Archivi mensili: giugno 2017

TROPICAL

Isola tropicale: modalità ON. Se anche voi, come me, siete ancora a combattere con il caldo in città e nei pigri pomeriggi davanti al pc sognate isole tropicali, spiagge bianche, acque cristalline, ananas succosi, pappagalli colorati e fresche palme sotto cui poltrire… bè, siete nel post(o) giusto. Oggi infatti tento di farvi respirare un po’ di tropical mood grazie allo stile: nel look ma anche a casa e sulla tavola. Le palme, così come gli ananas e gli uccelli tropicali, sono di gran moda quest’estate, e oltre che nei nostri sogni ad occhi aperti compaiono sempre più spesso su t-shirt, shorts, maxi dress, costumi da bagno ma anche tovaglie, poster e carte da parati. Impossibile non averne almeno qualcuna nel proprio guardaroba dei prossimi mesi. Qui c’è la mia personale selezione, sperando vi serva d’ispirazione: enjoy! 

STILE DI VITA PIU’ SANO? CON FIOR DI NATURA SI PUO’!

Ve l’ho già detto che sono a dieta? O meglio, ho deciso di approfittare del maggiore tempo libero per dedicarmi a seguire uno stile di vita più sano e per fare attività sportiva. Tutte cose che lavorando fuori casa millemila ore al giorno avevo un po’ trascurato. Anche, ammetto, per pigrizia. Però da quando ho deciso di impegnarmi seriamente in questo progetto, mi sono resa conto che è più semplice di quanto credessi. La ginnastica in palestra, per esempio, se fatta in compagnia di un’amica non è più così noiosa come quando dovevo costringermi ad andarci da sola. E anche in cucina ho qualche alleato in più: infatti io e la mia coinquilina abbiamo di recente scoperto la gamma Fior di Natura di Eurospin, una linea di prodotti a base vegetale composta da piatti pronti, freschi e surgelati, appetitosi e pratici. Sì, perché alla comodità dei surgelati non riesco a rinunciare, soprattutto in estate che la voglia di stare ai fornelli è pari a zero. Però devono essere surgelati “buoni” non solo nel gusto ma anche nella composizione, altrimenti la ricerca di uno stile di vita più sano va ovviamente a farsi benedire. La linea Fior di Natura ci piace perché ci permette di sperimentare nuovi sapori e ricette con ingredienti 100% vegetali che sanno soddisfare sì il nostro palato, ma in modo del tutto sano e naturale. In questo modo abbiamo riscoperto legumi, cereali, ortaggi e frutta, ma anche semi, alghe e spezie, e visto come si possono combinare insieme in mille varianti per realizzare una cucina creativa e gustosa che sia anche sana e sostenibile. Tra l’altro ormai abbiamo anche il ricettario di fiducia, realizzato da Eurospin in collaborazione con la redazione di Sale e Pepe Veg e che potete trovare anche voi distribuito in omaggio in tutti i negozi della catena. Date un’occhiata al sito per trovare quello più vicino a voi e poi… che dite, ci fate compagnia nella nostra prossima cenetta sana ma gustosa? 😉 Vi dico un esempio di menù per farvi venire l’acquolina in bocca:
– Antipasto: insalata di riso con wurstel di ceci
– Piatto principale: rotoli di miniburger agli spinaci con verdure e hummus
– Dessert: smoothie ciliegia, banana e mandorla con gelato variegato all’amarena… YUMMY!
Le ricette vi ho detto dove trovarle e pure gratis quindi… che aspettate?!
#Fiordinatura

Buzzoole

HAPPY BIRTHDAY DIETORELLE (E MAGARI VINCI UNA BORSA!)

