Archivi mensili: marzo 2016

METALLO

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La parola d’ordine per la primavera cool è metallo: indispensabile arricchire il guardaroba con qualche pezzo che mandi bagliori metallizzati. Ammessi capi spalla o anche semplici accessori, anche se il pezzo più gettonato è senza dubbio la gonna metal, magari plissettata: con quella si va sul sicuro. La cosa più bella? Il metallizzato perde la sua allure esclusivamente notturna e inizia a spuntare rigorosamente di giorno, per un tocco glam a un look (finto) casual. Basta fare attenzione a puntare su un unico pezzo chiave e a non caricare troppo il resto dell’outfit e il gioco è fatto: le nuove regine metropolitane questa primavera luccicano dalle 8 del mattino a mezzanotte! 

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BOOKS FOR BREAKFAST # 29 – AMORI, CRIMINI E UNA TORTA AL CIOCCOLATO

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AMORI, CRIMINI E UNA TORTA AL CIOCCOLATO

Sally Andrew 

Guanda

Bassina, morbida (forse un po’ troppo nei punti sbagliati), Tannie Maria è una donna pratica in puro stile afrikaans, ma è soprattutto ironica, tenera, saggia. Unisce a un robusto appetito il dono di saper cucinare piatti irresistibili. Dal suo angolo di Sudafrica, da anni è la seguitissima voce della rubrica di ricette sul giornale locale, The Karoo Gazette. La chiamano Tannie, zia, in segno di rispetto per la sua esperienza, e proprio in virtù di questa esperienza le viene chiesto dalla direzione del giornale di passare a occuparsi di problemi di cuore. Accetta dapprima controvoglia, non sentendosi all’altezza (diciamo che l’autostima non è il suo forte, e il suo passato sentimentale, con un marito ben poco amorevole, non è un ottimo biglietto da visita), ma scopre ben presto che a ogni pena d’amore corrisponde una cura, e spesso anche la giusta ricetta. Fino a quando, tra le tante lettere di affezionati lettori, ne arriva una che la coinvolge più degli altri. Una richiesta d’aiuto. Si tratta di Martine, una donna fragile e ferita, in fuga da un matrimonio che è diventato un incubo. Non ci sono ricette semplici per lei, ma Tannie Maria non si sarebbe mai aspettata di dover indagare addirittura su un caso di omicidio. Con la sua giovane e ardimentosa collega Jessie, «la ragazza con il geco tatuato», si metterà in testa di affiancare la polizia sulle tracce di un assassino. E nessuno, neanche il bel detective che la vorrebbe ardentemente fuori dalle indagini, riuscirà a fermarla.

Ho ADORATO questo libro. C’è tutto quello che a me piace: donne forti, piatti deliziosi, paesaggi mozzafiato e un mistero da risolvere. Tannie Marie è una sorta di Bridget Jones sudafricana che adora cucinare (e mangiare). Per lei, non esiste nulla che non si possa risolvere con un buon piatto. Tranne purtroppo un omicidio: quello di una donna maltrattata dal marito che si era rivolta a lei in cerca di aiuto. E Tannie Marie se la prende a cuore anche dopo morta e si mette a indagare con il suo personale metodo: cucinare un pranzo succulento per ingraziarsi il detective incaricato del caso, portare un sandwich pantagruelico al marito sospettato dell’omicidio per farlo parlare… attraverso la gola la nostra protagonista cerca di far breccia nella mente e nel cuore delle persone per scoprire cos’è davvero successo alla povera Martine. Deliziosi anche i personaggi di contorno che la aiutano tra una fetta di torta al cioccolato e una tazza di tè bollente. Interessante anche l’ambientazione: il Sudafrica, uno dei miei Travel Dreams 2016, con i suoi tramonti arancioni, i suoi ritmi lenti e la sua storia complicata e ricca di sfumature. Addirittura molti termini afrikaans vengono inseriti nel testo senza traduzione per meglio far calare il lettore in questo contesto – ma tranquilli, a fine libro c’è il glossario 😉 

Il romanzo è godibilissimo e si legge in fretta, meglio però tenere a portata di mano qualche cioccolatino perchè vi assicuro che vi verrà un’acquolina in bocca senza precedenti… Extra bonus: alla fine del libro ci sono le ricette di Tannie Marie! Io non vedo l’ora di cimentarmi con la preparazione di un dolce sudafricano!

