Come promesso nel post dedicato al reading del libro “Voglio scrivere per Vanity Fair” (chi se lo fosse perso lo trova QUI), le sorprese non sono finite. Infatti la gentilissima autrice del libro mi ha concesso d’intervistarla e ha accolto positivamente la mia proposta di mettere in palio per il mio PRIMO GIVEAWAY una copia del suo romanzo e una emmat bag (ideata e confezionata dalle personal shopper torinese, Pina Sansone) piena di sorprese deliziose. Sì cari lettori, quello che vedete nella prima foto è tutto ciò che riceverà il vincitore del giveaway, per fare un tuffo nel fantastico mondo di Emma T. Ma per farvi venire un po’ l’acquolina in bocca ecco qualche altro dettaglio del premio in palio….
 
 

 

 

 

 

 

 
 
Ma aldilà del premio, che potrà vincere una sola persona, ecco invece il regalo per tutti i lettori, ovvero l’intervista all’autrice EmmaT/Erica Vagliengo. 
 
 

 

 
 
 
 
LIBRO E PROGETTO EMMAT

1. Il tuo libro è dedicato ad una ragazza “precaria con stile”: come fa la tua Emma a non perdere mai lo stile appunto (e il sorriso) nonostante le sue disavventure?
Perché è un ottimista di fondo, ha un buon carattere, e riesce a vedere il lato buono delle situazioni, nonostante tutto. Come disse Rita Levi Montalcini “Io sono ottimista perché l’Italia è ricchissima di capitale umano.”  E ci crediamo sia io che Emma, perché giorno dopo giorno gli incontri sul web e nel reale ci portano a sperare in un domani più giusto, dove sulla scena nazionale si affacceranno i capaci ed i meritevoli.

2. Oltre al libro tu hai avuto l’intuizione geniale di creare il Progetto Emmat: vuoi raccontarcelo?
Certo! Nel 2007, ho pensato di creare il progetto emmat, sfruttando i social network per farmi conoscere e promuovermi: su myspace (http://www.myspace.com/emmatvanity),  ho pubblicato  i primi due capitoli e tutte le foto del merchandising (spille, sticker, specchietti da borsetta e portachiavi) che ho ideato e realizzato concretamente grazie a Marta Grossi, una mia cara amica grafica. Poi ho aperto il blog su style.it (il sito di Vogue, Vanity e Glamour), e a seguire l’account su facebook, friend feed e linkedin. Ho iniziato così, prima ancora che sulla carta, a far vivere il mondo della mia protagonista, Emma Travet, postando le foto dei suoi accessori, raccontando le sue avventure su internet, e, in contemporanea, pubblicando le foto degli sticker appiccicati in giro per il mondo e le foto di mostre ed eventi a cui avevo partecipato. Dopo la pubblicazione del libro, mi sono organizzata diverse presentazioni (Pinerolo, Torino, Milano, Roma, New York), ed ho cercato, come faccio ancora oggi, di partecipare ad eventi in linea con il mio progetto. Ho avuto anche la fortuna di essere invitata al Festival Internazionale del giornalismo di Perugia, e all’incontro nazionale dei giovani imprenditori (CNA NEXT). Oltre a ciò ho sempre lavorato come mio ufficio stampa e questo mi ha permesso di procurarmi diverse interviste su giornali on line o cartacei, in radio o in televisone, di conoscere giornalisti/giornaliste noti. Come vedi, il mio motto potrebbe essere “Aiutati e-spera-che il Ciel ti aiuti”, oltre a “Se vuoi qualcosa, vattela a prendere”. Vorrei sottolineare, però, che è vero, io sono l’ideatrice del progetto ed ho scritto il romanzo, ma ho avuto la chance di incontrare lungo il mio percorso le persone giuste, che hanno creduto in me e mi hanno aiutato, con le loro idee, professionalità, entusiasmo etc… Quindi il “progetto emmat” è anche  loro.

3. Emma non è solo la protagonista del libro, ma una ragazza come tante: a loro che consiglio vuoi dare, tu che il tuo sogno nel cassetto l’hai realizzato?
MAI scoraggiarsi e arrendersi. Se una crede fermamente in un obiettivo (mi piace parlare più di obiettivo che di sogno nel cassetto), prima o poi lo realizzerà. Ti aggiungo altri due consigli. Per le aspiranti scrittrici: MAI pubblicare a pagamento. Per le aspiranti giornaliste: gavetta sì, ma c’è un limite a tutto. Inoltre cercatevi un lavoro part time, che vi garantisca uno stipendio fisso e il tempo libero per poter fare le giornaliste.

 
 
 
 
 
 
 
MODA E STILE

4. Lo stile di Emma è ben delineato sia sul libro che sul sito; qual è invece lo stile di Erica?
Il mio è più tendente al glam rock, anche se mi piace fare un salto nel vintage, specie nella stagione invernale. Però lo mischio a jeans skinny, stivali e tronchetti. Per quanto riguarda gli accessori mi piace giocare con quelli second hand come con i pezzi di designer emergenti. Mi piace molto il brand MAIDEN ART (pic) di Maristella Colombo: glam rock che spacca!

