo, non si dà pace. Nel frattempo Ellen si impegna in una ricerca spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare il possibile per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce sin troppo bene: segreti di famiglia, bugie e inganni che la obbligheranno a confrontarsi con il proprio doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano e il tempo scorre veloce…

La stampa ha parlato della Bley come della nuova regina del thriller svedese: da grande amante del genere sono stata quindi felicissima di poter leggere questo libro in anteprima grazie alla disponibilità di Newton Compton – che ringrazio di cuore. 

Fin dalle primissime pagine sono entrata nel vivo del racconto: la narrazione viene fatta dai diversi punti di vista di alcuni personaggi, mentre le immaginarie lancette di un orologio scandiscono il tempo che passa. Chi legge gialli sa bene che più ore trascorrono dal momento clou meno probabilità si hanno di risolvere il mistero. Quindi innanzitutto un plauso per questa struttura narrativa che ti proietta immediatamente nel centro dell’azione. Brava anche l’autrice a caratterizzare i personaggi: fin dalle prime righe mi sono sentita solidale con Ellen, che cerca di scuotere la polizia affinchè continuino a cercare anche di notte la bambina scomparsa. Lei ha dei motivi personali per accanirsi così ma è facile provare empatia. Ma la bravura della Bley è tale che ti permette di immedesimarti anche con gli altri personaggi: l’algida madre della piccola, il padre ambiguo, la matrigna rosa molto più dalla gelosia per il marito che non dal senso di colpa… non sono necessariamente personaggi positivi, anzi, ma sono in fin dei conti umani e per questo è facile comprenderne i sentimenti, pure non parteggiando assolutamente per loro. Per questi motivi si è portati a leggere il libro molto in fretta: vuoi sapere come andrà a finire, che fine ha fatto la piccola scomparsa ma anche che destino avranno tutti i personaggi e contemporaneamente vuoi capire quali sono i fantasmi del passato di Ellen e se lei riuscirà in qualche modo a superarli. Quindi non posso che consigliare questo libro che ha la capacità di avvinghiarti alle pagine: questo, in un buon giallo, è fondamentale. Per quanto riguarda il mistero, l’intrigo non è di quelli da 10 e lode ma neppure troppo banale, la caccia al colpevole ti prende perchè si sospetta a rotazione di più persone e questo tiene vivo l’interesse. Certo, gran parte del libro è dedicato comunque a Ellen e ai suoi trascorsi ma ci sta dal momento che lei tornerà nei volumi successivi… che io leggerò sicuramente volentieri! Unico appunto, sul secondo lavoro dell’autrice mi aspetto che qualche errore da opera prima (dettagli un po’ inverosimili, a partire dai poliziotti davvero troppo idioti) venga corretto 😉 

BOOKS FOR BREAKFAST # 29 – AMORI, CRIMINI E UNA TORTA AL CIOCCOLATO

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AMORI, CRIMINI E UNA TORTA AL CIOCCOLATO

Sally Andrew 

Guanda

Bassina, morbida (forse un po’ troppo nei punti sbagliati), Tannie Maria è una donna pratica in puro stile afrikaans, ma è soprattutto ironica, tenera, saggia. Unisce a un robusto appetito il dono di saper cucinare piatti irresistibili. Dal suo angolo di Sudafrica, da anni è la seguitissima voce della rubrica di ricette sul giornale locale, The Karoo Gazette. La chiamano Tannie, zia, in segno di rispetto per la sua esperienza, e proprio in virtù di questa esperienza le viene chiesto dalla direzione del giornale di passare a occuparsi di problemi di cuore. Accetta dapprima controvoglia, non sentendosi all’altezza (diciamo che l’autostima non è il suo forte, e il suo passato sentimentale, con un marito ben poco amorevole, non è un ottimo biglietto da visita), ma scopre ben presto che a ogni pena d’amore corrisponde una cura, e spesso anche la giusta ricetta. Fino a quando, tra le tante lettere di affezionati lettori, ne arriva una che la coinvolge più degli altri. Una richiesta d’aiuto. Si tratta di Martine, una donna fragile e ferita, in fuga da un matrimonio che è diventato un incubo. Non ci sono ricette semplici per lei, ma Tannie Maria non si sarebbe mai aspettata di dover indagare addirittura su un caso di omicidio. Con la sua giovane e ardimentosa collega Jessie, «la ragazza con il geco tatuato», si metterà in testa di affiancare la polizia sulle tracce di un assassino. E nessuno, neanche il bel detective che la vorrebbe ardentemente fuori dalle indagini, riuscirà a fermarla.