Se vi ho incuriosito potete sfogliare le prime pagine sul sito di Guanda, che ringrazio di cuore per avermi permesso di leggere questo libro già entrato di diritto nello scaffale dei preferiti. 

DON’T BE LATE FOR DINNER! # 4 – VENEZIA part. 1

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Credo che Venezia avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Sarà che amo le città sull’acqua, sarà che ci sono stata molte volte con i miei genitori e con il mio primo fidanzatino del liceo, fatto sta che io la adoro. E ci torno ogni volta che posso. L’ultima volta, lo scorso settembre, ho avuto anche i preziosi consigli di una carissima amica che ci ha vissuto per anni, Claudia di Klava and the Whool. E da brava blogger non posso non svelarli anche a voi. Partiamo con i consigli pratici, soprattutto quelli gastronomici… 

COME ARRIVARE E COME MUOVERSI:

il mezzo migliore è il treno, e non soltanto per la comodità: uscire dalla stazione di Venezia Santa Lucia ti regala un primo scorcio sulla città pazzesco. Se invece siete in auto, la cosa più comoda è lasciare la vettura a Mestre e poi muoversi con i mezzi. I vaporetti sono molto cari rispetto ai nostri autobus (1 corsa costa 7 euro!!) quindi consigliatissimo l’abbonamento (da 24 ore in su): la cosa buona è che il conto delle ore inizia dal momento in cui si timbra quindi con un po’ di organizzazione con un “giornaliero” da 24 ore si riesce a girare quasi 2 giorni. Il che è perfetto perchè nell’abbonamento sono inclusi anche i vaporetti che fanno la spola tra le isole: raggiungere Burano, Murano e Torcello sarà quindi facile ed economico! 

DOVE DORMIRE:

io ho scovato un alberghetto 2 stelle molto pulito ed economico proprio dietro Piazza San Marco: la base perfetta per qualsiasi tipo di itinerario. Camera spaziosa con bagno privato a circa 50/60 euro a notte, pochissimo se si conta che eravamo a 50 mt. dal Campanile di San Marco.

HOTEL ASTORIA, calle Fiubera 951/A – info@hotelastoriavenezia.it

La colazione non è compresa, volendo costa 5 euro in più ma secondo me non li vale: io consiglio di farla in qualche bel bar o pasticceria prima di iniziare ad esplorare la città! 

COSA MANGIARE (E BERE): 

a Venezia è d’obbligo l’aperitivo, tradizione che ho sposato molto volentieri: non fatevi mancare un’ombra (bicchiere) di rosso o uno spritz all’aperol con un “cicchetto” (uno spuntino sfizioso tipo una polpetta di pesce o di carne, un tramezzino, un’oliva ascolana, un crostino…). I due posti che consiglio sono vicinissimi e sono L’Arco e la Cantina I do Mori, entrambi in zona Rialto. Scendendo dal ponte dal lato mercato, prendere la prima grande calle sulla sinistra: si trovano entrambi sotto ad un arco sulla vostra destra. Se non avete problemi di budget, consigliato il Banco Giro, sotto i portici del mercato: vino buonissimo e terrazza bellissima sul Canal Grande. 

Da non perdere anche il Timon: prezzi popolarissimi, chicchetti buonissimi e molto vari e possibilità di rilassarsi su un barcone ormeggiato in fondamenta a bersi il proprio spritz.

Ristoranti: 

La Zucca – dietro campo San Giacomo da l’Orio (chiedete in campo): non è low cost ma è buonissimo. 

