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THIS IS A MAN’S WORLD – PART 1

THIS IS A MAN’S WORLD – PART 1

 

Audrey & A.: noi, qualcosa di noi e il nostro primo post insieme

 
A.: Ci sono cose che penso rendano migliore la vita di ogni individuo, per ognuna di queste ho elaborato un mio credo specifico, quasi dogmatico, anche permaloso, ma sicuramente sincero.
La moda, o meglio, il vestirsi bene, o meglio ancora, il vestirsi nella maniera che meglio rappresenti quello che sei, è una delle cose di cui sopra.
Parto così, con le mani avanti, visto che non mi conoscete, e visto che Audrey mi ha coinvolto in questo post a quattro mani, appunto. Non importa chi sono o chi non sono, ci sono però delle cose importanti che è giusto voi sappiate, prima ancora di andare avanti nella lettura.
Credo che l’uomo più elegante nella storia recente sia il modello di uomo modernista, un modello rivoluzionario perchè elegante, ma appartenente ad un ceto operaio, un uomo che credeva fermamente nelle sue capacità individuali e che usava il vestire come un “logo” per descrivere se stesso, credo che le maglie da calcio non siano un accessorio da stadio ma un vero e proprio pezzo d’abbigliamento, da poter sfoggiare anche nel quotidiano, credo che l’uomo per definizione sia nato per indossare una giacca, e di conseguenza anche una cravatta, ma solo di larghezza e nodo piccola, non invasiva.
Credo in Ben Sherman e in tutto quello che di grandioso quell’uomo ha donato al mondo nel corso degli anni.
Credo nella manifesta superiorità della Gran Bretagna in fatto di stile maschile e impulso allo sviluppo e all’evoluzione culturale di esso. Insomma, credo in tante cose, ben definite e chiare, ma che scorrazzano nella mia testa in maniera confusa e disordinata, e con lo stesso disordine mentale ve le presento. Se vi va bene è così, come ho già scritto i miei “credi” sono specifici e io magari anche permaloso nel difenderli 🙂
Audrey: Quindi cari lettori come potete vedere oggi per la prima volta vi propongo un post a 4 mani, di cui due anche permalose, quindi siate buoni con i commenti. L’idea è nata perchè la nostra amicizia ha avuto il suo (fashion) apice nel momento in cui abbiamo scoperto di conoscere entrambi i colori favoriti di Chanel… e da lì non c’è commento di moda o uscita per negozi che non ci veda in giro insieme a far danni 😉
Quindi,  A. (sì, sempre il solito A., ormai chi mi segue da un po’ lo sa…), a te la prima parola, a patto che non inizi a sproloquiare sulla tua (inguardabile) camicia hawaiana.

 

Senti scemotta, la mia camicia hawaiana è di deliziosa fattura e dopo 13 anni continua a mantenere il suo splendore originario. Pensa ai tuoi di capi inguardabili… tipo una particolare gonna….che sei ancora convinta essere meravigliosa… ma soprattutto non essere fuorviante. Questo post vuole essere l’inizio di una riflessione sul meglio che la moda maschile (secondo il mio umile credo) ha prodotto per la primavera-estate 2012 e cosa bolle in pentola per l’ormai imminente autunno-inverno… ci sarà tempo e modo di far scegliere ai tuoi lettori quali sono, come cantavano gli Elio e le storie tese, “i capi orrendi che a nessuno li rivendi”….

Una cosa dopo 13 anni è soltanto…vecchia!! Ti lascio spazio per iniziare FINALMENTE (e tu lo sai!!) il primo post dedicato al meraviglioso mondo della moda maschile ricordandoti però che con alcuni miei vestiti rivenduti ci ho pagato parte dell’affitto.

PS: ha chiamato per te il tipo dei Beach Boys, vuole riavere la sua camicia 😉
Allora, ti avverto che la tua borsa di Emilio (Pucci, n.d.r.) sta già per volare dal balcone, ma non tanto per il commento modaiolo fintamente acido, ma soprattutto per il fatto che tu abbia citato quell’abominio della musica mondiale che sono stati i Beach Boys, mi offendi profondamente, sapendo oltretutto che sono affetto da melomania, è come se mi avessi detto che tifo per l’innominabile squadra bianconera…
(Essendo io juventina, qui A. è stato fortemente a rischio! n.d.r.)
Comunque bando alle ciance, si starebbe cercando di parlare di moda se non mi interrompessi sempre con le tue facezie…dicevamo la moda maschile.
Molti sono stati i temi ispirativi delle collezioni di quest’anno per quelli che ritengo al momento i miei brand favoriti: il tennis, il cinema, la dignità e l’eleganza dell’uomo anni ’60, i colori della primavera… insomma difficile trovare un fil-rouge che abbia accomunato le varie collezioni… partirei allora dai singoli stilisti…