Ho ADORATO questo libro. C’è tutto quello che a me piace: donne forti, piatti deliziosi, paesaggi mozzafiato e un mistero da risolvere. Tannie Marie è una sorta di Bridget Jones sudafricana che adora cucinare (e mangiare). Per lei, non esiste nulla che non si possa risolvere con un buon piatto. Tranne purtroppo un omicidio: quello di una donna maltrattata dal marito che si era rivolta a lei in cerca di aiuto. E Tannie Marie se la prende a cuore anche dopo morta e si mette a indagare con il suo personale metodo: cucinare un pranzo succulento per ingraziarsi il detective incaricato del caso, portare un sandwich pantagruelico al marito sospettato dell’omicidio per farlo parlare… attraverso la gola la nostra protagonista cerca di far breccia nella mente e nel cuore delle persone per scoprire cos’è davvero successo alla povera Martine. Deliziosi anche i personaggi di contorno che la aiutano tra una fetta di torta al cioccolato e una tazza di tè bollente. Interessante anche l’ambientazione: il Sudafrica, uno dei miei Travel Dreams 2016, con i suoi tramonti arancioni, i suoi ritmi lenti e la sua storia complicata e ricca di sfumature. Addirittura molti termini afrikaans vengono inseriti nel testo senza traduzione per meglio far calare il lettore in questo contesto – ma tranquilli, a fine libro c’è il glossario 😉 

Il romanzo è godibilissimo e si legge in fretta, meglio però tenere a portata di mano qualche cioccolatino perchè vi assicuro che vi verrà un’acquolina in bocca senza precedenti… Extra bonus: alla fine del libro ci sono le ricette di Tannie Marie! Io non vedo l’ora di cimentarmi con la preparazione di un dolce sudafricano!

Se vi ho incuriosito potete sfogliare le prime pagine sul sito di Guanda, che ringrazio di cuore per avermi permesso di leggere questo libro già entrato di diritto nello scaffale dei preferiti. 

BOOKS FOR BREAKFAST # 28 – PICCOLI ESPERIMENTI DI FELICITA’

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PICCOLI ESPERIMENTI DI FELICITA’

H. Groen

Longanesi

83 anni sono proprio tanti. 83 primavere senza la certezza di vedere la prossima, o che ne valga la pena. Hendrik è il tipo d’uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c’è poco altro da fare. La vita trascorre fin troppo placida: due chiacchiere con l’amico Evert, la curiosità per i nuovi arrivati e la sopportazione della severissima direttrice, probabilmente nipote di un ex gerarca nazista. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero ne sia sempre valsa la pena. E soprattutto se vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: prima di prenderla, concedersi un anno, e in quell’anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma mica morti, con regole di ammissione rigidissime per partecipare alle varie attività, tra cui: l’ingresso a un casinò, un workshop di cucina, un corso di tai chi… In quest’anno di vita succederanno tante cose, ci saranno tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità… E alla fine si vedrà chi l’avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere.