Non so a voi, ma a me sbirciare nelle borse altrui piace un sacco: non mi perdo mai un post di quelli dove l’influencer di turno ci fa vedere cosa porta con sé nella sua it bag. L’altro giorno, dopo aver letto l’ennesimo articolo a tema, tanto per divertirmi ho provato a guardare cosa c’era nella mia di borsa. Risultato? A parte l’ovvio (portafoglio, cellulare, chiavi di casa) c’erano trucchi, biglietti di spettacoli, accessori vari. E caramelle. Ma non caramelle qualunque. No, c’erano un mucchio di Dietorelle Morbide alla fragola, una delle mie passioni più o meno segrete. Da quando poi il brand ha rinnovato completamente la ricetta, le trovo ancora più buone. Sono sempre senza zucchero, ovviamente, ma oggi sono ancora più ricche di succhi di frutta e soprattutto vengono dolcificate naturalmente con l’estratto di stevia, una pianta sudamericana dal potere dolcificante, grande novità nel settore. Tra l’altro, proprio quest’anno Dietorelle, marchio storico per chi ama le caramelle, compie 40 anni. E il regalo lo fa a noi consumatori, lanciando una grande attività in collaborazione con il brand fashion Le Pandorine. Partecipare al concorso “Dietorelle: da 40 anni sempre con te!” è semplicissimo: basta acquistare 1 busta a scelta della gamma Dietorelle nella Grande Distribuzione, o un astuccio Dietorelle in un bar o in tabaccheria, e scoprire subito se siamo il fortunato vincitore di una delle 80 borse Limited Edition firmate Le Pandorine. Tra l’altro non c’è che l’imbarazzo della scelta, perché la gamma Dietorelle è davvero molto variegata: ci sono le caramelle gommose (alla liquirizia e alla menta), le morbide alla frutta (tantissimi gusti, dai classici fragola o limone ai più sofisticati frutti di bosco e agrumi), le dure rinfrescanti (menta e ice), le dure alla frutta ripiene e le golosissime gelées (mora, fragola, ciliegia, pompelmo rosso). Tutta la gamma è ovviamente senza coloranti e senza aromi artificiali, in perfetto stile Dietorelle. Io ormai non vado più in giro senza le mie Morbide alla Fragola!

Se volete saperne di più e volete tentare anche voi la fortuna, visitate il sito internet; inoltre seguite la pagina facebook per non perdervi nessuna iniziativa, dal momento che i festeggiamenti per questo storico traguardo dei 40 anni non sono ancora finiti e ne vedremo ancora delle belle!

#Dietorelle #DietorellePandorine

Buzzoole

BOOKS FOR BREAKFAST #45 – GLI EREDI + MEET WULF DORN

GLI EREDI

Wulf Dorn

Corbaccio

«Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga.» Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell’ospedale Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti dei lati oscuri della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuta dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; sull’auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da rendere difficile smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l’uomo che l’ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni… Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni immaginazione. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile.

Un romanzo forte, potente, implacabile. Sul sito della casa editrice viene definito “un pugno nello stomaco” e per quanto mi riguarda è proprio vero. Non aspettatevi il classico giallo che si legge in poltrona per staccare un po’ dalla routine: no, questo libro ti aggancia dalla prima pagina e ti trascina in una spirale di mistero che poi diventa puro terrore. E orrore. Un “incubo”, in perfetto stile Dorn (vi ricordate il libro dello scorso anno? In caso, lo trovate QUI), scritto con il solito ritmo super serrato che alterna l’interrogatorio e l'”indagine” a fatti sempre più strani che succedono in giro per il mondo e coinvolgono i bambini… Fatti basati su episodi reali, oltretutto. E poi ci sono i fatti inspiegabili, come un intero villaggio che scompare nel nulla da un momento all’altro. Non posso dirvi molto per non fare spoiler se non che Wolf si riconferma con questo romanzo un vero talento nel tenere il lettore letteralmente con il fiato sospeso e nel superare, con le sue trame “nere”, persino la peggiore realtà di cronaca. Una trama particolare, una svolta praticamente horror che però non è fine a se stessa ma bensì diventa una provocazione che obbliga il lettore a chiedersi “ma che razza di mondo stiamo lasciando ai nostri figli?

Inoltre, grazie alla consueta disponibilità e gentilezza dello staff della Corbaccio, che ringrazio con affetto, non solo ho letto il libro, ma ho anche potuto incontrare di nuovo l’autore per parlarne con lui in un’intervista di gruppo. E ancora una volta mi sono stupita di quanto Wulf Dorn di persona sappia parlare di tutto, compresi i temi più scabrosi, con una grandissima ironia di fondo che ti conquista. Quindi ecco a voi i punti più interessanti della nostra chiacchierata: 

 1. “Gli eredi” secondo te si può definire una favola nera? E, come tutte le favole, ha una morale?