 

Scontato sarebbe partire dalla religione di cui sono adepto – Ben Sherman – e invece partiremo dalle novità, dalle buone nuove, da quelli che si sono imposti con grande personalità nello scenario mondiale. Parliamo così di un nuovo marchio, di produzione completamente Made in Italy, che però strizza l’occhio alla Regina, ma anche un po’ allo Zio Sam…sto parlando di:

 

 

 

Nuovo ed esuberante, una bella scoperta durante i miei acquisti primaverili. La sua collezione primavera-estate, portabilissima anche in autunno, è quella dalle ispirazioni e influenze più eterogenee e contradditorie, e per questo quindi estremamente affascinanti. Andy (al secolo Andrea Bertacca) incarna nei suoi modelli tutte le anime del mondo anglosassone, da quelle classiche dell’elegante e poshy uomo inglese e del più scanzonato ragazzo conservatore americano dell’upper west-side, a quelle di una periferia londinese incredibilmente elegante (la sua felpa col cappuccio associata alla giacca è un must) e di un hippie sessantottino tornato di moda. Il tema del tennis è qui presente in maniera importante soprattutto sugli accessori (borse) e deliziosamente intelligente nel chiaro riferimento al personaggio interpretato da Luke Wilson nel film “The Royal Tenenbaums” di Wes Anderson (vedi due foto finali).

 

 

 

 

 

Guarda Anche

 

Anche WESC è un brand che ho scoperto recentemente, ma in realtà è attivo già da parecchio tempo (2003). Il marchio è svedese e si riferisce soprattutto al mercato streetwear e casual piuttosto che a quello più elegante. Mi ha però piacevolmente colpito la varietà e l’immenso numero degli articoli della sua collezione. E’ un marchio di portata chiaramente industriale e che si rivolge ad un pubblico di massa, ma che ha saputo comunque crearsi una sua identità specifica, un suo stile, che si è evoluto e sviluppato nel corso degli anni.
Molti dei capi sono riproposizioni di altri già presenti nelle collezioni precedenti, riadattati, rimodellati, mutati e riconfezionati per la stagione in questione. Ciò ha fatto si che il loro stile rimanesse fresco, giovane e leggero.
Interessante oltre che le varie collezioni e il catalogo è la loro strategia di marketing, il modo con cui il loro verbo viene sparso in giro per il mondo. Lo stile di cui parlavo viene comunicato direttamente dai cosiddetti “Weactivists”, artisti e persone più o meno famose, appartenenti a realtà underground e non. che hanno associato ben più della loro immagine a questo marchio che viene comunicato quasi come una vera e propria estensione della loro personalità.
La collezione primavera/estate è stata caratterizzata dall’inserimento di nuove palette di colori che ne hanno ampliato lo spettro, rendendola molto coerente con il tema primaverile.
WESC produce dalle scarpe agli accessori, ma i pezzi forti di questa collezione stanno a mio avviso nella maglieria (caratterizzata da un taglio molto classico e perfettamente vestibile, il cotone è ottimo e molto leggero, abbastanza vasta anche la varietà di colori tra cui poter scegliere. La mia scelta è ricaduta sul rosso acceso e su un azzurro-grigio chiaro), la jeanseria (anche qui la vestibilità è ottima, il jeans calza come un guanto, il denim non è per niente pesante e il taglio a stringersi leggermente sulle caviglie ha fatto si che lo apprezzassi particolarmente) e la camiceria in cui vi erano alcune cose davvero interessanti.
A quanto sembra è uno dei marchi preferiti dei cosiddetti “hipster”, la cosa bella è che pur sentendolo da tanto non ho ancora capito che cac**io significa come termine, e la cosa mi fa molto ridere… ora so che per aver usato “cac**io” Audrey mi censurerà…

 

 

 

 

 

Non ti censuro solo perchè hai usato gli asterischi…… comunque ora lascio la parola ai miei lettori, sperando possano apprezzare questo post diverso dal solito, che è solo il primo… Infatti nella seconda parte, presto online, ci parlerai del tuo guru per eccellenza Ben Sherman… e io personalmente non vedo l’ora 😉
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