Questo libro poteva essere o una grande delusione o un romanzo intelligente. Ebbene, io sono per la seconda opinione. Il diario di Hendrik è un lucido sguardo sulla vita e sulle sue vicissitudini e contraddizioni che non fa l’errore banale di cadere nei sentimentalismi ma fa dell’ironia la sua cifra stilistica. Il “Club dei vecchi ma non (ancora) morti” non è l’ultimo disperato guizzo di vita di un vecchietto in ospizio ma è invece un’opportunità. Quando l’orizzonte davanti a noi si assottiglia non è facile decidere a cosa puntare: ma Hendrik ci insegna che qualcosa su cui puntare c’è sempre. Questo è l’aspetto che ho preferito del libro: la consapevolezza e la lucidità del protagonista. Quello che invece mi aspettavo erano avventure ancora più coinvolgenti e divertenti: in un certo senso il libro non decolla completamente e ti lascia la sensazione di qualcosa che poteva essere più approfondito di più anche a livello psicologico. Però è un romanzo che merita perchè attraverso il diario del protagonista tocca argomenti molto attuali e lo fa in punta di piedi, lasciandoti uno spunto per una riflessione che arriverà solo dopo l’ultima pagina.

Quindi grazie di cuore a Longanesi per avermi permesso di leggere questo libro che mi ha davvero aperto gli occhi su una fase della vita che immaginiamo lontana ma che anche se non ci riguarda in prima persona coinvolge persone a noi vicine che proprio come noi sognano, ridono, si annoiano, si lamentano e fanno – ancora – progetti. Perchè è proprio vero, finchè c’è vita c’è speranza.  Ricordiamocelo, ogni tanto. 

LE RICETTE DEI SOGNI

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Per me i sogni sono una parte fondamentale della vita. Soprattutto quelli che faccio ad occhi aperti, magari quando mi perdo a fantasticare nei momenti in cui invece dovrei pensare a concentrarmi. Ma è più forte di me: sono i sogni a muovere il mondo. E quando esce un libro che parla proprio di sogni da rincorrere, di solito non me lo perdo. Se poi parla anche di ricette, è il binomio perfetto. Vi presento quindi in anteprima questo libro di una giovane autrice italiana, “La ricetta segreta per un sogno“, che uscirà domani 18 febbraio per Garzanti. 

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Questa la trama: Elettra è cresciuta nella panetteria della madre, dove, avvolta dal profumo del pane appena sfornato e dei biscotti speziati, ha imparato che il cibo è il modo più semplice per raggiungere il cuore delle persone. Ma adesso che la madre non può più occuparsi del negozio e ha lasciato tutto nelle mani di Elettra, i suoi dolci non hanno più questo potere. E tutte quelle domande rimaste in sospeso tra loro non hanno una risposta. Domande su un passato che la donna non ha rivelato a nessuno, nemmeno alla figlia, la quale decide di dover finalmente far luce su quei silenzi. Eppure in mano non ha altro che una medaglietta con inciso il nome di un’isola misteriosa, e una ricetta: quella dei pani all’anice che sua madre cucinava per sconfiggere la malinconia e tornare a sorridere. Proprio quei dolci le danno la forza per affrontare il viaggio verso l’isola del Titano, un pezzo di terra sperduto nel Mediterraneo la cui storia si perde in mille leggende. Se su un versante la vita scorre abitudinaria, sull’altro solo cortei di donne vestite di nero solcano stradine polverose che portano al mare. Un luogo in cui ogni angolo nasconde un segreto, in cui risuona l’eco di amori proibiti e amicizie perdute. Ma Elettra non ha paura di cercare, di sapere. Deve scoprire come mai il vento dell’isola porta con sé gli stessi sapori della cucina di sua madre, la stessa magia dei suoi abbracci che la facevano sentire protetta quando era bambina. Deve scoprire il legame tra la donna più importante della sua vita e quel posto. Perché solo così potrà ritrovare sé stessa. Solo così Elettra potrà credere di nuovo che cucinare è un gesto d’amore e che davvero esiste una ricetta per non dimenticare mai di sognare. 

Ed ecco la sorpresa in super anteprima messa a disposizione dalla casa editrice: qualche sfiziosa ricetta tratta proprio dal libro! Le trovate qui di seguito e mi raccomando, se ne preparate una, ditemi se vi è piaciuta! Io credo mi lancerò sulle pesche al vino….

