Archivi mensili: novembre 2015

BOOKS FOR BREAKFAST # 25 – LA GEMELLA SILENZIOSA

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LA GEMELLA SILENZIOSA

S. K. Tremayne

Garzanti

 

A Sarah piace il silenzio assoluto della sera che avvolge l’isola di Skye, dove si è appena trasferita con il marito e con la figlia di sette anni, Kirstie. E mentre cerca di ambientarsi nella nuova casa piena di spifferi ma affascinante, Sarah non può fare a meno di pensare all’altra sua filgia, Lydia, la gemellina di Kristie morta tragicamente un anno prima. Niente distingueva le due bambine: stesse lentiggini, stessi occhi azzurro ghiaccio, stesso sorriso e una complicità fuori dal comune. Poi, l’incidente improvviso, che ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quell’isola dispersa nel mare scozzese. Lì, tra scogliere impervie e cieli immensi, Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità. Eppure, mentre si avvicina l’inverno, Kirstie è sempre più strana. Diventa silenziosa, riflessiva, improvvisamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa. Per non parlare di quando, un giorno, inizia a sussurrare: «Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io». Sarah è dapprima sconvolta, poi preoccupata: cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

Un esordio interessantissimo portato in Italia da Garzanti (che in questo non sbaglia un colpo): una trama non banale, un’ambientazione azzeccatissima e una protagonista credibile con le sue fragilità e i suoi dubbi. Fin dalla prima pagina (anzi, fin dalla bella copertina) questo libro mi ha rapita. Ho adorato l’atmosfera dell’isola in mezzo al nulla, tratteggiata così bene che mi sentivo lì con Sarah mentre sistemava la nuova casa, portava a scuola la figlia e imparava ad usare il gommone, unico mezzo di trasporto possibile per arrivare sulla terra ferma. Mi sembrava persino di sentire il vento che si insinuava sotto i vestiti e di percepire la sua angoscia, di toccarla con mano. Ero con lei quando era spaventata dalla figlia e quando era arrabbiata perché a scuola la piccola si metteva a urlare di essere la sorella morta. Al suo punto di vista personale si alterna quello del marito, raccontato però in terza persona. Peccato che le due versioni siano diverse: chi dice la verità? Cosa è davvero successo un anno prima? La tensione sale in un crescendo di eventi e di paure, di verità e di menzogne, fino al sorprendente epilogo; un gioco di specchi che mette a nudo le fragilità e le insicurezze dell’animo umano, un giallo psicologico assolutamente consigliato.

Un grazie di cuore alla casa editrice Garzanti che mi ha permesso di leggere questo bel romanzo inviandomi una graditissima copia cartacea in omaggio!

AUDREY’S TIP: questo libro è perfetto per copertina, divano e (possibilmente) caminetto acceso. Accompagnate la lettura con un tè nero bollente e biscotti al burro per il massimo del piacere.

CALDO NOVEMBRE: ABITINO ESTIVO + SOPRABITO AUTUNNALE

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Ce l’ha insegnato Carrie: in caso di mezze stagioni dal tempo clemente, l’accoppiata vincente è solo una: soprabito e abitino! Ieri a Torino c’era un meraviglioso sole e quindi di fronte all’anta spalancata del guardaroba la scelta è stata ovvia: abitino estivo (tanto ormai il cambio di stagione chi lo fa più?) + cappottino autunnale. Un look comodo, perfetto dalla mattina alla sera per una domenica di relax approfittando della bellissima giornata. Vi passo quindi la mia gallery d’ispirazione per queste giornate eccezionalmente calde, di cui sto appunto approfittando al massimo perché so che presto arriverà il gelo….

PS: le gambe nude sono per le più temerarie. Il collant nero coprente va benissimo 😉

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BOOKS FOR BREAKFAST # 24 – L’AMICA PERICOLOSA

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L’AMICA PERICOLOSA

Paula Daly

Longanesi

Natty è una donna felice: sposata felicemente con Sean, ha due figlie adolescenti che non le danno problemi, un piccolo albergo di charme nel Lake District e un solido conto in banca. Ma nella vita di Natty c’è anche Eve, amica carissima fin dai tempi dell’università. Eve, la psicologa tanto brava a dare supporto agli altri quanto incapace di trovare un proprio equilibrio, specialmente sentimentale. Quando Eve decide di farle visita, per Natty è sempre una gioia. E quando si deve allontanare per un’emergenza di qualche giorno, la presenza di Eve in casa sua le sembra perfino provvidenziale. Ed è questo il suo errore. Perché Eve si insinua nella sua casa, nella sua attività, nell’affetto delle sue figlie e perfino nel cuore (e nel letto) di Sean. E Natty si ritrova sola, a combattere per quello che fino a ieri ha dato per scontato. Possibile che Eve non sia quella che credeva? Possibile che bastino pochi giorni a cancellare una vita intera? O la colpa non è piuttosto da cercare nei segreti dell’oscuro passato di Natty? Ma lei sarà in grado di affrontare il passato per risolvere il presente?

