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BOOKS FOR BREAKFAST # 20 – LA RAGAZZA DEL TRENO

BOOKS FOR BREAKFAST # 20 – LA RAGAZZA DEL TRENO

LA RAGAZZA DEL TRENO

P. Hawkins

Piemme

Il caso editoriale più esplosivo dell’anno: potevo non comprarlo? Prima ancora di leggerlo, ho sentito diversi commenti e spesso molto netti: questo libro o lo ami o lo odi. Ma, come sempre, io devo verificare di persona 😉

E posso dire che invece io mi colloco nel mezzo: 3 stelle su 5. E ora vi spiego perchè.

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La trama è nota: Rachel, personaggio principale e voce narrante della maggior parte dei capitoli,  è un’abitudinaria. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata perchè, seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori. In particolare si concentra su una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

La struttura del libro è molto interessante: alla voce di Rachel si alterna quella di altre due donne, la fantomatica Jess e Anna, la nuova compagna dell’ex marito della protagonista. Le prime righe ti catturano anche se capisci poco o niente e ti spingono a volerne sapere di più: se guardiamo questo aspetto, si può dire che sia un libro perfettamente riuscito. Intrigante anche l’ambientazione, almeno per me che ho viaggiato in treno per anni e sono sempre molto curiosa di quello che succede dietro le porte colorate e le facciate eleganti delle case dei sobborghi (Non per niente sono una grande fan di “Desperate Housewives”!). Buono anche lo stile; asciutto, veloce, a suo modo accattivante. La narrazione in prima persona coinvolge e invita a proseguire. Allora cos’è che non mi fa schierare con chi sostiene che il libro è straordinario? Purtroppo, è proprio l’intrigo giallo. Una cinquantina di pagine prima del finale (se non prima) si capisce praticamente tutto. E questo, ahimè, in un giallo è imperdonabile.

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