 
 

5. Quando è uscita la prima edizione del libro, nel 2009, scrivevi che il tuo sogno modaiolo era una Balenciaga azzurra, ora parli di una Pekaboo… significa che la Balenciaga è finalmente arrivata? Raccontaci qualcosa della tua passione per le borse.
No, la Balenciaga non è arrivata, perché ho preferito investire i ricavi arrivati dalla vendita del libro nel viaggio a NY. Ora punto alla Pekaboo, regalo per i miei primi quarant’anni. Quindi dovrò aspettare ancora un poco. Fin da piccola, come la più parte delle bambine, andavo a curiosare nella borsa di mia mamma, scoprendo un mondo che mi ha sempre affascinata. La passione è scattata andando in giro per i mercatini di Londra, a quindici anni, poi al Balun a Torino e ovunque ci sia qualcosa di vintage. Poi ho scoperto i designer emergenti, e le it bag delle celebs. Ovunque vada in viaggio, ho l’abitudine di tornare a casa con una borsa. Al momento sono centocinquanta circa, anche se, a dir la verità, ho perso il conto.

 
6. Il 2012 è appena iniziato: cosa salvi e cosa butti dall’armadio?

Ehmm…. Io sono una che butta pochissimo, ho un attaccamento eccessivo alle mie cose, quasi da malattia. La mia amica personal shopper, Pina Sansone (Fashionista), mi rimprovera sempre di indossare solo il 30% del mio guardaroba e che prima o poi compirà una strage tra i miei vestiti. Ad ogni modo, salverei tutti i miei capetti vintage (ormai ne ho da realizzarne una collezione), i jeans skinny, la gonna a ruota di François Marithè Girbaud, la giacca di pelle acquistata al Balun negli anni ’90, i miei bikers nuovi di pacca e butterei- cosa che ho fatto veramente- una decina di camicie indiane che proprio non sono nel mio stile ma non so perché le ho comprate.

7. Qual è il tuo capo del cuore? E il più grande affare fashion che hai fatto?

Sono quattro: la borsa Poppins, color blu puffo, di Sara Turatello (les Envers), la borsa di Tolfa (PWR di Giuseppe Pierantozzi), l’abito anni ’60 di mia nonna Olga Dionigia, e una collana lunga, che apparteneva a mia nonna paterna. Come grande affare, penso la pencil skirt viola accesso di Max Mara, 5 euro da Vestireciclo, il mio negozietto vintage di fiducia (a Pinerolo).
 
 
 
 
 

www.emmatravet.it

ph intervista Kristina Gi (www.kristinagi.com)

L’autrice: Erica Vagliengo (1977). Giornalista pubblicista, capo redattrice del mensile free press Lookout magazine, collabora anche con Oggi7 (il settimanale di Americaoggi) ed il sito www.donnareporter.com. Adora lasciare tracce su internet e sul Moleskine, la torta Zurigo, collezionare borsette (meglio se trovate nei mercatini delle pulci), l’arte contemporanea, New York, il caffé macchiato (rigorosamente italiano). Da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf, ora ha scritto un romanzo con lo pseudonimo di Emma Travet e sogna presto di regalarsi una Pekaboo color ginger. Ha lanciato, nel 2007, su internet il progetto emmat di cui parla anche nell’intervista. E, in attesa di “Voglio scrivere per Vanity Fair 2”, al quale sta lavorando la sua autrice, le avventure di Madamin Travet proseguono sul blog emmatvanity.style.it, diventato ormai un  seguitissimo fenomeno sul web (e non solo).

CONTACT

e-mail emmat_vanity@hotmail.com
facebook: emma travet
friend feed.com/emmatvanity
www.emmatravet.it

PER ACQUISTARE IL LIBRO:

nella versione italiana (ed. Memori): www.emmatravet.it
nella versione american-english (a soli 3,44 dollari!) su Amazon.com

 
 
 
 
 
ED ECCO LE POCHE, SEMPLICI REGOLE DEL GIVEAWAY, GRAZIE AL QUALE UNO DI VOI SI PORTERA’ A CASA UNA COPIA DEL ROMANZO E UNA SFIZIOSISSIMA EMMAT BAG:

 

1. essere fan di Audrey in Wonderland sia sul blog sia sulla PAGINA FACEBOOK (per chi utilizza FB)
2. lasciare un commento a questo post con un vostro contatto (in caso di vincita!) ma soprattutto spiegando cos’è per voi oggi “essere precari/e con stile“. Sì, dato che la fortuna a me non sorride mai nei concorsi 😉 ho deciso di utilizzare un altro criterio per scegliere il vincitore: sarà chi avrà spiegato in maniera più curiosa, simpatica, originale ed efficace la propria ricetta/idea/opinione su come vivere con stile questi tempi precari. Basta anche solo una parola ma significativa per voi, una breve frase o un testo più lungo, come preferite. Totale libertà 😉
 
Avete tempo fino a domenica 19 febbraio, così lunedì 20 saprete il nome del vincitore e qualcuno inizierà la settimana con un sorriso 😉
Quindi forza, pensateci, scatenate la fantasia e …. in bocca al lupo!!
PS: da parte di Audrey in Wonderland un grazie di cuore a Emma/Erica per la disponibilità!