Immaginando che l’intenzione della favola sia proprio raccontare un certo tema in maniera tale da trasmetterlo e renderlo comprensibile al lettore seppur complicato, il termine “favola nera” è calzante. A differenza delle favole, però, non ho scritto con l’idea di inserire una morale, bensì con la voglia di trasmettere un’idea che serbavo da tempo e non di dare la soluzione. I lettori devono trovarla da soli leggendo il libro, ognuno può immaginare un diverso finale e riflettere su cosa si potrebbe fare di diverso.

2. I bambini nel tuo romanzo si ribellano quasi nel grembo materno. Senza arrivare a questo, credi che gli unici che possano salvare il mondo siano effettivamente i giovani?

Secondo me i bambini simboleggiano il futuro, ma il pensiero che c’è dietro questa storia sia: “Cosa stiamo facendo noi del mondo in cui viviamo? Cosa stiamo lasciando alle generazioni future?” Ho tentato attraverso i bambini di rendere evidente che, se non cambiamo il nostro modo di comportarci, le prossime generazioni saranno ad un bivio: faranno come noi o si ribelleranno a tutto ciò?

3. La tua scrittura è cambiata: prima scrivevi del passato che tornava a fare paura ai protagonisti, mentre in questo libro è il futuro che fa paura…

Noi ci troviamo esattamente a metà strada tra passato e futuro. Il passato è il punto da cui partiamo e il futuro è il punto verso il quale ci stiamo dirigendo. Dobbiamo imparare dal passato per creare un nuovo futuro, altrimenti rifaremo sempre gli stessi errori. Non sarebbe auspicabile né dal punto di vista individuale né da quello evolutivo.

4. Da quale spunto o storia reale sei partito per scrivere questo libro?

Ho letto i rapporti annuali dell’UNICEF. Leggendo questi rapporti, ti accorgi di cosa succede a questi bambini e ti rendi conto che ciò che loro vivono è davvero uno dei peggiori horror esistenti. Ritengo molto importante il lavoro di istituzioni come l’UNICEF, che si impegnano per la salvaguardia di queste vite innocenti.

5. Un’immagine che colpisce molto è quella della bambina che riceve per il compleanno un’arma vera. Secondo te cosa spinge un genitore a fare questo tipo di regalo al proprio figlio?

Ho scoperto che esiste veramente una ditta che vende anche queste armi modello Hello Kitty. E’ scioccante vedere come esistano nella realtà aziende che producano armi così come fumetti. Se si guarda su Youtube, per esempio, ci si rende conto di quanti genitori ci siano, tutti fieri di insegnare ai propri figli l’uso delle armi. Un fenomeno più americano che nostrano, per ora. Sono stato negli Stati Uniti e ho visto con i miei occhi il culto delle armi, le hanno tutti in casa. Non è un caso che gli Stati Uniti abbiano la più alta percentuale di casi di omicidio, loro risolvono così qualsiasi tipo di conflitto. Scrivere la scena comunque è stato molto impegnativo.

6. La cronaca però è piena di episodi di violenza che coinvolgono giovani. I bambini potrebbero cambiare le regole del gioco, nel tuo romanzo. Ma fa paura lo stesso la situazione attuale. Dove sta andando questo mondo? Siamo sicuri che i bambini di oggi non saranno i violenti di domani?

E’ la stessa domanda che mi sono posto io. Dove stiamo andando? Cosa stiamo facendo del nostro mondo? Io non ho una risposta ma posso dire che se non cambiano niente nel nostro atteggiamento, rischieremo molto. Cosa succederà? Mi sembra di essere tornato indietro negli anni: la bomba atomica, la minaccia nucleare, tutto questo in nome della pace. E’ un paradosso. La violenza è l’unico mezzo per risolvere i problemi? Io non credo e tocca ai singoli individui cominciare a dare l’esempio. Tutti possono imparare e in questo io voglio credere.

7. Dal romanzo: “credo che noi adulti commettiamo spesso il grande errore di sottovalutare voi bambini, siamo stati anche noi bambini. Avevamo domande e avevamo risposte.” Com’era Wulf Dorn da bambino? Avevi anche tu tante domande, e che risposte ti davi? Hai mai avuto la sensazione di non essere ascoltato dagli adulti?