Ho portato questo libro in Birmania con me (grazie alla disponibilità della Casa Editrice Longanesi che me ne ha omaggiata una copia da leggere sull’ipad) e ogni pausa era buona per aprirlo. All’inizio ho adorato l’ambientazione, il grazioso albergo nel distretto dei laghi e il paesaggio così bello ma al contempo selvaggio, rilassante ma a momenti sinistro. La protagonista invece non ha fatto subito breccia nel mio cuore: in fin dei conti, si fa soffiare il marito in una settimana in maniera a dir poco stupida, quindi non avevo una buona opinione su di lei (bè, nemmeno sul marito se è per questo!). Inoltre si scopre ben presto che c’è qualcosa di oscuro nel suo passato, che non ha rivelato alle figlie e che la mette costantemente in una posizione di svantaggio. La bravura dell’autrice sta proprio in questo secondo me, nel presentare personaggi forti ma verosimili, con mille sfumature e non assolutamente buoni o assolutamente cattivi. Il romanzo inoltre alterna il punto di vista personale di Natty, con le sue emozioni, al racconto in terza persona di fatti oggettivi: un ottima tecnica per farti appassionare agli eventi. Ogni capitolo contiene un mistero o un colpo di scena e sei continuamente portato a leggere per scoprire come andrà a finire: la sera in hotel per quanto fossi stanca non riuscivo a staccarmi dalle pagine. Il finale mi ha sorpresa e questo devo dire capita raramente, quindi un altro punto a favore della Daly. I tempi invece mi hanno un po’ spiazzato: davvero una può perdere il marito in così poco tempo? Anche il finale, forse è stato un po’ affrettato. Ma nulla toglie a questo bel giallo psicologico assolutamente consigliato.

 AUDREY’S TIP: la lettura di questo libro si sposa bene con un aperitivo frizzante e uno stuzzichino salato. Gustatevi le avventure di Natty dopo il lavoro, rilassandovi con un bello spritz e qualche pezzetto di focaccia… e se vi verrà da lanciare il drink in faccia ad Eve, bè… non posso biasimarvi. 

INDIA TRAVEL DIARY # 5 – AGRA E IL TAJ MAHAL

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Agra per me rimarrà sempre un posto particolare. C’è il Taj Mahal, quindi è sicuramente un luogo da vedere una volta nella vita, e confermo che trovarsi lì è un’esperienza unica, però io ci ho passato due giorni e due notti avvolta da nebbia e pioggia e ho avuto la sensazione di perdermi qualcosa. Non tanto perchè avevo sperato in una bella giornata per fare delle belle foto, quanto perchè con questo clima era tutto confuso. Il Forte Rosso per esempio, splendido esempio di architettura Moghul, l’abbiamo a malapena intravisto tra la nebbia. Il giro all’interno l’abbiamo fatto e merita comunque ma se in altri contesti il cielo coperto può essere affascinante, qui dava un’idea di tristezza, come di un palazzo una volta splendente e ora abbandonato al degrado. Mi è davvero dispiaciuto visitare edifici di rara bellezza con un clima che non permetteva di ammirarne i dettagli. Uno si immagina l’India ricca di colore e invece qui non abbiamo visto (quasi) altro che grigio.

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Al di là del tempo però devo dire che ad Agra si possono vedere dei veri tesori: il Mausoleo di Itmad-Ud-Daulah, per esempio, è più piccolo del Taj Mahal ma forse anche più bello, decorato in maniera raffinatissima con tante di quelle pietre preziose da meritarsi il soprannome di “jewels box“.

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Dopo una passeggiata sotto la pioggia siamo arrivati comunque anche al Taj Mahal, che visto dal vivo ti commuove. Sarà che abbiamo penato per avere il visto e il viaggio stava per saltare, saranno le aspettative o la stanchezza, fatto sta che lì davanti mi veniva da ridere e piangere contemporaneamente. ll Taj Mahal è un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie preferita Arjumand Banu Begum, meglio conosciuta come Mumtaz Mahal e morta di parto. In oltre 20 anni di lavori, circa 30 tipi diversi di pietre preziose sono state incastonate nell’edificio; tra l’altro, tra le maestranze vi fu anche un artista italiano. Al di là dell’imponenza degli edifici, è stato incredibile trovarsi in un luogo dove erano presenti tutte le lingue del mondo attorno a me. Gente di ogni nazionalità era lì, nello stesso momento, per ammirare la stessa bellezza. Una cosa così mi è capitata forse solo in Piazza San Pietro a Roma o a Times Square a New York, ma non ne sono neppure sicura. Qui davvero ovunque ti girassi vedevi gente proveniente da Paesi diversi, dai posti più disparati, ognuno con i propri abiti tradizionali, i propri dialetti e i propri tratti somatici. File e file di persone con i propri cari, tutti ordinati e rispettosi della sacralità del luogo. Bambini, genitori, ragazzini in gita, anziani che rendevano omaggio: sono stata ore solo a guardarmi intorno. E’ stato come sedersi e vedere l’umanità che ti sfilava davanti. Mi vengono i brividi ancora adesso se ci ripenso, mi sono sentita davvero al centro del mondo. Inoltre, è stato davvero emozionante trovarsi in un luogo creato solo per celebrare l’amore. Bisognerebbe ricordarsene più spesso: è quella la cosa più importante.

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AUDREY TRAVEL TIPS: arrivate al Taj Mahal con borse piccole e non troppo piene così eviterete di metterci troppo tempo a passare il metal detector. Assaggiate assolutamente uno degli spuntini al cocco che servono alcuni addetti tra i giardini e, se ne avete l’occasione, la sera andate a vedere al teatro locale lo spettacolo dedicato alla nascita e costruzione dell’edificio. Non è il classico teatrino da turisti ma un’interessante spettacolo con musica, luci e danze tradizionali che racconta in maniera semplice la storia d’amore che ha ispirato una delle 7 Meraviglie del mondo moderno (e ti danno una cuffia con la traduzione nella tua lingua!). 

PS: mi scuso per la bassissima qualità delle foto ma le ho scattate con l’iphone sotto al diluvio e in mezzo alla nebbia 🙁

PPS: oggi vi ho portato in India ma a breve arriveranno le prime foto del mio straordinario viaggio in Birmania, Cambogia e Thailandia che molti di voi hanno già iniziato a seguire sui social: vi aspetto!

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