I Bar i zona CA’ FOSCARI, quelli dove vanno gli studenti (da provare quello in fondo alla Calle con la caserma dei pompieri, proprio vicino alle nuove segreterie) 

Il Paradiso Perduto – Fondamenta della Misericordia: verdure grigliate e musica 

Rosticceria – Calle della Bissa, dietro Campo San Bartolomeo: da provare le mozzarelle in carrozza alle acciughe o al prosciutto 

Per mangiare pesce: Anice Stellato e Ai 40 ladroni, entrambi in Fondamenta della Sensa. Il primo offre cucina creativa, il secondo varia il menu in base alla stagione e alle materie prime disponibili in quel momento. 

Pizzerie: 

Ae Oche – vicino a San Giacomo da l’Orio: pizza niente male (a differenza che nella maggior parte delle pizzerie veneziane) e ad un prezzo accettabile 

Al Casin dei Nobili – all’uscita di Campo San Barnaba verso calle Toletta: se il tempo è clemente qui riuscirete a mangiare all’aperto 

Da Sandro – vicino a Campo San Polo: carino, ha la cucina su un lato della Calle e la sala di fronte 

Pasticcerie:

La migliore in assoluto è Tonolo (tra Campo Santa Margherita e Ca’ Foscari)

PER IL DOPOCENA: 

CAMPO SANTA MARGHERITA: il centro della vita notturna veneziana. Bazzicate al bar ROSSO e poi spostatevi poco lontano (a San Pantalon) al BLUE o il NOIR. 

Musica jazz al Torino in Campo San Luca il giovedi’ sera e musica dal vivo al Paradiso Perduto nei weekend.

Ovviamente mettete in conto anche una bella passeggiate tra le viuzze e i ponticelli sospesi sull’acqua dall’ora del tramonto in poi…. E gli innamorati non dimentichino un bacio porta fortuna sotto al Campanile di San Marco.

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Questi consigli sono frutto della mia esperienza personale e delle dritte della mia amica (che ringrazio ancora), ovviamente lo scopo non è proporre una guida esaustiva e completa su Venezia ma provare a offrire qualche spunto per chi vuole regalarsi un fine settimana in una delle città più belle del mondo senza spendere una fortuna ma godendone appieno. Io ci sono riuscita e ho provato, come sempre, a raccontarvelo. 

Nella prossima puntata: COSA VEDERE e…. COSA COMPRARE

DE WAN: I GIOIELLI DELLE REGINE

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Qualche settimana fa vi ho fatto scoprire uno dei miei negozi preferiti a Torino, la boutique De Wan. Oggi vi parlo di una loro linea di gioielli particolare che già a partire dal nome fa sognare: i Gioielli delle Regine

 

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La spilla di Maria Cristina

L’idea è nata quasi per caso: dallo studio di un ritratto di Maria Adelaide d’Asburgo Lorena, moglie del primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II, nel 1992 Rosalba De Wan iniziò a sviluppare una imponente ricerca sui gioielli indossati da generazioni di regine e principesse. Oggi la collezione conta oltre centosessanta pezzi tra spille, collane, orecchini e bracciali, tutti prodotti a mano, uno a uno, con accurate lavorazioni artigianali. Le pietre dei bijoux, che riproducono fedelmente i gioielli, sono realizzate con speciali impasti di vetro selezionati dai maestri di Murano: presentano colorazioni fedeli agli originali e sono tagliate con tecniche manuali derivate dall’antica arte orafa. Il corpo dei gioielli è invece realizzato con una lega inalterabile, studiata per dare l’effetto dell’oro antico: un brevetto esclusivo De Wan che permette di ottenere dorature opache molto resistenti e sorprendentemente simili agli originali. La collezione è stata esposta in numerosi musei e, in occasione delle celebrazioni ufficiali dei 150 anni dell’Unità d’Italia, le è stata dedicata una grande mostra presso il Palazzo del Quirinale a Roma. Io le trovo davvero chic, e voi che ne dite?

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La spilla preferita da Maria Adelaide, moglie di Vittorio Emanuele II primo Re d’Italia. Un intreccio di volute, impreziosite da perle di sintesi e strass, trattengono un cabochon centrale e un pendente in pasta vitrea di un meraviglioso colore blu zaffiro.