Il fatto che i bambini vengano troppo spesso sottovalutati mi colpisce. I bambini hanno un modo diverso di pensare. Ve lo dimostro con un esempio: pensate tutti a una cosa che può essere piccola, verde e triangolare. …. (ipotesi varie e disparate di tutte noi blogger) … Se lo chiediamo a un bambino, c’è subito la risposta: un triangolo piccolo e verde! Ed è per questo che finiamo per sottovalutarli. I bambini affrontano in modo diverso la conversazione e potremmo imparare da loro. Io sono sempre stato un bambino curioso – la mia cameretta era praticamente una biblioteca comunale – e ho fatto sempre un sacco di domande agli adulti, ricevendo le risposte. Se proprio non ne avevo, passavo il tempo a cercarle nei libri… contate che internet non c’era all’epoca!

8. Hai inserito molti passaggi relativi agli animali, in particolare la scena delle farfalle è incredibile. Pensi che i bambini siano più vicini – come gli animali – alla loro parte istintiva? Rispondono più alla loro natura e non alle regole imposte dalla società?

Sono cresciuto in campagna e mi piace immergermi nella natura: credo che le cose che osserviamo finiscano per influenzarci. Vicino al posto in cui vivo c’è un fiume in cui ci sono, ad esempio, delle anatre che si riuniscono in branco come forma di protezione e per stare al caldo d’inverno. Nella scena delle farfalle è voluto mostrare questo: come la natura riesca ad essere così intelligente da unirsi per la sopravvivenza. Diventare un unico essere rappresenta un grande passo evolutivo, così come accade alla bambina piena di farfalle.

9. Nel momento in cui Laura aspetta un figlio, prende consapevolezza del male che la circonda, come se fosse stata la maternità ad aprirle gli occhi. E’ un monito ad avere più figli e, attraverso loro, a preparare un futuro migliore?

Per me Laura è proprio la parabola di questa società. Posso parlare solo della società in cui vivo, ma intorno a me c’è un sacco di gente che pensa solo al presente. In Germania c’è stata un’analisi dei testi delle canzoni degli ultimi decenni e sono state analizzate tre parole in particolare: Tu, Io e Noi. Abbiamo potuto verificare che la parola che compare con maggiore frequenza è Io. E’ una società troppo egocentrica, pensiamo alla nostra carriera e al nostro benessere e poco a quello che sarà il futuro. Laura, con questa gravidanza, si interroga sul “dopo”, perché in quel momento non è più solo responsabile di se stessa ma anche della vita che ha dentro di sé. Nella vita di tutti, arriva un momento in cui ti chiedi quale sia il tuo ruolo nel mondo. Questa era la mia intenzione, bisogna pensare al peso della propria esistenza nel mondo e alle proprie responsabilità.

10. Il titolo in tedesco era “I bambini” e la traduzione italiana è “Gli eredi”. La scelta è stata azzeccata in quanto cambia totalmente il significato. Chi l’ha deciso?

E’ stata una grande intuizione della Corbaccio, che lo ha modificato dando maggiore profondità e senso alla storia. Infatti, Robert si rende conto che la generazione precedente ha avvelenato il mondo che rimane in eredità ai bambini, che come tali sono proprio “eredi”. 

Una curiosità che ci ha svelato la direttrice editoriale della Corbaccio: l’idea è venuta proprio a lei, ispirata da una pubblicità del WWF di molti anni fa con due orsetti e la frase “Non siamo noi che lasciamo in eredità il mondo ai nostri figli, ma sono i nostri figli che ce lo danno in prestito”. Indagando ha poi scoperto che questa frase fu detta da un grande capo indiano nel 1856, poi leggendo il libro di Dorn ci ha ripensato… ed ecco il (bellissimo) titolo italiano! 

Un’altra curiosità: abbiamo chiesto a Wulf, bravissimo a mettere in ansia noi, se poi dopo tanto horror riuscisse a dormire la notte: ci ha risposto che sì, è proprio così che supera le sue paure – che comunque sono assolutamente reali (e condivisibili). Scrivere serve per elaborarle, esorcizzarle. E quando non scrive vorrebbe girare l’Italia per almeno 6 mesi a caccia di ricette tradizionali a cui dedicare, perchè no, un nuovo libro!

COME RISPARMIARE PER LE VACANZE (E ANCHE DOPO!)

Spesso qui sul blog o sulla pagina facebook mi viene chiesto come faccio a poter viaggiare così spesso e a risparmiare per le vacanze, considerando che pago di tasca mia tutti i miei viaggi, non vivo più da anni con i miei e non sono certo Paris Hilton, anzi ho un conto in banca sempre abbastanza sull’orlo del collasso 😉 Ho deciso quindi di riunire in un unico post le strategie e i trucchetti che metto in atto io per riuscire a partire abbastanza spesso, piccoli accorgimenti che vi consentono di risparmiare qualcosina in vista di un viaggio ma anche di altro ovviamente: un concerto della vostra band preferita, l’ultima it bag, quel mascara supergriffato che costa una mezza fortuna.

