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INDIA TRAVEL DIARY # 4 – ON THE ROAD

INDIA TRAVEL DIARY # 4 – ON THE ROAD

Una giornata per le strade dell’India. Quello che doveva essere uno spostamento di servizio diventa in realtà una vera e propria esperienza, non solo per i posti incredibili visitati durante il tragitto ma proprio per il tragitto in sè. Che le strade indiane siano pericolose e in condizioni pietose è risaputo, ma ammetto che, se si supera il terrore iniziale, un viaggio a bordo del pulmino può anche essere affascinante. Intanto, dal bus si gode di un punto privilegiato per osservare tutto ciò che ci circonda: auto scassate, camion colorati, cammelli che tirano calessi, donne con sari luccicanti, bambini che corrono, mucche, cani, motorini con sopra famiglie intere… Il segreto è concentrarsi su ciò che si può osservare dai lati del mezzo e non guardare assolutamente davanti, dove altri pulman, auto, camion e trattori vi verranno incontro a velocità sostenuta come se volessero fare di proposito un frontale! Alla fine sterzano sempre in tempo ma… meglio concentrarsi su altro 😉 Noi abbiamo guidato per ore attraverso le regioni del Rajasthan e dell’Uttar Pradesh, in direzione Agra, ed è stata un’avventura. Durante il percorso abbiamo fatto tre tappe:

ABHANERI: un micro villaggio in mezzo al nulla dove però è conservato in maniera incredibile il CHAND BAORI, un pozzo del VII secolo d.C. costruito su più livelli, addirittura 13. E’ uno dei più profondi dell’India e si chiama così in onore del suo costruttore, il re Chand, e dalla parola Baori che significa appunto pozzo. Il pozzo ha 3500 gradini che collegano i 13 piani fino a raggiungere, alla profondità di 30 m., l’acqua. Il livello dell’acqua saliva e scendeva in base al periodo dell’anno, ovviamente nei momenti di siccità il livello era più basso e bisognava scendere molto più in profondità. La leggenda narra che il pozzo fu costruito in una sola notte dagli spiriti.

BARATHPUR: qui ci fermiamo a pranzo in un palazzo moderno allestito come una residenza imperiale. Un fasto eccessivo e un lusso stridente con la povertà che c’è all’esterno. I tour includono spesso pranzi o cene in simili residenze ma noi l’abbiamo trovato veramente uno schiaffo alla miseria. Purtroppo anche questa è l’India.

FATEHPUR SIKRI: la città fantasma. Un posto che mi ha conquistata subito. La costruzione della città iniziò nel 1570 ad opera del sovrano Akbar e il nome significa “città della vittoria”. Nel 1585 però Akbar e la corte decisero di trasferire la capitale a Lahore, secondo alcuni a causa della mancanza d’acqua, ma più probabilmente per essere più vicini all’esercito, quindi Fatehpur Sikri declinò rapidamente e venne abbandonata nel giro di pochi anni. Quello che si vede sono i resti, spettacolari, di quel periodo.

AUDREY TRAVEL TIPS: le distanze sono lunghe, le strade dissestate e i viaggi eterni. Ma non perdeteveli assolutamente.

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