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BOOKS FOR BREAKFAST # 27 – URLA NEL SILENZIO

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URLA NEL SILENZIO

Angela Marsons

Newton Compton

Cerys la guardò e scosse la testa. “Come fai Kim? Come fai a vedere queste cose tutti i santi giorni senza diventare pazza?” Kim ci riflettè per un istante. “Riparo cose. Prendo un pezzo di qua e un pezzo di là e li metto insieme per fare qualcosa di bello. Creo qualcosa che riequilibra tutto il brutto di questo lavoro. Spesso aiuta. Ma sai cos’è che fa davvero la differenza?” “No, cosa?” “Sapere che lo prenderò”

E’ notte fonda e cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere. Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. 

Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi anche con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo…

Finalmente. Finalmente un giallo come dico io, che ti avvinghia alle pagine fin dalle prime righe (che potete leggere gratuitamente sul sito di Newton Compton) e poi non ti da tregua fino all’ultima pagina! Ho aspettato con ansia questo libro fin da quando ho letto la trama online e il 4 gennaio, data dell’uscita, mi sono precipitata in libreria. La sera, tempo di arrivare a casa ed ero già conquistata. La trama si apre con un evento di tanti anni prima: cinque persone che seppelliscono un corpo sotto terra. Dopo questo prologo, torniamo ai giorni nostri, in una casa che da fuori sembra uguale alle altre ma al cui interno si sta consumando un omicidio. E la vittima, prima di morire, capisce di essere solo la prima di una lunga serie di morti… Ecco, sono bastati due brevi capitoli per catapultarmi dentro al mistero. Poi, sulla scena del crimine è arrivata Kim Stone e da lì ogni momento di pausa era buono per leggere qualche riga, con la smania di proseguire per scoprire cosa si celava dietro quelle morti misteriose ma anche se Kin avrebbe finalmente fatto pace con i suoi fantasmi… Il suo personaggio mi è piaciuto moltissimo: brillante ma sarcastica, intelligente ma fredda, con un cuore d’oro nascosto sotto strati e strati di battute acide. Le scene in cui lei ricorda la sua infanzia travagliata mi hanno colpita molto; in particolare, quella in cui ricorda come i suoi genitori adottivi, gli ennesimi dopo vari tentativi, sono riusciti a conquistare piano piano la sua fiducia di ragazzina maltrattata e diffidente, per poi morire poco dopo in un tragico incidente, mi ha fatto piangere per mezz’ora. Però la cosa bella è che questi drammi non sono mai raccontati con pietismo o con stile affettato, anzi: sono dei dati di fatto, degli avvenimenti che hanno portato Kim a essere come è oggi e che come tali lei affronta. Anche sul finale, quando lei compie un gesto meraviglioso per un personaggio del libro molto tenero, lo fa in silenzio, con discrezione, certa che non è il “grazie” che darà valore al gesto ma tutto quello che viene prima e dopo quella parolina che lei neppure vuole sentirsi dire. 

Kim non rispose. Entrambi sapevano che, per quanto lo desiderassero, non potevano salvare il mondo, ma c’erano occasioni in cui si trovavano a dover scegliere cosa fosse giusto fare. 

Quindi non posso che straconsigliare questo libro: sia come giallo, perchè la soluzione finale è qualcosa di geniale e davvero imprevedibile (ribadisco, finalmente!!), sia come romanzo in generale, ben scritto e con personaggi memorabili che ti entrano nel cuore e non ne escono neppure dopo l’ultima pagina. Anzi, quando arriva il seguito?

AUDREY’S TIP: l’atmosfera a tratti fredda e lugubre della Black Country è resa molto bene nel romanzo, quindi consiglio di associare a questo libro un bel tè nero forte e bollente e magari un paio di quelle deliziose tartine salate che gli inglesi amano accompagnare al tè. Insomma, per capirci, sapori decisi e bando a prevedibili dolcezze stile macaron: non è il libro giusto. 

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