1. FOOD e NIGHTLIFE: in questo settore per anni ho speso moltissimo, pranzavo al bar in pausa ed ero fuori quasi tutte le sere. Adesso a pranzo mi preparo un panino oppure invece del bar bazzico il supermercato di quartiere per yogurt, te freddo e anche sandwich fatti al momento che costano 1/3 rispetto a quelli del bar. La sera, invece delle cene fuori, prediligo gli apericena più abbondanti (max 10 euro mangi e bevi) oppure invito la gente a casa, preparo io gli stuzzichini e ognuno porta qualcosa da condividere. Per il cinema, con la tessera Aiace spendo la metà, oppure vado nel giorno che costa meno (a Torino il mercoledì) e con 8 euro invece di un solo film ne vedo 2 nella stessa sera!

2. LIBRI E RIVISTE: nella biblioteche più fornite trovate sia i best seller freschi di stampa che le riviste più famose, il tutto a costo zero. Inoltre gli ebook possono essere un’ancora di salvezza: costano la metà del cartaceo e non ingombrano. Non disdegnate neppure le bancarelle dell’usato: si fanno grandissimi affari!

3. FASHION: oltre a frequentare i negozi low cost, per rinnovare un po’ il guardaroba a costo zero potete organizzare uno swap party con le amiche oppure frugare nell’armadio di mamme e zie e in cerca di qualche chicca vintage. Inoltre, nei suddetti negozi, fate sempre la tessera fedeltà gratuita per accedere a sconti, promozioni, pensierini di compleanno e inviti ad eventi.

4. BEAUTY: i campioncini sono la vostra salvezza. Fatene incetta quando comprate un prodotto per voi irrinunciabile. Inoltre in molte catene di grande distribuzione trucchi e shampoo sono di ottime marche ma costano la metà. Anche qui le tessere fedeltà sono utilissime per accedere a promo speciali.

5. TRAVEL: iscrivetevi a tutte le newsletter possibili immaginabili, monitorate le offerte dei vettori low cost e bazzicate pagine tipo “pirati in viaggio” per non perdervi neppure uno sconto. Una volta comprato il biglietto (al miglior prezzo!), in viaggio vivete come un local invece che come un turista: scommettiamo che spendete la metà?

6. EXTRA BONUS: prendetevi cura delle vostre finanze. Che non vuol solo dire che se una sera non uscite potete mettere nel salvadanaio i soldini che avreste speso, ma a volte vuol dire anche affidarsi ai professionisti del settore. I CAF per esempio: sono centri di assistenza fiscale a cui ci si può rivolgere per qualsiasi problema inerente il fisco, come la dichiarazione dei redditi ma non solo. Il CAF è un ottimo riferimento anche per chiedere tutte le informazioni utili per ottenere le agevolazioni fiscali a cui abbiamo diritto, che spesso non sono molto chiare quando invece sarebbero ottime opportunità di risparmio, specie in un ambito tanto complesso come quello economico e fiscale in cui senza un valido aiuto si brancola nel buio! Le sedi ci sono in tutte le grandi città, io a Torino mi affido alla società ACLI TORINO SERVICE che lavora in nome e per conto di CAF ACLI. Ho trovato personale esperto e qualificato a cui in questo periodo ho chiesto una mano per la dichiarazione dei redditi ma anche chiarimenti su tutte le opportunità per fruire al meglio delle agevolazioni fiscali che mi spettano per esempio perché non vivo più con i miei. Prenotarsi è stato semplicissimo: sul sito, grazie al servizio online mycaf si può ottenere l’appuntamento con pochi click, selezionando servizio, sede e orario più comodo. Tra l’altro mi hanno detto che se mai avessi fatto errori nella compilazione del 730, passando tramite loro si assumono anche ogni responsabilità al posto mio: un sogno per me che nelle questioni burocratiche spesso mi perdo! E grazie al loro supporto ho scoperto anche che mi spetta qualche soldino di rimborso: un’altra bella fetta del mio prossimo viaggio è arrivata senza neppure accorgermene!

E voi che strategie mettete in atto per risparmiare un po’? 

Buzzoole

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