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VIETNAM DIARY # 7 – HALONG BAY

VIETNAM DIARY # 7 – HALONG BAY

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Finalmente riesco a riprendere il mio diario di viaggio in Vietnam e vi porto in una delle meraviglie del mondo moderno, la Baia di Halong. Ci si arriva dalla capitale Hanoi (160 km) con un apposito pulmino, solitamente incluso nell’escursione prenotata: noi abbiamo scelto di fermarci nella baia 2 giorni, trascorrendo una notte in barca e una in un bungalow su una delle isolette abitate. A parer mio questo è il tempo minimo per vedere qualcosa: abbiamo incontrato parecchie persone che hanno scelto l’escursione di un giorno e una notte sola e lamentavano di aver visto poco o niente. Spesso la baia è avvolta dalla foschia quindi occorre passarci un po’ di tempo per sperare di vedere spuntare il sole; inoltre è un luogo di tale calma e bellezza che va assaporato lentamente.

Il nome significa “dove il drago scende in mare”: la leggenda narra di una famiglia di draghi arrivata qui appositamente inviata dagli Dei per aiutare i vietnamiti nella lotta contro i cinesi. Essi sputarono gioielli preziosi che si trasformarono in isole e isolette (quasi 2000) che oggi punteggiano la baia e all’epoca crearono una vera e propria muraglia contro gli invasori.

La baia comprende isole, scogli e grotte: noi abbiamo visitato la Grotta delle Meraviglie (detta anche Grotta delle Sorprese) e devo dire che è stato uno spettacolo impressionante. Purtroppo ci siamo arrivati tramite un’escursione in canoa quindi non avevamo la macchina fotografica 🙁 Consiglio: controllate prima gli itinerari che la vostra escursione comprende: i vietnamiti tendono a proporvi un’accozzaglia di attività praticamente obbligatorie perchè loro concepiscono così il turismo ma questo va a discapito di chi vuole osservare le cose con calma e non necessariamente correre tutto il giorno! Il primo giorno siamo stati “costretti” a fare canoa, bere il tè cantando prima una canzone tradizionale, partecipare ad una cooking class (l’ennesima in un viaggio di 3 settimane!), fare un bagno di soli 10 minuti prima di essere costretti a uscire dall’acqua per un’altra attività, pescare per una mezz’oretta e fare il karaoke. Ora, quando penso ad una gita rilassante, soprattutto in un luogo di tale pace, non mi viene proprio in mente il karaoke! Tra l’altro mi sono tagliata un piede e mi hanno costretta a bere il tè danzante prima di darmi il disinfettante! (Comunque, per chi se lo stesse chiedendo, ci siamo adattati. Loro sono contenti così e ci sembrava giusto, essendo ospiti, cercare di essere in linea con il loro modo di vedere).

Il secondo giorno in base all’itinerario scelto hanno diviso il gruppo originario su più barche e ognuno ha proseguito con nuovi compagni di avventura (morale della favola: non affezionatevi a nessuno!) 😉

Noi abbiamo visitato i villaggi dei pescatori di ostriche (bellissime le perle che si potevano acquistare!) e poi siamo arrivati all’isola che ci avrebbe accolto per la notte. Ora, non sto a tediarvi ma qui ho avuto il mio unico grosso litigio con i vietnamiti, perchè invece del bungalow prenotato (e pagato in anticipo) ci hanno messi in un tugurio! In pratica, noi avevamo pagato per la camera deluxe e siamo invece finiti in una bettola dietro le cucine collegata alla stanza di due estranei e per di più sporca e con la porta che non si chiudeva. In pratica loro prima ti fanno pagare a seconda della sistemazione ma poi le stanze le assegnano a caso! E se chiedi spiegazioni (ammesso che parlino inglese) si limitano a guardarti e alzare le spalle (oppure a ridere). Lungi da me dire che sia così in tutto il Vietnam ma certo il nostro era un tour operator di veri idioti! La giornata sull’isola è quindi stata rovinata dalla disavventura ma la baia resta comunque una perla assolutamente da vedere.

AUDREY TRAVEL TIPS:

– arrivate già con uno di quei sacchettini in nylon da collo per il cellulare così ovunque vi portino avrete la possibilità di fare le foto

– controllate sempre prima le condizioni di recesso/rimborso: alcuni tour provano ad approfittare del tempo incerto per farvi fare giri più brevi e non ridarvi i soldi

– pretendete quello che avete pagato: inutile lamentarsi se sulla barca da 20 USD non c’è il wifi, ma se avete sborsato 100 USD per il terrazzo vista mare o l’aria condizionata devono darveli

– anche se siete vicino all’acqua il clima è afosissimo, per lo meno di giorno, e alcune spiagge non hanno neppure gli ombrelloni: che ve lo dico a fare?

– in definitiva, occhio alle truffe: l’impressione generale è che ci marcino parecchio.  Un modo per tutelarsi è acquistare il pacchetto tramite il proprio hotel ad Hanoi. Noi avevamo fatto così e al ritorno siamo riusciti (non senza fatica) ad avere un rimborso e altri benefit per il disguido della camera topaia. Fondamentali le foto che avevo fatto con il mio cell per documentare il tutto. ma a voi lascio ovviamente una gallery di foto di quello che invece è stato “il meglio di”: enjoy!

 

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