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Studio per la realizzazione della spilla della Regina Maria Adelaide

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Da un ritratto della Regina Maria Adelaide di Savoia nasce questo capolavoro di orecchini a stella. Un ricco ed elaborato pavè di strass, arricchito da un cabochon centrale, sorregge la perla a forma di goccia

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Riproduzione ispirata ad un diadema appartenuto alla Regina Margherita di Savoia. Misura cm15 di diametro ed è in metallo placcato oro, con perle e brillanti di laboratorio, motivi a foglie di alloro e margherita centrale;

  

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Dallo studio di un ritratto di Maria Teresa d’Asburgo Lorena nasce questa meravigliosa parure che si compone di collana, bracciale e orecchini. E’ realizzata con luminose Perle Hiridee® alternate con api stilizzate in metallo argentato ed è impreziosita da strass e minuscole perle. Il marchio De Wan è l’inventore delle Perle Hiridee®, coperte da brevetto esclusivo per le loro sfumature straordinariamente luminose, impreziosite da particelle d’oro purissimo

DRESS CODE: SI O NO?

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Ogni fashionista che si rispetti a distanza di una settimana dalla Notte degli Oscar conoscerà a memoria “chi ha indossato chi”. Ma in questi giorni, esauriti i commenti sulle meglio vestite, si sono accesi i riflettori su Jenny Beavan, la donna che ha vinto la statuetta come migliore costumista per “Mad Max”. Jenny è andata a ritirare il suo premio in pantaloni casual, collana etnica e chiodo di pelle. Attorno a lei, qualche debole applauso, qualche risatina e soprattutto una cortina di gelo.  E non serve tirare in ballo Enzo Miccio e Carla Gozzi per urlare “ma come ti vesti??”: il concetto era perfettamente chiaro negli sguardi di chi è stato inquadrato in quel momento (tipo il regista Inarritu, tanto per non fare nomi). Probabilmente tutti hanno pensato la stessa cosa: alla cerimonia degli Oscar conciati così non ci si presenta neppure sotto tortura. La risposta che la donna ha dato in una intervista a Hollywood Reporter, però, ha ribaltato le carte in tavola. “La mia è stata una scelta deliberata” ha sottolineato Jenny. “Sono inglese e ho un carattere un po ribelle. Ma la verità è un’altra. Mi vedi? Sono bassa e sono grassa. Mi sarei sentita ridicola infagottata in un abito da sera. Il mio outfit voleva essere un omaggio a Mad Max. Ho pensato se non puoi batterli, o se non riesci ad unirti a loro, allora perché non provare a fare qualcosa di divertente?

Chapeau. Un inno all’essere se stesse e a non farsi ingabbiare dalle convenzioni. A parer mio, una vera lezione di stile in un mondo che ci vuole tutti omologati. Ma poi, riflettendoci ancora, è stato inevitabile chiedermi: quindi, l’abito fa il monaco oppure no? Esistono regole di stile che non si possono infrangere, tipo il dress code per una cerimonia di premiazione (ma anche, perchè no, per un colloquio di lavoro o una visita ai suoceri) oppure ormai la moda è talmente fuori dalle regole che tutto è concesso? Un abito Chanel rende bellissima e di classe qualsiasi Cenerentola o viceversa viene valorizzato solo se a portarlo è una con il carattere e il piglio giusto? E ancora: se Jenny si fosse messa un abito da gran sera ma con il suo fisico fosse comunque apparsa poco attraente, non sarebbe stata criticata lo stesso – in un mondo dove dobbiamo essere tutti alti magri e biondi e chi non lo è viene comunque additato anche se si infila in un abito Dior? Quindi, alla fine della fiera (degli Oscar), Jenny ha fatto bene o no? 

Giro a voi queste domande. sono curiosissima di conoscere il vostro parere e, perchè no, magari di confrontarmi con opinioni diverse dalle mie e creare un bel dibattito.

 

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